MEDICI, Lorenzo
Patrizia Meli
de’ (Lorenzo il Popolano). – Nacque a Firenze il 4 ag. 1463 da Pierfrancesco (il Vecchio), figlio di Lorenzo (il fratello minore di Cosimo il Vecchio), e da Laudomia di [...] , il M. e il fratello minore Giovanni, nato nel 1467, furono posti sotto la tutela della nonna paterna Ginevra di Giovanni Cavalcanti e di Lorenzo il Magnifico e Giuliano de’ Medici, figli di Piero di Cosimo il Vecchio. Ebbe tra i suoi insegnanti il ...
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sputare
Domenico Consoli
Solo una volta, col valore oggi corrente di " emettere con violenza saliva dalla bocca ", in If XXV 138 L'anima ch'era fiera divenuta, / suffolando si fugge per la valle, / [...] locum).
Il parlare e lo s., in quanto atti propri dell'uomo, sarebbero segno dell'avvenuta trasformazione di Francesco Cavalcanti da serpente in uomo. Ma forse il gesto del dannato sottintende il valore di antidoto contro i serpenti attribuito dagli ...
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Componimento lirico di origine provenzale, che incontrò grande fortuna, soprattutto nella lirica in lingua d’oïl (pastourelle). Ha generalmente lo schema fisso di un contrasto amoroso tra un cavaliere [...] diversa nel ritornello rispetto alla strofa. In Italia questo genere lirico ebbe qualche rara imitazione, come la ballata di G. Cavalcanti In un boschetto trova’ pasturella e l’altra di F. Sacchetti O vaghe montanine pastorelle. Se ne hanno esempi ...
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scontrare
Domenico Consoli
Con uso transitivo, in Rime dubbie XXVII 9 I' ti scontrai, nel senso di " t'incontrai ".
Ha forma mediale in If XVIII 41 Mentr'io andava, li occhi miei in uno / furo scontrati, [...] in costrutto pronominale reciproco, allude all'incontro e alla fusione del fumo che usciva dalla piaga del serpente-Francesco dei Cavalcanti con quello che spirava dalla bocca di Buoso Donati (e 'l fummo si scontrava, If XXV 93), primo momento della ...
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Farinata
Mario Sansone
Appellativo di Manente degli Uberti, capopartito ghibellino, personaggio del C. X dell'Inferno.
Appartenente a nobile, ricca e antica famiglia ghibellina, figlio di Iacopo, nacque [...] , come l'ei del v. 49 vanno riferiti ai figli di F. e non genericamente ai ghibellini; e quando, dopo l'episodio di Cavalcante, F. riprende il dialogo in lui parla il padre, e il suo dispitto sta in ciò, che può accettare lui le conseguenze della sua ...
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Cino da Pistoia
Mario Marti
Quando D. intorno al 1283 compose e inviò a molti li quali erano famosi trovatori in quello tempo (Vn III 9; la data è soltanto presumibile, ma è quella comunemente accettata [...] nuovi valori e ancor più del nuovo linguaggio poetico, sembra preoccuparsi piuttosto della fama di D. che di quella del Cavalcanti, dacché nel sonetto Bernardo, quel gentil che porta l'arco (che gli va attribuito con ogni sicurezza) egli formula con ...
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Guido, i' vorrei che tu e Lapo ed io
Eugenio Chiarini
Sonetto LII dell'edizione Barbi, già nella Giuntina del 1527 (con la variante, al v. 9, monna Bice in luogo di monna Lagia) presente " da un lato [...] Nuova, di già netto distacco dalla scuola di Guittone e di agevole, entusiastica adesione al gusto raffinato della lirica del Cavalcanti e, notò il Marti, anche di Lapo, in componimenti come questo, di tono lieve e mondano.
Riportiamo qui di seguito ...
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Portinari, Manetto
Arnaldo D'addario
Figlio di Folco di Ricovero e di Cilia di Gherardo de' Caponsacchi; fu fratello di Beatrice. Nel testamento di Folco, rogato il 15 gennaio 1288, è ricordato al primo [...] le chiose di A. D'Ancona e di T. Casini nei loro commenti al libello dantesco, e si cfr. inoltre: P. Ercole, Guido Cavalcanti e le sue rime, Livorno 1885, 355; Zingarelli, Dante (1904) 81-82, 103, 123; ID., Dante 293, 299; Barbi-Maggini, Rime 123 ...
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dipelare
Fernando Salsano
" Togliere il pelo "; in If XVI 35 tutto che nudo e dipelato vada, ha una funzione dispregiativa, nell'ambito del contrasto tra la miseria del dannato (Guido Guerra) e la dignità [...] senno assai e con la spada, v. 39). In XXV 120 e genera 'l pel suso / per l'una parte e da l'altra il dipela, concorre alla rappresentazione della reciproca metamorfosi del dannato (Buoso Abati o Donati) e del serpente (Francesco Guercio Cavalcanti). ...
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stoltamente
Luigi Blasucci
L'avverbio occorre una sola volta, nella Vita Nuova (ma il latino stulte è rinvenibile in Eg II 9), in un contesto ispirato ad aristocratico disdegno contro i rimatori che [...] sapesse denudare le sue parole da cotale vesta, in guisa che avessero verace intendimento. E questo mio primo amico [ossia Guido Cavalcanti] e io ne sapemo bene di quelli che così rimano stoltamente.
" Allude forse non tanto a' vecchi poeti ‛ grossi ...
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cavalcabile
cavalcàbile agg. [der. di cavalcare], non com. – 1. Che si può cavalcare: è troppo bizzarro questo mulo e non mi pare cavalcabile. 2. Di strada, per la quale si può passare a cavallo.
cavalcante
agg. e s. m. [part. pres. di cavalcare], ant. – 1. Che cavalca, cavalcatore. 2. Servo che seguiva o precedeva, a cavallo, il padrone quando questi cavalcava o andava in carrozza. 3. Colui che, stando a cavallo, guida la prima coppia...