Giornalista, uomo politico e letterato svizzero (castello di Wildenberg, Zernez, 1815 - Paspels 1902). Redattore in gioventù di varî giornali, poeta lirico e drammaturgo (scrisse un dramma sul suo antenato [...] Pompeius), fu presidente del Gran consiglio nel 1853 e membro del Consiglio federale dal 1856 al 1872 (con brevi interruzioni). Scrisse anche opere storiche, fra le quali Das alte Rätien (1872), Die currätischen ...
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GIANFIGLIAZZI, Niccolò
Vanna Arrighi
Figlio di Castello (Tello) di Cafaggio, nacque nell'ultimo quarto del sec. XIII a Firenze o ad Avignone, dove il padre aveva impiantato una filiale della sua compagnia [...] furono dati per cinque anni i proventi del "chastello di San Lorenzo e tutta la castelaneria d'Ugenza e l'apartenenza, e 'l castello e la castellaneria e 'l pedagio e la gabella di San Latieri in Vienese" (Sapori, 1945, p. 96). Nell'assumere la guida ...
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Uomo politico francese (La Brenne 1767 - castello di Mésangeau, Maine-et-Loire, 1839). Emigrò nel 1791 in Germania, a Coblenza, arruolandosi nelle truppe del principe di Condé. Una volta rientrato in Francia, [...] si legò ai rivoluzionarî vandeani. Deputato alla seconda Restaurazione (1815), ultrarealista fanatico, fu il capo del gruppo più intransigente dell'estrema destra e ministro dell'Interno (novembre 1829) ...
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Maresciallo di Francia (Mostaganem, Algeria, 1856 - castello di Amancet, Tarn, 1942). Generale di divisione nel 1913, operò in Marocco alle dipendenze del maresciallo Lyautey; alla vigilia della battaglia [...] della Marna, divenne comandante d'armata e nel 1916 comandante delle armate dell'est, poi del nord. Quando la grande offensiva tedesca del 27 maggio 1918 ebbe travolto le difese dello Chemin-des-Dames, ...
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Diplomatico e scrittore francese (Pietroburgo 1888 - castello di Ormesson, Marne, 1973). Proveniente dal giornalismo militante, collaborò al Figaro e al Temps. Fu ambasciatore presso la Santa Sede (1940), [...] quindi in Argentina e in Cile (1945-48) e di nuovo presso la Santa Sede (1948-56). Dal 1956 fu accademico di Francia; dal 1964 al 1968 presiedette il consiglio d'amministrazione della radiotelevisione ...
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Famiglia principesca austriaca, così chiamata dal castello di Starhemberg (orig. Storchenberg) nell'Austria Superiore, la cui origine è documentata fin dal sec. 12º. Da Erasmus di S. (1493-1560) derivarono [...] tre linee: le minori si estinsero nel 1643 e nel 1857, mentre la principale, che ebbe per capostipite Rüdiger (1534-1582), ottenne successivamente la dignità di conti (1643) e di principi dell'impero (1765). ...
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Generale, letterato e astronomo (Bologna 1603 - castello di Panzano 1664). Senatore (1628) e gonfaloniere di Bologna (1630), partecipò alla guerra dei Trent'anni, comandò le galee pontificie e nelle guerre [...] di Castro fu uno dei comandanti delle truppe pontificie. Fu prodigo di aiuti verso alcuni giovani studiosi tra cui G. Montanari e G. D. Cassini, per suo tramite chiamato alla cattedra di astronomia a Bologna ...
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Uomo d'armi francese (Ancenis 1389 - castello di Nesle, Somme, 1439), noto come maréchal de Rochefort. Figlio di Jean, fu governatore di Saint-Malo, e maresciallo di Francia dal 1417. Accompagnò Giovanna [...] d'Arco a Orléans e si segnalò nella difesa di Saint-Denis (1435) contro J. Talbot, ma venne sconfitto. Conquistò poi Dieppe (1435) e Harfleur (1437). Fatto prigioniero da Guillaume de Flavy governatore ...
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Bano di Croazia (Modruš 1482 circa - castello di Martijanec 1527); fra il 1508 e il 1511 combatté con l'imperatore Massimiliano contro Venezia per il possesso dell'Istria e del Friuli e nel 1514 prese [...] Udine. Ferito e fatto prigioniero, nel 1519 fu inviato a Milano alla corte di Massimiliano; nel 1520 Carlo V lo portò con sé in Spagna. Dal 1524 sino alla morte combatté con valore contro i Turchi alle ...
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Nobile milanese (m. 1552). Governatore del castello di Milano, alla morte del duca Francesco II Sforza (1535) progettò di fare sposare la vedova Cristina con un figlio del duca di Savoia; ma pochi giorni [...] dopo si mise a capo dell'ambasciata che il senato inviò a Carlo V per chiedergli di assumere il governo diretto del ducato. In premio della sua arrendevolezza ebbe dall'imperatore il dono di 50.000 scudi ...
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castello
castèllo s. m. [lat. castĕllum, dim. di castrum «castello, fortezza»] (pl. -i; ant. le castèlla, femm.). – 1. a. Edificio fortificato, cinto di mura con torri, eretto nell’età medievale per dimora e difesa dei nobili proprietarî di...
castella
castèlla s. f. [der. di castello]. – In arte mineraria, impalcatura di legname, detta anche catasta, formata da legni sovrapposti a strati incrociati fino a raggiungere la sommità dello scavo in galleria, per sostenere la volta; oggi...