Le bilabiali sono articolazioni di tipo consonantico realizzate grazie al ruolo attivo di entrambe le labbra. Il termine bilabiale indica un luogo di articolazione condiviso da foni prodotti secondo diversi [...] una liquida (per es., splende).
In alcune varietà di italiano, le bilabiali dei nessi subiscono fenomeni fonosintattici (➔ fonetica sintattica), oltre a quelli allofonici già discussi al § 3. Alcuni fenomeni che interessano le nasali, anche bilabiali ...
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Glottologo (Treviri 1875 - Monaco di Baviera 1962), prof. a Lipsia (1899), a Basilea (1902), Rostock (1909), Jena (1913), Bonn (1924) e Monaco (1926). Dopo aver pubblicato un fondamentale manuale dedicato [...] alla fonologia e morfologia latina (Handbuch der lateinischen Laut-und Formenlehre, 1902), si occupò di fonetica greca (Griechische Lautstudien, 1905), di morfologia baltica (Die indogermanischen iā- und io-Stämme im Baltischen, 1914) e della lingua ...
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Linguista russo (Vologda 1848 - Petrozavodsk 1914); prof. (1875-1901) all'univ. di Mosca. Formò alla propria scuola buona parte dei linguisti russi; nella sua scarsa produzione (si occupò soprattutto di [...] , ma sempre suggestive. Di lui furono pubblicati postumi: Kratkij očerk sravnitel´noj fonetiki indoevropejskich jazykov ("Compendio di fonetica comparata delle lingue indoeuropee", 1922) e Lekcii po fonetike staroslavjanskogo jazyka ("Lezioni di ...
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MON
Carlo Tagliavini
. La lingua Mon o Talaing è parlata nel Pegu e appartiene alla famiglia Mon-Khmer. È una lingua di antica cultura; ne abbiamo molte iscrizioni che risalgono a epoche considerevolmente [...] antiche (sec. XI dell'era volgare) e un buon numero di manoscritti. Nella fonetica il Mon presenta un β sconosciuto alle altre lingue della famiglia (ove in generale troviamo come corrispondenza b).
Bibl.: W. Schmidt, Grundzüge einer Lautlehre der ...
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Scienza del linguaggio. Secondo F. de Saussure i compiti primari della l. sono: a) descrivere il maggior numero possibile di lingue storico-naturali e famiglie di lingue sia nella loro funzionalità in [...] assume come proprio input l’output del livello precedente e lo fornisce a sua volta come input alla rappresentazione fonetica e a quella semantica. L’ordine degli elementi all’interno della struttura sintattica e i rapporti reciproci di dipendenza ...
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Logopedia
Vincenzo Mastrangeli
La logopedia (dal greco λόγος, " parola", e παιδέια, "insegnamento, educazione") è la disciplina che riguarda l'educazione del bambino alla parola e, in linea subordinata, [...] o controllare ciò che non sente. Con l'ingresso nella scuola materna, il bambino non ha più alcun bisogno di trattamento fonetico. A scuola non impara a parlare, cosa che sa già fare, ma apprende soprattutto a dare ordine e significato alle parole ...
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In linguistica, nell’aspetto verbale, si dice azione m. quella concepita come concentrata in un punto del tempo (per es., morì), contrapposta all’azione durativa o continuata vista nel suo estendersi nel [...] tempo (per es., sta morendo); analogamente si parla di verbi m., contrapposti ai verbi durativi.
In fonetica, sono dette m. le consonanti il cui effetto acustico si può manifestare soltanto in un periodo di tempo breve (per es., p, t), a differenza ...
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Sinologo (Nižnij Novgorod 1818 - Pietroburgo 1900), professore di cinese nelle univ. di Kazan´ (dal 1851) e di Pietroburgo (dal 1855), accademico (dal 1866); studioso, oltre che del cinese, di sanscrito, [...] , tibetano, giapponese e di altre lingue orientali. Pubblicò studî sulla storia, la geografia, la letteratura cinese e sulla fonetica e la morfologia della lingua. Per primo diede un dizionario russo-cinese fatto con metodo scientifico (1867). Studiò ...
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Per i grammatici antichi, il termine consonante (gr. stoikhêion [o grámma] sýmphōnon, lat. littera consonans) indicava una lettera che (per es., gr. β, γ, δ, lat. b, c, d) si riteneva non potesse essere [...] cioè costituire il nucleo sillabico, svolgendo dunque una funzione vocalica (così /l/ in inglese, nella parola bottle).
In fonetica le consonanti sono segmenti fonici, sordi o sonori, realizzati grazie alla fuoriuscita di aria dalla cavità orale, ed ...
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SALVIONI, Carlo
Carlo Battisti
Linguista, nato a Bellinzona il 3 marzo 1858, fu dal 1884 docente di glottologia all'università di Torino; tenne dal 1890 la cattedra di Pavia; successe nel 1902 a G.I. [...] Merlo. Se a questa moltepfice e vasta attività si aggiungono alcune ricerche di etimologia toponomastica, qualche serie di articoli di fonetica e morfologia, le infinite cure dedicate all'edizione e alla biografia di C. Porta, l'amore con cui attese ...
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fonetica
fonètica s. f. [dall’agg. fonetico]. – Nella linguistica tradizionale, ramo della scienza linguistica che studia i fonemi, o suoni articolati dall’apparato di fonazione umano: f. generale; f. storica, che descrive lo sviluppo di un...
fonetico
fonètico agg. [dal gr. ϕωνητικός, der. di ϕωνή «voce, suono»] (pl. m. -ci). – Che concerne la fonetica, in generale, o il fenomeno della fonazione, o i fonemi in partic. e il loro sistema: studî f., ricerche f.; i caratteri f., la...