Vedi CELTICA, Arte dell'anno: 1959 - 1994
CELTICA, Arte (v. vol. II, p. 457)
V. A. G. Kruta
Vengono così definite in genere le forme originali di espressione figurativa proprie dei «Celti storici», che [...] rottura definitiva dei legami formali che univano ancora tale arte a quella mediterranea. Si è ormai costituito un linguaggio plastico autonomo sfondo, rappresentazione per allusioni, onnipresenza deisegni curvilinei. Grazie allo smalto multicolore, ...
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Ritardo mentale
Paola Bernabei
Il DSM-IV dell'American psychiatric association, del 1994, indica come ritardo mentale una patologia cognitiva persistente, sia sul versante dell'intelligenza sia su quello [...] diagnostico è perlopiù diverso da quello del riconoscimento deisegni del disturbo: questi possono essere presenti precocemente, di rifiuto verso questi soggetti; i deficit del linguaggio e della comunicazione; i fattori temperamentali, quelli ...
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Mimica
Bruno Callieri
Franco Ruffini
La mimica (dal greco μῖμος, derivato di μιμέομαι, «imitare») è l’arte propria dei mimi (attori) o del mimo (genere di rappresentazione), cioè l’arte di esprimere [...] assenza di parola e la sostituzione di questa con un linguaggio del corpo ne sono state spesso le caratteristiche maggiormente poste ‘che cosa’ il corpo mostra; si tratti deisegni di un codice o dei numeri di un repertorio circense, il mimo si ...
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segno
Qualsiasi fatto, manifestazione, fenomeno da cui si possono trarre indizi, deduzioni, conoscenze.
La dottrina del segno nell’età antica
Le più antiche formulazioni della dottrina del s. risalgono [...] teoria deisegni), della teoria dei s. in una sintassi, in una semantica e in una pragmatica, intesa come analisi e studio della situazione in cui il s. viene usato, indagine sul rapporto tra s. e interpreti.
Sviluppi della filosofia del linguaggio ...
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Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco (2014)
Il ritratto romano repubblicano tra memorie familiari e rappresentazione sociale
Claudia Guerrini
Il contributo è tratto da Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco, edizione in 75 ebook
Quello [...] romani, trova compiuta forma espressiva in un originale linguaggio alla cui definizione hanno dato un sostanziale contributo, ’“effetto cartografico”, risultante dalla esasperata resa deisegni dell’età, che caratterizza una determinata tipologia ...
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psicopatologia
Luigi Scoppola
Nel corso del Novecento diversi sono stati gli approcci con cui è stata affrontata la sofferenza mentale. A partire dal vertice fenomenologico di Karl T. Jaspers, la psicopatologia [...] rivoluziona la disciplina, fondata sul rilievo deisegni, sostituendola con quella psicodinamica legata alle di un linguaggio psichiatrico facilmente intellegibile e condiviso, che consenta la descrizione, la elaborazione e la comunicazione dei dati, ...
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significare
Michele Rak
Gli usi danteschi di questo termine e dei suoi corradicali, per lo più analoghi a quelli del lessico latino medievale, vanno osservati soprattutto nell'ambito della ricerca terminologica [...] un'attività superiore. Secondo Pd XXVI 127 ss., il linguaggio è facoltà naturale dell'uomo (Opera naturale è ch'uom in una comunità in grado d'intenderne la posizione nell'insieme deisegni della lingua e d'individuare e usare le relazioni che esso ...
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VASSALLETTO
E. Bassan
Famiglia di marmorari, scultori e architetti romani, attiva nella seconda metà del 12° e nel corso del 13° secolo.
Il corpus di opere riferito ai V. comprende una cospicua serie [...] cum Petro Bassaletto hoc opus co(m)plevi"); interventi nel duomo di Segni (perduta epigrafe con la firma di Pietro V., datata 1185; Pasti, una linea di continuità con il composto linguaggiodei marmorari romani della prima generazione (Claussen, ...
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L'archeologia delle pratiche cultuali. Mondo egeo
Luigi Caliò
I luoghi, gli oggetti del culto e i materiali votivi
Nel periodo prepalaziale la sfera sacra sembra essere relegata nei contesti funerari. [...] durante il Minoico Medio I-II porta ad un aumento deisegni gerarchici e allo sviluppo di santuari extraurbani, soprattutto santuari e di propaganda da parte dei palazzi, attraverso l'emanazione di un linguaggio figurativo sacro rinnovato e la ...
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Mutismo
Oskar Schindler
Il termine mutismo (dal latino mutus, "muto", voce derivata da una radice onomatopeica mu) indica l'incapacità di emettere suoni distinti e parole articolate. Vi può essere un [...] .
Definizioni
Definendo il mutismo come incapacità di usare il linguaggio parlato, si fa uso di un concetto descrittivo che indica specificamente la LIS, lingua italiana deisegni; inoltre l'italiano segnato, l'italiano segnato esatto ecc.). c) Il ...
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linguaggio
linguàggio s. m. [der. di lingua]. – 1. Nell’uso ant. o letter., e talora anche nell’uso com. odierno, lo stesso che lingua, come strumento di comunicazione usato dai membri di una stessa comunità: parlare con proprietà di l.; Questi...
segno
ségno s. m. [lat. sĭgnum «segno visibile o sensibile di qualche cosa; insegna militare; immagine scolpita o dipinta; astro», forse affine a secare «tagliare, incidere»]. – 1. a. Qualsiasi fatto, manifestazione, fenomeno da cui si possono...