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PRIETO, Joaquín

di Mario Menghini - Enciclopedia Italiana (1935)
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PRIETO, Joaquín

Mario Menghini

Generale e presidente della repubblica del Chile, nato a La Concepción il 20 agosto 1786, morto a Valparaiso il 22 novembre 1854. A diciannove anni si arruolò nella milizia della città nativa e nell'aprile del 1806 accompagnò il generale de la Cruz nel viaggio di spedizione delle Ande. Nel 1811, col grado di capitano dei dragoni si unì a una divisione militare che marciò in aiuto dei patrioti di Buenos Aires e, tornato in patria, fece la campagna della Patria Vieja, compiendo atti di valore. Governatore nel 1814 e comandante generale dell'esercito di Talea imitando gran parte dei suoi commilitoni dell'esercito nazionale dopo la disfatta di Rancagua si ritirò a Buenos Aires, quindi s'incorporò nell'esercito cileno-argentino e prese parte alla battaglia di Chacabuco (1817). Per i servigi resi alla causa della libertà fu nominato comandante generale dell'esercito a Santiago e più tardi ebbe incarico di combattere il ribelle Benavides. Nel 1823 il P. fu deputato al Congresso e poi fu membro del Senato e della Camera. Succedette all'Ovalle in qualità di presidente provvisorio, e sei mesi dopo (18 settembre 1831) fu eletto presidente costituzionale della repubblica cilena; rinnovatogli il mandato nel 1836, rimase al potere sino al 1841. A lui si devono: la promulgazione (26 maggio 1833) di una nuova costituzione, su basi nettamente autoritarie e conservatrici (v. chile), e la riorganizzazione delle industrie locali e dell'istruzione pubblica.

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