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BECCADELLI, Lodovico

di Albano Sorbelli - Enciclopedia Italiana (1930)
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BECCADELLI, Lodovico

Albano Sorbelli

Nacque di cospicua famiglia in Bologna il 29 gennaio 1501. Conseguì il dottorato in diritto civile e canonico; ma l'amicizia con Giovanni Della Casa, con i cardinali Contarini, Pole e Bembo, ai quali servì da segretario in importanti missioni, lo portò a coltivare anche le lettere. Accompagnò nel 1538 il cardinal Reginaldo Pole nella visita che egli fece a varie corti d'Europa per indurre l'Inghilterra a tornare alla chiesa cattolica, e nel viaggio ebbe modo di visitare Carpentras, Valchiusa e la Sorga piene di ricordi del Petrarca. Col Contarini fu in Germania nel 1541 alla dieta di Ratisbona; e morto lui, che lo aveva in gran conto, Paolo III gli affidò l'educazione di suo nipote Ranuccio Farnese, che fu poi creato cardinale nel 1546 e nominato legato della marca d'Ancona dove il Beccadelli lo guidò come amministratore generale. Terminata quella legazione, Giulio III, appena eletto papa (1550), lo inviò nunzio apostolico a Venezia ove fu graditissimo. Finita tale nunziatura, fu creato arcivescovo di Ragusa il 18 settembre 1555; nel 1561 fu inviato al concilio di Trento. Allontanatosi di là a cagione d'una malattia, fu scelto dal duca di Toscana Cosimo I per dirigere l'educazione di Ferdinando suo figliolo, poi nel 1564 fu chiamato dal duca alla prepositura della chiesa di Prato, ove visse sino al 16 ottobre 1572, giorno di sua morte. Dell'opera sua di letterato che fu amplissima furono pubblicate, lui vivo o poco dopo di lui, la Vita del Petrarca in cui difese l'amore platonico del grande poeta, e quelle dei cardinali Bembo, Pole e Contarini. Molte altre opere si conservano manoscritte nelle biblioteche di Bologna e nella Vaticana, dalle quali notevole materiale trasse e pubblicò il Morandi alla fine del sec. XVIII, ma a cui molto si potrebbe e dovrebbe ancora attingere.

Bibl.: G. Fantuzzi, Scrittori bolognesi, II, pp. 5-27; A. Bonfioli, Elogio di Mons. L. Beccadelli, Bologna 1790; G. B. Morandi, Monumenti di varia letteratura tratti dai manoscritti di Mons. L. B., Bologna 1797-99, voll. 3; V. Cian, Intorno a L. B., in Nuova Antologia, i luglio 1901.

Vedi anche
Ludovico Beccadèlli Prelato, diplomatico e umanista (Bologna 1501 - Prato 1572), amico di G. Della Casa, del Bembo e più ancora del Morone, di M. Cervini (Marcello II), di G. Contarini, del quale fu dal 1535 segretario, e del cardinale R. Pole, che accompagnò in missioni: dei due ultimi scrisse le Vite; segretario del concilio ... nunzio Nella diplomazia pontificia, collettore delle decime imposte dalla Chiesa; dopo il Concilio di Trento, legato pontificio preposto alla direzione di una nunziatura apostolica. È quindi il rappresentante attraverso il quale il romano pontefice esercita il diritto di legazione sia nella sua forma esterna, ... Concilio di Trento Concilio universale, fra i più importanti della Chiesa cattolica (1545-63). A premere per la convocazione di un concilio era stato soprattutto Carlo V, già al tempo di Clemente VII: per il suo disegno imperiale la pacificazione della Germania e la riforma della Chiesa risultavano essenziali. Il papato ... cortigiano Figura della corte del Rinascimento, il c. (gentiluomo esperto di lettere, diritto, armi e diplomazia) costituiva un consigliere e un collaboratore prezioso per il principe, della cui casa era infatti ospite. A tale figura e alle sue caratteristiche il letterato B. Castiglione, nel 1528, dedicò la sua ...
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