• Istituto
    • Chi Siamo
    • La nostra storia
  • Magazine
    • Agenda
    • Atlante
    • Il Faro
    • Il Chiasmo
    • Diritto
    • Il Tascabile
    • Le Parole Valgono
    • Lingua italiana
    • WebTv
  • Catalogo
    • Le Opere
    • Bottega Treccani
    • Gli Ebook
    • Le Nostre Sedi
  • Scuola e Formazione
    • Portale Treccani Scuola
    • Formazione Digitale
    • Formazione Master
    • Scuola del Tascabile
  • Libri
    • Vai al portale
  • Arte
    • Vai al portale
  • Treccani Cultura
    • Chi Siamo
    • Come Aderire
    • Progetti
    • Iniziative Cultura
    • Eventi Sala Igea
  • ACQUISTA SU EMPORIUM
    • Arte
    • Cartoleria
    • Design & Alto Artigianato
    • Editoria
    • Idee
    • Marchi e Selezioni
  • Accedi
    • Modifica Profilo
    • Treccani X

ROUBILIAC, Louis-François

di Arthur Popham - Enciclopedia Italiana (1936)
  • Condividi

ROUBILIAC, Louis-François

Arthur Popham

Scultore, nato probabilmente nel 1705 a Lione, morto a Londra l'11 gennaio 1762. Dapprima apprendista presso B. Permoser a Dresda, poi aiuto di N. Coustou, nel 1726 si recò in Inghilterra. Quivi divenne successivamente aiuto di Th. Carter e di H. Cheere e fu protetto da sir Edward Walpole. La sua prima commissione importante fu la statua del musicista Händel per i Vauxhall Gardens (modello di terracotta datato 1737 al museo Fitzwilliam di Cambridge). Da allora il suo successo fu assicurato ed egli divenne il più noto e ricercato scultore del suo tempo in Inghilterra. Opere notevoli sono i busti da lui eseguiti di A. Pope (1741), W. Hogarth (National Portrait Gallery), Lord Chesterfield (1745) e J. Swift (1745, Trinity College, Dublino); le sue statue di I. Newton (1755, Trinity College, Cambridge), e di Shakespeare (1758, British Museum); i suoi monumenti a John, duca di Argyll (1748-49), a Händel (1761), e a lady Elizabeth Nightingale (1761), tutti nell'abbazia di Westminster. La larga fama di cui il R. godette ai suoi tempi è giustificata dalla sua abilità nel ritratto e dall'esuberanza del suo disegno barocco. I puristi del periodo neogreco e neogotico consideravano invece con orrore l'opera del R., di cui ora soltanto sono riconosciuti gl'innegabili pregi.

Bibl.: Le Roy de Sainte Croix, Vie et ouvrages de L.- F. R., Parigi 1882; K. A. Esdaile, The life and works of L.- F. R., Londra 1928; id., Thieme-Becker, Künstler-Lexikon, XXIX, Lipsia 1935. Inoltre: P. Bivier, in A. Michel, Hist. de l'art, VIII, ii, Parigi 1924, pp. 619-23.

  • Istituto
    • Chi Siamo
    • La nostra storia
  • Magazine
    • Agenda
    • Atlante
    • Il Faro
    • Il Chiasmo
    • Diritto
    • Il Tascabile
    • Le Parole Valgono
    • Lingua italiana
    • WebTv
  • Catalogo
    • Le Opere
    • Bottega Treccani
    • Gli Ebook
    • Le Nostre Sedi
  • Scuola e Formazione
    • Portale Treccani Scuola
    • Formazione Digitale
    • Formazione Master
    • Scuola del Tascabile
  • Libri
    • Vai al portale
  • Arte
    • Vai al portale
  • Treccani Cultura
    • Chi Siamo
    • Come Aderire
    • Progetti
    • Iniziative Cultura
    • Eventi Sala Igea
  • ACQUISTA SU EMPORIUM
    • Arte
    • Cartoleria
    • Design & Alto Artigianato
    • Editoria
    • Idee
    • Marchi e Selezioni
  • Accedi
    • Modifica Profilo
    • Treccani X
  • Ricerca
    • Enciclopedia
    • Vocabolario
    • Sinonimi
    • Biografico
    • Indice Alfabetico

Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A. © Tutti i diritti riservati

Partita Iva 00892411000

  • facebook
  • twitter
  • youtube
  • instagram
  • Contatti
  • Redazione
  • Termini e Condizioni generali
  • Condizioni di utilizzo dei Servizi
  • Informazioni sui Cookie
  • Trattamento dei dati personali