CATERINA de' Ricci, santa
Nata a Firenze il 25 aprile 1522, entrò tra le domenicane di S. Vincenzo di Prato nel 1535 cambiando il suo nome di Alessandra Lucrezia Romola in quello di Caterina. La passione di Cristo fu l'oggetto delle sue continue meditazioni, ed ebbe da Cristo il dono di parteciparne i dolori con l'impressione delle stimmate. A questo fenomeno più tardi se ne aggiunge un altro: per vari anni, cominciando dal giovedì di ogni settimana fino al pomeriggio del venerdì, la santa riproduceva nel suo corpo i dolori e le fasi della passione di Gesù; fatto questo che richiamava a Prato numerosi visitatori e devoti. Benché chiusa nel chiostro, la santa si fece maestra spirituale di molte persone, tra le quali è da ricordare ser Mazzei di Prato. Fu molto devota di fra Girolamo Savonarola, di cui non cessava di proclamare le virtù; fu in corrispondenza con S. Pio V, S. Filippo Neri e S. Maria Maddalena de' Pazzi, collaborando alla Controriforma cattolica.
Per 30 anni fu superiora del suo monastero, e morì il 2 febbraio 1589. Il suo corpo incorrotto è sepolto a Prato nella chiesa di S. Vincenzo. Benedetto XIV la proclamò santa il 29 giugno 1746.
Le sue lettere furono pubblicate da Cesare Guasti (Prato 1861: nuova edizione a cura di A. Gherardi, Firenze 1890).
Bibl.: Archivio dell'ordine domenicano, Processus; Acta Sanctorum, 2 febbraio, I, p. 267 segg.; Année dominicaine, Lione 1900; vedi inoltre le biografie scritte da S. Razzi (Lucca 1594); D. Marchese (Roma 1693); G. Bayonne (trad. it., Prato 1874; la migliore); F. M. Capes (Londra 1905).