(pseud. di Konisberg, Allen Stewart)
Attore e regista cinematografico statunitense, nato il 1 dicembre 1935 a New York, nel quartiere di Brooklyn, da una famiglia della piccola borghesia ebraica. La sua [...] scappa, 1969); Bananas (Il dittatore dello Stato libero di Bananas, 1971) e Love and death (Amore e morte, 1975). Solo attore è in Crimini e misfatti, 1989).
Bibl.: G. L. Rondi, Il cinema dei maestri, Milano 1980; G. Bendazzi, Woody Allen, ivi 1984; G ...
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(pseud. di Jenkins, Richard)
Attore e regista cinematografico e teatrale britannico, nato il 10 novembre 1925 a Pontrhydfen e morto a Ginevra il 6 agosto 1984. Figlio di un minatore, frequenta l'università [...] ha una burrascosa storia d'amore ben presto preda dei rotocalchi e dei periodici scandalistici di tutto il mondo. Con la Taylor 1588) di C. Marlowe.
B. è morto per emorragia cerebrale alla conclusione della ripresa del film 1984 (Orwell 1984) diretto ...
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Regista cinematografico e televisivo canadese, nato al Cairo il 19 luglio 1960. Figlio di pittori armeni, si è trasferito in Canada all'età di tre anni. Ha ottenuto il Gran premio della giuria al festival [...] già alcuni temi portanti del suo cinema: la glacialità dei sentimenti nella società odierna, l'utilizzo di filtri i temi della solitudine del sesso e della memoria ma, soprattutto, un senso di morte incombe sui personaggi. La morte è ancora ...
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Regista del cinema russo, nato a Riga nel 1898 e morto a Mosca il 10 febbraio 1948. Compì studî di ingegnere edile e fu scenografo presso Meyerhold. Avviato al cinema da Lupu-Pick, divenne uno dei principali [...] e di chiaro scuro altamente suggestivi. La morte lo colse al lavoro sulla terza parte della trilogia. Caratteristica spiccata del suo primo periodo creativo fu l'impiego dell'interprete non attore: i personaggi dei suoi film a quell'epoca, infatti ...
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Regista e attore, nato a Middletown, Connecticut, il 18 dicembre 1911; dopo aver studiato arte drammatica in Europa, tornato negli S. U. A., esordiva nella regia teatrale presso l'Artef Theatre di New [...] 1944; A letter for Evie, 1946; Two smart people, La taverna dei quattro venti, 1946). Dall'associazione con Mark Hellinger nascono i film che ricerca della verità, che non gli impedisce di esprimere ampiamente calore e affetti umani. La morte di ...
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Colonna sonora
Ermanno Comuzio
Si può ragionevolmente parlare di c. s. (o traccia, o banda sonora: in inglese sound track o soundtrack, termini diventati d'uso internazionale; in francese band son, [...] minor tempo. Senza contare l'abolizione dei fruscii, dei disturbi di fondo e delle distorsioni. Per quanto riguarda la riproduzione, voci magiche, di esseri fantastici, di macchine: come per la 'morte' di Hal, il computer di 2001: a space odissey, ...
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Pilotto, Camillo
Stefania Carpiceci
Attore cinematografico e teatrale, nato a Roma il 6 febbraio 1888 e morto ivi il 27 maggio 1963. Figlio d'arte, dopo aver calcato giovanissimo le tavole del palcoscenico, [...] giovane, prima entrò a far parte della compagnia di Ermete Zacconi (1903), in frack (1933) di Mario Bonnard, al fianco dei fratelli De Filippo, Tempo massimo (1934) di Mario Po (1963) e Le anime morte (1963), diretti rispettivamente da Silverio Blasi ...
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Germania
Giovanni Spagnoletti
Cinematografia
Le origini del cinema: 1895-1918
Riscoperta dalla grande retrospettiva Prima di Caligari, presentata nell'11a edizione delle "Giornate del cinema muto" di [...] (1957; Ordine segreto del III Reich), forse il più forte dei Problemfilme dell'epoca, un giallo a sfondo politico, dove si torna a chi non ha vissuto di persona quell'epoca.A partire dalla morte di Fassbinder nel 1982, si era tornati a respirare aria ...
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Italia
Guido Fink
Marco Pistoia
Bruno Roberti
Cinematografia
Dalle origini agli anni Venti del Novecento
Durante le feste di Pasqua del 1897 un fotografo francese, Henri Le Lieure, aprì con il socio [...] . Del trittico lo scrittore ispira La caduta degli dei (1969, in cui si evoca Buddenbrooks) e ancor più Morte a Venezia (1971), tratto dal suo racconto Der Tod in Venedig. Il filo conduttore delle tre opere, l'ultima delle quali è Ludwig (1972), è la ...
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Teorie del cinema
Francesco Casetti
Fin dalla sua prima apparizione, tra il marzo e il dicembre del 1895, il cinematografo sollecitò numerosi interventi. Vi furono presentazioni della nuova invenzione, [...] che il cinema era (un mezzo per far rivivere i morti o uno specchio del reale?), ciò che poteva diventare (fonte technischen Reproduzierbarkeit (1936) offrì una lucidissima diagnosi dei destini dell'arte in una società dominata dalla comunicazione di ...
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morte
mòrte s. f. [lat. mŏrs mŏrtis]. – 1. a. La cessazione delle funzioni vitali nell’uomo, negli animali e in ogni altro organismo vivente o elemento costitutivo di esso: è in lutto per la m. di un fratello; l’afta epizootica ha causato...
morto
mòrto agg. e s. m. [part. pass. di morire; lat. mŏrtuus, part. pass. di mŏri «morire»]. – 1. agg. a. Di persona o di animale, che ha cessato di vivere: lo trovarono m.; seppellire i soldati m.; rimase m. sul terreno; Gesù m. o Cristo...