Letterato e professore italiano (Giussano, Milano, 1878 - Napoli 1963). Per molti anni ha insegnato letteratura italiana a Oxford; dal 1940 al 1953 prof. di lingua e letteratura inglese nell'univ. di Napoli. Delle sue opere, oltre a studî e ricerche di carattere erudito (tra cui Epistole di Lovato Lovati, 1909) si citano: Dante (1921), Note su Foscolo critico (1945), Prosatori inglesi del Settecento ...
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Erudito e uomo politico (Lucca 1756 - ivi 1832). Di tendenze conservatrici, fece parte della missione a Parigi (1798) che tentò di salvare dalle armi francesi la Repubblica di Lucca; esule volontario durante il periodo democratico e (1799) membro della reggenza reazionaria, si adattò poi al governo dei Baciocchi, dai quali ebbe onori e uffici confermatigli successivamente dai Borboni. Scrisse di tutto ...
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Letterato (Capua 1801 - Salerno 1848). Fecondo poligrafo, giornalista, poeta improvvisatore, nel 1836 fondò a Napoli una scuola privata; fu nel decennio 1840-50 l'esponente più in vista di quel romanticismo meridionale d'ispirazione sentimentaleggiante che ha un posto non trascurabile nella storia del romanticismo italiano. Tra le sue opere: Ore malinconiche (1836, in poesia); Il giardino d'Italia ...
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Uomo d'arme e letterato (m. 1541); primogenito di Giano II (v.) doge di Genova, e di Alda o Aldobella Leca di Corsica, seguì il padre a Venezia e intraprese la carriera delle armi al servizio prima di Venezia stessa, poi del Piemonte. Diplomatico e architetto militare, si dilettò anche di studî umanistici: protesse infatti M. Bandello, scrisse un Carmen in onore della regina Margherita di Navarra e ...
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Erudito e letterato (Perugia 1560 - ivi 1645); passò gran parte della sua vita a Roma al servizio prima del cardinale Montelparo e poi della famiglia Salviati. Pubblicò nel 1593 a Roma la prima edizione (senza illustrazioni) della Iconologia; l'opera, il cui grande successo è testimoniato dalle numerose edizioni e traduzioni successive, dal 1603 corredate di illustrazioni, ebbe vasta influenza sulle ...
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Poeta (n. Ponzano di Val di Magra - m. dopo il 1638). Scrisse rime volgari, ma si ricorda soprattutto per i suoi Capriccia macaronica, editi sotto il nome di Magister Stopinus (1638), spesso arguti e piacevolmente mordaci, che ebbero fortuna nei secc. 17º e 18º ...
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Letterato e artista bolognese (Bologna 1812 - ivi 1891); pittore, scrittore di storia, poeta giocoso, fu direttore della pinacoteca di Bologna. ...
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VIOLA, Cesare Giulio (XXXV, p. 413)
Scrittore e commediografo, morto a Positano il 3 ottobre 1958.
Fra le commedie del suo ultimo periodo, rappresentate con notevole successo, sono da ricordare specialmente: [...] Poveri davanti a Dio (1947); Salviamo la giovane (1951); In nome del padre (1952); Nora seconda (1954). Dal suo romanzo Pricò (1924) è stato tratto un film, I bambini ci guardano, per la regia di V. De ...
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CARACCIOLO, Giulio Cesare
Giovanni Parenti
Di lui si ignora la data di nascita e di morte.
Inaccettabile appare l'identificazione proposta da Scipione Volpicella (p. 210) del C. con quel Giulio Cesare [...] al dialogo sulla scherma di Marc'Antonio Pagano intitolato Le tre giornate (Napoli 1553). E forse proprio il C. è infine il Cesare Caracciolo cui si intitola un sonetto di Torquato Tasso (in Opere, a cura di B. Maier, I, Milano 1963, p. 888). Ciò ...
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DE CESARE (Di Cesare), Giuseppe
Francesco Maria Biscione
Nacque a Napoli il 5 genn. 1777, da Ottaviano - che svolse professione di giurista ma fu anche poeta e letterato, iscritto nell'Arcadia reale [...] epistolare, ibid. 1853.
Fonti e Bibl.: Epistolario di V. Monti. a cura di A. Bertoldi, ad Indicem; N. Castagna, G. di Cesare. Ricreazioni letterarie, in La Rassegna nazionale, 16 maggio 1885, pp. 204-28; 1° luglio 1885, pp. 31-37, G. Dei Giudice ...
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Cesare
Céṡare s. m. – 1. Titolo distintivo degli imperatori romani, derivato dal cognome del generale, triumviro e dittatore Gaio Giulio Cesare (100 o 102 - 44 a. C.). 2. Nell’Impero bizantino, in origine titolo dell’imperatore associato al...
cesio1
cèṡio1 agg. [dal lat. caesius «grigio azzurro, verdastro»], letter. – Azzurro chiaro, celeste, detto per lo più degli occhi: gli occhi tuoi cesii (D’Annunzio); come s. m., il c., il colore cesio.