virtù Disposizione a fuggire il male e fare il bene, perseguito questo come fine a sé stesso, al di fuori di ogni considerazione di premio o castigo.
Filosofia
Per i Greci più antichi il termine ἀρετή [...] di indagine filosofica con Socrate, che si interroga su «che cosa è» la v., reperendola nell’identità tra v. e conoscenza, a cui le varie v. particolari si riducono. Sviluppando l’impostazione socratica, Platone concepisce la v. come capacità di ...
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Il Contributo italiano alla storia del Pensiero: Filosofia (2012)
Ermeneutica e pensiero debole
Costantino Esposito
La prima filosofia ermeneutica in Italia
Nella sua versione più diffusa a livello mondiale, l’ermeneutica è una tendenza di pensiero che parla soprattutto [...] due sia originario, ma già secondario. Nel circolo ermeneutico avviene che «il conosciuto sia già dentro l’orizzonte del conoscente, ma solo perché il conoscente è già dentro il mondo che il conosciuto co-determina» (p. 26), e dunque la pratica dell ...
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Sociologo, filosofo e giornalista (Parigi 1905 - ivi 1983). Nella maggior parte dei suoi lavori, dedicati a problemi di analisi sociologica e di filosofia della storia, A. insiste sull'irriducibile pluralità [...] le teorie di Dilthey, Simmel, Weber, Spengler e Toynbee e con il marxismo (a lui si deve la più larga conoscenza in Francia dello storicismo tedesco): contro le analisi e le teorie totalizzanti dello sviluppo storico e delle strutture sociali - di ...
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Filosofia e semiotica
di Stefano Gensini
La nozione di comunicazione (dal lat. tardo e medievale communicatio, l'atto di mettere in comune con altri, di trasmettere a) ha un'ampia nel dibattito filosofico-linguistico [...] informazioni richiede infatti una notevole quantità di risorse cognitive per la comprensione e l'integrazione delle nuove conoscenze con quelle già possedute. Il percorso periferico viene attivato quando il messaggio riveste uno scarso interesse per ...
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BIGLIA, Andrea (Andrea da Milano, Andrea de Biliis)
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Figlio di Pietro, di famiglia legata al servizio dei Visconti (un suo parente, Giovanni, era castellano di Pavia nel 1440), nacque verso il 1395 [...] 1418.
In questi anni il B. dovette formare la sua ricchissima cultura, specialmente letteraria (è da notare la sua ottima conoscenza del greco, e forse aveva anche nozioni di ebraico). Ci racconta, anche, di aver ascoltato in quegli anni Bernardino ...
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scientismo
scientismo [Der. del fr. scientisme, da science "scienza"] [FAF] Termine coniato in Francia nella seconda metà del sec. 19°, e diffuso poi altrove, di volta in volta con signif. positivo o [...] scienze; oggi il termine è usato solo nel suo signif. negativo di indebita estensione di metodi validi nel-l'ambito di scienze particolari (come quelle fisiche) ai più diversi aspetti della realtà, con pretese di conoscenza altrettanto rigorosa. ...
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Filosofo (Stilo, Reggio di Calabria, 1568 - Parigi 1639). Entrato adolescente nell'ordine dei domenicani, venne formando la sua cultura filosofica soprattutto con la lettura dei platonici e di Telesio; [...] "immutazione", noi stessi ("semper ergo scire est scire sui"); essere e conoscere s'identificano nella conoscenza perché alla radice di ogni conoscenza sta l'ineliminabile certezza assoluta di essere. Tutti gli esseri - che in quanto sentono sono ...
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Botanica
F. biologica Insieme di piante che, anche se sistematicamente lontane, hanno in comune caratteri ecologici e di adattamento. Tra i vari sistemi di classificazione delle f. biologiche, il più noto [...] un principio sussistente nella realtà extracoscienziale, la f. è l’attività con cui il soggetto, sintetizzando la materia, o contenuto, della conoscenza, l’organizza in un oggetto, dà a essa universalità e necessità.
Per G.V.F. Hegel la f. è il ...
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Floridi, Luciano. – Filosofo italiano naturalizzato britannico (n. Roma 1964). Tra le voci più autorevoli della filosofia contemporanea, dal 2013 professore ordinario di Filosofia ed etica dell'informazione [...] e privato sono fluide e opinabili), infosfera (lo spazio informazionale a tutto campo, creato dalle fonti tradizionali di conoscenza e da quelle fruibili mediante le ICT) e iperstoria (storia dilatata nelle dimensioni sincroniche e diacroniche rese ...
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Nichilismo
VValerio Verra
di Valerio Verra
Nichilismo
sommario: 1. Origini e significati del termine. 2. Nichilismo, esistenzialismo e ontologia. 3. Nichilismo, teologia e religione. 4. Nichilismo, [...] tal modo la vera e concreta realtà con cui l'uomo aveva a che fare: una realtà oggetto non soltanto della conoscenza, ma anche dei sentimenti e delle passioni, e, rispetto a Dio, della fede. Successivamente, dopo il 1830, il termine compare, ancora ...
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conoscenza
conoscènza (ant. cognoscènza o cognoscènzia e canoscènza) s. f. [dal lat. tardo cognoscentia, der. di cognoscĕre «conoscere»]. – 1. a. L’atto del conoscere una persona, dell’apprendere una cosa: sono lieto di fare la vostra c.;...
conoscente
conoscènte s. m. e f. e agg. [part. pres. di conoscere]. – 1. s. m. e f. Persona che ci conosce ed è da noi conosciuta; persona con cui, pur non essendo amici, si ha una certa familiarità: è venuto a trovarmi un mio c.; siamo vecchi...