Zacchetti, Corrado
Enzo Esposito
Letterato e critico (Treviso 1871; morto verso il 1940), poeta e traduttore. Come critico si occupò ripetutamente di Dante. Le prime prove sull'argomento portano la [...] zona ventosa), I due giusti fiorentini (D. e G. Cavalcanti), La primavera di Proserpina (si combatte su basi psicologiche biografico-psicologiche la lezione Lagia del nono verso del sonetto Guido, io vorrei. Altri importanti contributi: Shelley e D., ...
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scorto
Guido Favati
Il significato originario dell'aggettivo sembra, per D., quello di " disciolto ", di " liberato " da precedenti impedimenti. L'equazione emerge con evidenza da Pg XIX 12, dove alla [...] ), tanto che essa acquista un " parlar disciolto " che la mette finalmente in grado, addirittura, di cantar. Vedi anche in Cavalcanti Una figura della Donna mia 8 " occhi orbati fa vedere scorto ".
Di qui il senso di " chiaro ", " evidente ", che ...
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Lagia
Gentildonna fiorentina (L. è diminutivo di Alagia, cioè Adelagia, Adalasia), amata da Lapo Gianni, ricordata nella corrispondenza poetica tra D. e il Cavalcanti; da D. nel sonetto Guido, i' vorrei, [...] accanto alla monna Vanna del Cavalcanti e a quella ch'è sul numer de le trenta (Rime LII 9), e da Guido nel sonetto Dante, un sospiro messaggier del core e indirettamente in Se vedi Amore, assai ti priego, Dante.
Appare citata anche nella rima dubbia ...
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ramarro
Francesco Vagni
Come termine di paragone, per " lucertolone verde ", nella similitudine di If XXV 79 Come 'l ramarro sotto la gran fersa / dei dì canicular, cangiando sepe, / folgore par se [...] la rapidità del serpentello (lo spirito di Francesco Guercio Cavalcanti) che avanza contro Buoso è paragonata al guizzo del r , da una siepe all'altra.
Si ricordi la chiosa di Guido da Pisa: " Quoddam est ... animal serpentinum habens pedes quatuor ...
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sobbarcolare
Luigi Vanossi
Con il valore di " succingere ", cioè " alzare il manto o le vesti " fissandole alla cintola, per essere più liberi nei movimenti, compare nel Fiore, nell'episodio dell'uccisione [...] in D., in Varianti e altra linguistica, Torino 1970, 443), il verbo ricorre anche nel mottetto del Cavalcanti Gianni, quel Guido salute (" E però ecco me / apparecchiato, / sobarcolato, / e d'Andrea coll'arco in mano, / e ccogli strali e cco ...
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Iacopo
Nome del destinatario del sonetto rinterzato Iacopo, i' fui, ne le nevicate alpi (v.), attribuito a D. (Rime dubbie VII). Essendo dubbia l'attribuzione, non è ovviamente possibile determinare [...] parente di Cino da Pistoia; più perentoriamente il Filippini, che ritiene il sonetto dantesco, indicò il rimatore Iacopo Cavalcanti, parente di Guido.
Bibl. - M. Barbi, Per un sonetto attribuito a D., in " Bull. " XVII (1910) 249 ss. (rist. in Studi ...
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dipelare
Fernando Salsano
" Togliere il pelo "; in If XVI 35 tutto che nudo e dipelato vada, ha una funzione dispregiativa, nell'ambito del contrasto tra la miseria del dannato (Guido Guerra) e la dignità [...] senno assai e con la spada, v. 39). In XXV 120 e genera 'l pel suso / per l'una parte e da l'altra il dipela, concorre alla rappresentazione della reciproca metamorfosi del dannato (Buoso Abati o Donati) e del serpente (Francesco Guercio Cavalcanti). ...
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cavalcante
agg. e s. m. [part. pres. di cavalcare], ant. – 1. Che cavalca, cavalcatore. 2. Servo che seguiva o precedeva, a cavallo, il padrone quando questi cavalcava o andava in carrozza. 3. Colui che, stando a cavallo, guida la prima coppia...
nido
s. m. [lat. nīdus, da una radice indoeuropea *ni-zdo- (formata con il preverbio ni-, che indica movimento dall’alto in basso, e una voce affine a sedeo «sedere»), largamente rappresentata anche nelle lingue germaniche e slave]. – 1. a....