uscire (ant. escire) v. intr. [lat. exīre, comp. di ex "fuori" e ire "andare", raccostato a uscio] (nella coniug., si ha il tema usc- quando l'accento cade sulla desinenza, esc- quando cade sul tema; quindi: [...] uscirne: si mise a scrivere un racconto e ne uscì un lungo romanzo] ≈ risultare, scaturire, venire fuori. 7. (estens.) a. [di liquido, venire fuori da un recipiente, da un luogo chiuso, ecc., con la prep. da: gli esce il sangue dal naso] ≈ defluire ...
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avere² v. tr. [lat. habēre] (pres. ho /ɔ/ [radd. sint.; ant. àggio], hai, ha [radd. sint.]; abbiamo [ant. avémo], avéte, hanno [ormai rarissime le grafie ò, ài, à, ànno]; pass. rem. èbbi, avésti, èbbe, [...] cosiddetto dativo di possesso (d’uso ant. e lett.): a me non è la forma di Adone né le ricchezze di Mida (G. Boccaccio).
Averci - Nel registro fam. è frequentissimo da sempre, in tutti i sign., l’uso della forma pron. averci (ci ho fame; ci abbiamo ...
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dare [lat. dare] (pres. do /dɔ/ o dò [radd. sint.], dai, dà, diamo, date, danno; imperf. davo, davi, ecc.; pass. rem. dièdi o dètti, désti, diède [poet. diè] o dètte, démmo, déste, dièdero [poet. dièro] [...] uffiziali, voltandosi solo per dispensare “scusi” e “perdoni” (G. Verga). Il non com. prodigare, infine, indica un dare con tanta larghezza da risultare quasi eccessivo o addirittura sconsiderato: prodigava il danaro con la generosità di un principe ...
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estraneo /e'straneo/ [dal lat. extraneus, der. di extra "fuori"]. - ■ agg. 1. [non conosciuto, non familiare: un paese e., una società e.] ≈ ignoto, sconosciuto. ↔ conosciuto, familiare, noto. 2. [che [...] chi) non è conosciuto o non è familiare può essere designato da vari termini, il più generale dei quali è estraneo. Sconosciuto è un extraterrestre.
Più lett. e più vicino all’etimo originario è infine il sign. di «che sta al di fuori, che preme dal di ...
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Fabio Rossi
estraneo. Finestra di approfondimento
Modi di essere estraneo - Ciò che (o chi) non è conosciuto o non è familiare può essere designato da vari termini, il più generale dei quali è estraneo. [...] come un extraterrestre.
Più lett. e più vicino all’etimo originario è infine il sign. di «che sta al di fuori, che preme dal di bene e il nostro male ora per ora, dipende da noi, non da forze e., imponderabili, davanti alle quali non possiamo che ...
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Fabio Rossi
ira. Finestra di approfondimento
Modi e gradi dell'ira - Molti termini esprimono l’idea di un sentimento ostile, secondo diversi modi e gradi. Rabbia è il termine più fam. e com., in quasi [...] passo prima di rimettersi (A. Oriani); mi sentii assalito da una vertigine di furore (G. Verga).
Ira contro gli altri grado intens. sono infuriarsi,inviperirsi,esasperarsi: non infuriarti, non ne vale la pena.
Persone che cedono all'ira - Anche ...
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Fabio Rossi
forte. Finestra di approfondimento Forte nel corpo - Tra gli agg. ital., f. è senza dubbio uno dei più frequenti, con un’estesissima aerea semantica e un elevato numero di sinon. e contrari. [...] sensazione, in cui f. è termine generico e viene preferibilmente sostituito da altri aggettivi. Se di un sapore si dice che è f. anche la posizione di f. (prima o dopo il sost.) ne modifica talora il significato. Avviene per es. in f. sensazione e ...
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sbarazzino /zbara'ts:ino/ [forse der. di sbarazzare], fam. - ■ s. m. (f. -a) [ragazzo molto vivace, furbo e pronto, con scarso senso del dovere e con poco rispetto delle convenienze sociali: è uno s., [...] ogni tanto ne fa una delle sue] ≈ (fam.) birba, (fam.) birbante, (fam.) birbone, (fam.) birichino, (fam.) briccone, discolo, (fam.) giamburrasca, (fam.) monello, (non com.) rampichino. ↑ peste. ■ agg. [di occhi, espressione e sim., da sbarazzino] ≈ ...
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Fabio Rossi
eccesso. Finestra di approfondimento
Criteri dell’eccesso - Il concetto di «superare un limite determinato» può essere espresso da vari sost., tra i quali e. è il più generico. Se il superamento [...] è un difetto grave negli uomini di pretendere le uguali opinioni da un grado diverso di cultura (I. Nievo).
Tipi di con novantatré chili, ma ora c’era il tenente Y che ne pesava novantacinque. Peccato, il tenente non aveva altro difetto che quest ...
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calere /ka'lere/ v. impers. [lat. calēre "esser caldo", quindi "eccitarsi, stare in apprensione"] (usato soprattutto nella 3a pers. sing. cale preceduto da negazione; rare altre forme, come il cong. càglia [...] . rem. calse), ant., lett. - [essere importante per qualcuno: quando altrui non cale De' nostri alti parenti, A te ne caglia (G. Leopardi); non gli cale di partire] ≈ importare, interessare, premere, stare a cuore. ● Espressioni: mettere (o tenere ...
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Istorija Asi Kljačinoj, kotoraja ljubila, da ne vyšla zamuž
Paolo Vecchi
(URSS 1966, 1988, Storia di Asja Kljacina che amò senza sposarsi, bianco e nero, 97m); regia: Andrej Michalkov Končalovskij; produzione: Goskino II; sceneggiatura: Jurij...
NE O NE?
Si tratta di due ➔omonimi, che nella lingua scritta vengono distinti tramite l’uso dell’accento.
• Senza accento grafico, ne (dal latino inde) ha due funzioni grammaticali:
– come avverbio di ➔luogo, esprime allontanamento da un luogo...