evidenza
Nel pensiero antico, caratteristica specifica della scienza in opposizione all’opinione. Il termine gr. ἐνάργεια («evidenza») indica chiarezza, vividezza e nella sua accezione più specificamente [...] sia tra gli stoici, l’e. si pone come criterio di verità, ma mentre nei primi – stando a quanto attestato in DiogeneLaerzio (Vite dei filosofi, X, 52) – l’e. coincide con la modificazione prodotta sugli organi di senso dal presentarsi degli oggetti ...
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atomismo
Concezione metafisica secondo la quale l’intera realtà è composta di «atomi», cioè di particelle indivisibili. Nelle teorie fisiche dell’antichità, il ricorso a una concezione corpuscolare della [...] e immoralismo) fa perdere ogni traccia di atomismo. Nel Rinascimento la riscoperta di Lucrezio e di Epicuro (tramite DiogeneLaerzio, che faceva anche conoscere l’a. democriteo) riporta l’a. in voga negli ambienti della nuova filosofia (Bruno ...
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cirenaica, scuola
Denominazione con la quale viene indicato un indirizzo filosofico greco di derivazione socratica e sofistica, i cui membri sono detti cirenaici. Tale denominazione deriva dalla patria [...] , noto per la finezza delle dottrine morali e Teodoro l’ateo, celebre nell’antichità per il suo proverbiale ateismo. DiogeneLaerzio (Vite dei filosofi, II, 85), ricorda come questi avessero dato origine a tre diversi orientamenti all’interno della ...
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eclettismo
Termine con cui si designano tanto un metodo quanto alcuni indirizzi o scuole filosofiche antiche e moderne. Come metodo, l’e. è l’atteggiamento di pensiero che dai vari sistemi filosofici [...] invece la pura giustapposizione, si ha propriamente il sincretismo). Come indirizzo o scuola filosofica, l’e., riferito da DiogeneLaerzio alla scuola fondata da Potamone di Alessandria («da poco tempo è stata introdotta anche una scuola eclettica da ...
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Melisso di Samo
Filosofo, discepolo di Parmenide e ultimo esponente della scuola eleatica. Apollodoro pone la sua ἀκμή nella 84a Olimpiade (444-41 a.C.); nel 441-40 M. comandò la flotta della sua città [...] natale, Samo, nella vittoriosa battaglia contro gli Ateniesi. Secondo DiogeneLaerzio (Vita dei filosofi, IX, 24) frequentò Eraclito e anche se la cronologia non esclude del tutto questa possibilità, essa non è confermata da sicure evidenze. Scrisse ...
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edonismo
Dal gr. ἡδονή «piacere». Dottrina morale che pone come fine dell’azione umana il pia- cere. Nella storia della filosofia è rappresentata soprattutto dalle dottrine di Aristippo di Cirene e di [...] motu) che si generava momento per momento. Anche per Epicuro «il piacere è il principio e il fine della vita beata» (DiogeneLaerzio, X, 128), ma divergente è la sua determinazione del concetto di piacere, che non consiste, come per Aristippo, in una ...
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Termine introdotto dagli stoici con cui, distinguendola dalla definizione, che riguarda l’essenza universale di una cosa, essi indicavano un discorso riferito all’individualità della cosa La d. (ὒπογραφή) [...] viene definita «un discorso che conduce alla cosa attraverso le impronte di essa» (DiogeneLaerzio, VII, 60). Tale concetto, nel suo generale significato, si è mantenuto sostanzialmente immutato fino al mondo moderno, dove viene introdotta la ...
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eristica
Arte del disputare (in greco ἐριστική τέχνη) attraverso schermaglie dialettiche volte a far prevalere la propria tesi, indipendentemente dal suo contenuto di verità. L’accezione negativa con [...] (Elenchi sofistici, 33, 183 b) individua l’origine dei «discorsi eristici» nel metodo d’insegnamento di Gorgia, mentre DiogeneLaerzio (Vite dei filosofi, IX, 52) indica in Protagora il «creatore dell’e.», già divenuta «una moda». Nel corso ...
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Periandro
Matilde Luberti
Tiranno di Corinto (sec. VII-VI a.C.), uno dei sette savi.
Figlio di Cipselo, cui successe (forse nel 627) regnando per oltre quarant'anni (sino al 585 circa; secondo altri [...] , XVIII 25 (non senza una grossa svista; v. BIANTE di Priene), e non, com'era parso al Dyroff, da Stobeo o da DiogeneLaerzio o da Plutarco o da Ausonio.
Bibl. - I. Perin, Onomasticon totius latinitatis, sub v.; A. Dyroff, D. und Pietro d'Abano, in ...
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Euclide di Megara
Filosofo vissuto tra la seconda metà del 5° sec. a.C. e la prima del 4°. Fu allievo di Zenone e poi di Socrate. Dopo la morte di quest’ultimo, tornato nella città natale, vi fondò una [...] fallace, in favore della verità. In E., tuttavia, il confronto dialettico, rigettando l’analogia praticata da Socrate (DiogeneLaerzio, II, 107) in favore della netta opposizione eleatica fra identità e alterità, si riconduce alla confutazione delle ...
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sorite1
sorite1 s. m. [dal lat. sorites, gr. σωρείτης o σωρίτης, der. di σωρός «mucchio, cumulo»]. – 1. Termine usato dallo scrittore greco Diogene Laerzio (3° sec. d. C.) per indicare una delle argomentazioni sofistiche (nota anche come sofisma...