In botanica, che ha una sola foglia od organo omologo. Per es., l’embrione è m. quando ha un solo cotiledone, come nelle Monocotiledoni. ...
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VEGETAZIONE
Augusto BEGUINOT
Con questo nome si suole designare il complesso delle piante di un paese o territorio considerate nei loro rapporti con il substrato, il clima, gli agenti biologici e in [...] erbacee o da una varia . mescolanza di questi elementi, che si differenziano per la durata della vita e la consistenza legnosa baobab con due mesi almeno di secchezza, meno di 2 m. di pioggia all'anno e con oscillazioni annuali delle temperature ...
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XEROFITE (dal gr. ξηρός "secco" e ϕυτόν "pianta")
Fabrizio Cortesi
Così si chiamano quei vegetali con speciali adattamenti morfologici e biologici che li fanno resistere alla scarsezza o alla mancanza [...] . e ipogeo per 10 m.; altre hanno i fusti grossi e succolenti (Baobab, Cavanillesia arborea e Chorisia crispifolia) o radici carnose e succose (Strophanthus Emini);
d) piante con radici profondissime; che s'osservano specialmente nei terreni sabbiosi ...
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FITORMONI
Gaspare MAZZOLANI
. Gli ormoni vegetali o f. sono sostanze organiche sintetizzate dalle piante superiori. Essi esercitano una forte azione sul metabolismo vegetale e controllano l'accrescimento [...] di cicatrizzazione. Una sostanza chiamata traumatina o acido traumatinico, che agisce come ormone da ferita è stata isolata da J crescita di embrioni in coltura di tessuti) J. van Overbreek, M. Conklin, A. F. Blakeslee, 1941], l'acido ascorbico (= ...
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TUNICA-CORPUS
Giuseppe Lusina
La teoria di J. Hanstein (1864), secondo la quale l'apice del fusto di una pianta presenta tre meristemi indipendenti, detti istogeni (dermatogeno, periblema, pleroma), [...] esiste relazione fissa tra le due zone e gli organi o tessuti che ne derivano, com'era supposto dal Hanstein per i suoi istogeni: in Fortschritte der Botanik, XIII-XXI, (1949-1959); E.M. Gifford, The shoot apex in Angiosperms, in The Botanical ...
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WASHINGTONIA
Emilio Chiovenda
Genere di piante Monocotiledoni dedicato a Giorgio Washington da H. Wendland, della famiglia Palme, caratterizzato da un gran tronco più o meno slanciato, dalle foglie [...] che rivestono e proteggono: Washingtonia filifera Wendl. della California merid. e Arizona occidentale, con picciuoli prolungati all'apice dentro la lamina con una linguetta acuta, tronco più tozzo, alto al massimo 10 m alto 20 e più m.; foglie poco o ...
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VORONIN, Michail Stepanovič
Giovanni Battista Traverso
Botanico, nato a Pietroburgo il 21 luglio (2 agosto) 1838, morto ivi il 20 febbraio (5 marzo) 1903. Dopo aver studiato all'università di Pietroburgo [...] A. De Bary, col quale rimase poi sempre in relazione e che influì sensibilmente sull'indirizzo dei suoi studî micologici, campo nel quale lasciò di lavori dal 1885 al 1900.
Bibl.: S. Nawaschin, M. W., in Ber. d. deutschen botanischen Gesellschaft, XXI ...
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VICTORIA
Fabrizio Cortesi
. Genere di piante Dicotiledoni Archiclamidee della famiglia Ninfeacee sottofamiglia Cabomboidee; comprende tre specie V. regia Lindl., V. Amazonica Planch., V. cruciana D'Orbigny. [...] , ma è particolamiente abbondante nelle insenature tranquille del Rio delle Amazzoni: ha foglie galleggianti grandissime che possono raggiungere il diametro di 2 m., circolari, con la pagina inferiore munita di forti nervature e di aculei: i fiori ...
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METASEQUOIA
Giuseppe Lusina
. Genere di Conifere della famiglia Taxo- diacee con una sola specie vivente (M. disticha o glyptostroboides), scoperta nel 1945 nella Cina centrale al confine tra lo Hupei [...] uan: è un albero alto fino a 30 m, con rametti caduchi, opposti, che portano foglie del pari opposte e distiche, strobili e non isolati, e per i coni lungamente peduncolati. Il genere M. è stato istituito nel 1941 in base a resti fossili del Terziario ...
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m, M
(èmme) s. f. o m. – Dodicesima lettera dell’alfabeto latino, che rappresenta, in italiano come in altre lingue, un unico fonema, la nasale bilabiale sonora: una consonante cioè che si pronuncia con un’occlusione delle labbra (come p,...
che
ché cong. – È la cong. che, adoperata col senso di perché (interrogativo o causale), e scritta con l’accento perché pronunciata con tono vibrato: padre mio, ché non m’aiuti? (Dante); teneva le mani in tasca ché sentiva freddo.