Architetto (Firenze 1770 - ivi 1828); allievo di G. M. Paoletti e suo continuatore negli sviluppi del neoclassico toscano. È autore, con P. Poccianti, della facciata della villa del Poggio Imperiale, di [...] cui realizzò anche l'elegante cappella; architetto granducale, curò la decorazione di varî ambienti di palazzo Pitti a Firenze. Interessante la raccolta dei suoi progetti, pubblicata nel 1827 ...
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Architetto (Palermo 1592 - Roma 1661), attivo a Roma. Partecipò ai lavori del palazzo Chigi ed eresse la chiesa di S. Caio (distrutta) e la facciata dei SS. Domenico e Sisto, di bell'effetto scenografico. [...] Suo figlio Felice (n. Roma 1625 - m. 1677), pure architetto, è noto per i suoi modelli di costruzione ...
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Scultore (Milano 1540 - ivi 1587). Attivo soprattutto a Milano, scolpì statue e rilievi per la chiesa di S. Maria presso S. Celso: per la facciata, Sibille, Profeti e Angeli, in cui motivi rinascimentali [...] si fondono con una esuberante fantasia già barocca; per l'altare, l'Assunta (1586), elegante esempio di manierismo lombardo. Fu anche incisore su vetro (vasi di cristallo di rocca al Louvre), medaglista ...
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Scultore fiammingo (Malines 1527 o 1529 - Innsbruck 1612). Tra le sue opere più importanti, tutte improntate a un effetto pittorico: le sculture allegoriche della facciata del castello di Heidelberg (1558-59); [...] i lavori alla tomba di Massimiliano nella Hofkirche di Innsbruck (1564-84) e, nella stessa chiesa, la tomba di Caterina de Loxan (1580-81) e quella dell'arciduca Ferdinando e consorte (1588-96), nella ...
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Architetto (Padova 1684 circa - ivi 1753), allievo di G. Frigimelica. Su suoi disegni furono compiuti la cupola del duomo di Padova, il Teatro Nuovo, la facciata della chiesa dei Carmini, ecc. ...
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MANTEGAZZA
Vito Zani
Famiglia di artisti milanesi prevalentemente attestati nella seconda metà del Quattrocento a Pavia e Milano. Il gruppo familiare meglio noto dai documenti è quello composto da quattro [...] 1478 vennero nominati due periti per stimare le opere eseguite in certosa dai due M. e da Amadeo, sia per la facciata, sia per gli interni. Fu molto probabilmente la morte di Cristofor, avvenuta il 27 luglio 1479 (Morscheck, Antonio M.), a indurre ...
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Città della Toscana occidentale (185,1 km2 con 90.036 ab. nel 2020), capoluogo di provincia. Sorge a circa 12 km dal Tirreno, nella pianura alluvionale costiera formata dall’Arno, che l’attraversa dividendola [...] (13°-14° sec.); S. Caterina (1251-1300); S. Maria della Spina (1323), piccolo gioiello di decorazione gotica; S. Martino (1332; in facciata, S. Martino e il povero, attribuito ad Andrea Pisano); S. Zeno. Alla fine del 16° sec. fu sistemata piazza dei ...
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Orafo e fonditore di bronzi veneziano (fine sec. 13º - inizî 14º); ha firmato e datato (1300) i battenti della seconda porta laterale di sinistra della facciata di S. Marco (cui è uguale la corrispondente [...] porta di destra): opera di un elegante classicismo, è una transenna, decorata con calchi di frammenti antichi e di rilievi bizantini ...
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Pittore, architetto e incisore (n. Parma 1639 - m. 1702); allievo a Roma di Pietro da Cortona, fu poi pittore di corte dei Farnese. Costruì la facciata della chiesa di S. Lucia e il coronamento della chiesa [...] di S. Maria della Steccata a Parma. Suoi dipinti in chiese di Parma e di Piacenza ...
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Architetto spagnolo (sec. 16º); disegnò e diresse i lavori del chiostro inferiore del monastero benedettino di Carrión de los Condes (1537). Costruì in parte la facciata di S. Marco a León, della quale [...] città fu architetto ufficiale. Ultimo lavoro noto: la chiesa e il chiostro del monastero di Eslonza ...
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facciata
s. f. [der. di faccia]. – 1. a. La parte esterna anteriore, frontale, o comunque principale, di un fabbricato, sia come struttura murale, sia nelle sue soluzioni architettoniche: la f. di una villa monumentale, di una chiesa; la f....
faccenda
faccènda s. f. [lat. facienda «cose da farsi», gerundivo neutro pl. di facĕre «fare»]. – 1. Cosa da fare, da sbrigare: essere in faccende, essere occupato in varie cose da sbrigare; si usa per lo più al plur., e al sing. soltanto...