Il nome è attribuito al paese montuoso che si erge a SE. del Golfo di Salerno e della pianura del Sele, compreso una volta nei confini della Lucania e costituente oggi la sezione più meridionale della [...] Policastro. Ma, arrestatasi al terzo erede la discendenza diGuglielmo il Principato, Torgisio di San Severino, figlio di Troiso di Rota, restò l'unico potente signore del Cilento, ed estendendo i suoi acquisti, formò la Baronia del Cilento, col suo ...
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Città della Sicilia, capoluogo di provincia, posta nel cuore dell'isola, su di un'altura ai piedi del Monte S. Giuliano (727 m.), nell'alto bacino del fiume Salso o Imera, a 6 km. dalla sua riva destra, [...] metà del secolo XIV, passò agli Aragona duchi di Randazzo; la usurpò quindi Guglielmo Peralta (1361), ma nel 1405, tornata alla di 595.857 tonn. di minerale e 92.697 tonn. di zolfo; ciò che rappresenta i 2/5 della produzione totale della Sicilia ...
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Tutte le molteplici razze e varietà di barbabietole coltivate si ammette che derivino dalla Beta vulgaris L., della famiglia Chenopodiacee: se, però, per diretta mutazione, o per incrocio con altre specie [...] quale indicherebbe la Sicilia quale probabile patria del scapi fioriferi su cui maturano i semi. Talvolta accade però di Federico il Grande e di Federico Guglielmo III, giungeva a escogitare un metodo di estrazione industriale, che gli permetteva di ...
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Città e porto della Sicilia orientale, in provincia di Siracusa, posta su una penisoletta che sporge verso mezzogiorno nella parte settentrionale della vasta insenatura, limitata rispettivamente a N. e [...] , i cittadini, che erano loro rimasti fedeli, subirono devastazioni e rovine per opera degli Angioini. Pervenuta la Sicilia nel dominio degli Aragonesi, Augusta fu da Federico III concessa in feudo, dapprima a Guglielmo Raimondo Moncada marchese di ...
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Città della Sicilia orientale (provincia di Catania) su di un ripiano lavico sovrastante la costa ionica di oltre 100 m., a 300 m. in proiezione dalla costa stessa, con 22.956 ab. (1921; il comune: area [...] la gotta, la sifilide, i catarri respiratorî, le malattie di P. P. Vasta (1732-36), di Vito d'Anna e di Alessandro Vasta. Il quadro di S. Giuseppe col Bambino è diGuglielmo Borremans, quello di S. Camillo, di Baldassare Grasso.
Nel Palazzo Pennisi di ...
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Garibaldino, generale italiano. Nacque a Gaeta il 12 gennaio 1820, studiò alla Nunziatella di Napoli dalla quale uscì col grado di alfiere nel 1840. Otto anni dopo era capitano e partiva con Guglielmo [...] I suoi contatti con gli uomini che facevano capo ai due partiti di Cavour e di Mazzini gli consentirono una visione equilibrata delle vicende politiche di quei giorni. Quando nel 1859 giunse didi volontarî che il 6 luglio 1860 salpò per la Sicilia, ...
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SALEMI (A. T., 27-28-29)
Vincenzo EPIFANIO
Stefano LA COLLA
Cittadina della Sicilia, in provincia di Trapani, che sorge sopra un alto colle, a 442 m. s. m. All'epoca normanna rimonta il castello, [...] " o "l'idolo", forse per l'esistenza di rovine dell'antica città. Sotto i Normanni appartenne al demanio regio; gli Aragonesi la concedettero successivamente in feudo ai Ventimiglia, agli Alagona, a Guglielmo Raimondo II Moncada e al suo terzogenito ...
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. La famiglia Capece, detta in origine Cacapice, originaria di Sorrento, si trasferì in Napoli ai tempi di Manfredi. Fu perseguitata da Carlo I d'Angiò, sicché quelli dei suoi componenti che riuscirono [...] d'Angiò. Nominato vicario del giovane Hohenstaufen, C. resse la Sicilia sinché gli Angioini lo costrinsero ad arrendersi nella fortezza di Centuripe. Caduto nelle mani diGuglielmo l'Estendart, fu accecato e impiccato (1270). Nel Cinquecento troviamo ...
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Nato a Barletta verso il 1777, morto a Napoli il 25 novembre 1861. Allorché i Borboni, al sopraggiungere dei Francesi, dovettero riparare in Sicilia, egli ve li seguì, e poscia andò in Spagna a combattere [...] brigantaggio. Nel 1821 fu capo di stato maggiore nell'esercito costituzionale diGuglielmo Pepe, e, alla venuta gennaio 1848. Nel 1837 represse, col solito rigore, i tumulti provocati dal colera in Sicilia (1837). Quando Ferdinando II si decise a dare ...
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Figlio (m. 1046) di Tancredi d'Altavilla e della sua prima moglie Muriella, venne con i fratelli Umfredo e Drogone in Italia (1036), ponendosi al soldo del generale bizantino Maniace, che li impiegò nelle [...] dalla Sicilia in Calabria, poi in Puglia, di cui s 'impossessò facendo centro a Melfi e resistendo vittoriosamente ai generali bizantini mandati a combatterlo. Nominato dai suoi compagni d'arme conte di Puglia (1042), vinse ancora una volta i ...
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