In patologia, presenza di un eccessivo numero di cellule (oltre 10 per mm3) nel liquido cefalorachidiano: è segno di processi infiammatori, acuti o cronici, a carico delle meningi o del midollo spinale. ...
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NEUROMA (dal gr. νεῦρον "nervo")
Guido Ferrarini
Il neuroma, più propriamente detto ganglioneuroma, è un tumore benigno, rotondo e bernoccoluto, di grossezza varia, di consistenza fibrosa, di aspetto [...] è formato da una trama connettivale per solito non ricca di vasi, e l'elemento caratteristico suo è costituito da cellule e da fibre nervose (amieliniche) in moltiplicazione. Tali fibre, riunendosi in fasci più o meno stipati, dànno al tumore, veduto ...
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gangliosidosi
Malattia ereditaria, caratterizzata da accumulo nelle cellule nervose di gangliosidi dovuto a carenza degli enzimi coinvolti nel loro catabolismo. Il quadro clinico è dominato da grave [...] ritardo mentale e cecità. La più comune tra le g. è la malattia di Tay-Sachs, detta g. GM2, dovuta a deficit di esoamminosidasi A, con carattere autosomico recessivo e diffusa spec. fra gli Ebrei originari ...
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funzionalità microbica
Insieme delle possibilità funzionali delle cellule microbiche. Comprende una diversità molto ampia, rivelatasi solo negli ultimi decenni grazie a tecniche di indagine sempre più [...] sofisticate e capaci di identificare nuove funzioni svolte dagli organismi microbici e che consentono loro di sopravvivere praticamente in ogni condizione ambientale. Esistono per es., comunità microbiche ...
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Mitologia
Mostro della mitologia greca, figlia di Echidna, trimembre secondo Omero («davanti leone, di dietro drago, al mezzo capra»), uccisa da Bellerofonte.
Fu riprodotta più volte nell’arte antica [...] qualsiasi momento dello sviluppo. Spesso i gemelli dizigotici mostrano di essere c. per i gruppi sanguigni (scambio di cellule staminali durante la vita fetale).
Le c. sono tuttavia più frequenti nelle piante. Da gemme avventizie originate dal callo ...
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Tumore primitivo dell’osso, detto anche tumore a cellule giganti, clinicamente aggressivo e spesso tendente a recidivare, localizzato solitamente alle epifisi delle ossa lunghe e istologicamente caratterizzato [...] dalla proliferazione di cellule stromali fusate e di cellule giganti polinucleate (mieloplassi). ...
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melanoma
Ugo Bottoni
Tumore maligno derivante dalle cellule melanocitiche, a sede solitamente cutanea, raramente extracutanea (occhio, cavo orale, retto, vulva, pene). Il m. si colloca al nono posto [...] fra le neoplasie maligne per incidenza nel mondo. In Italia l’incidenza è in media di 12÷13 nuovi casi all’anno ogni 100.000 abitanti. Per quanto riguarda l’indice di mortalità, i dati riportati dalla ...
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L'elaborazione dell'informazione per il movimento
Apostolos P. Georgopoulos
(Brain Sciences Center, Veterans Affairs Medical Center,)
University of Minnesota, Medical School Minneapolis, Minnesota, USA
L'elaborazione [...] direzione di un certo movimento
di(Mk) = bi + ai cos θCiMk [10]
in cui di (Mk) rappresenta la scarica dell'i-esima cellula, quando il movimento è nella direzione Mk, bi e ai sono coefficienti di regressione, e B rappresenta l'angolo formato tra la ...
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endorfine
Neurotrasmettitori di natura peptidica, rilasciati dalle cellule nervose, che hanno come bersaglio i recettori oppiacei. Le e. sono state individuate nel 1975, dopo la scoperta dei recettori [...] μ, κ, δ per la morfina (1973), nel tentativo di identificare i ligandi endogeni per questa famiglia di recettori, così importanti per molte risposte dell’SNC; era infatti difficile immaginare che esistessero ...
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cellula
cèllula s. f. [dal lat. cellŭla, dim. di cella «cameretta»]. – 1. Piccola cella, celletta, scompartimento (con questo sign. è riferito oggi quasi esclusivam. alle costruzioni navali, dove indica ognuno dei piccoli scompartimenti nei...
cellulare
agg. [der. di cellula]. – 1. Che si riferisce alla cellula, che consta di cellule: struttura c., degli organismi animali e vegetali costituiti da cellule; genealogia c., v. genealogia; patologia c., il complesso delle alterazioni...