BIADENE, Leandro
Aldo Menichetti
Nato a Treviso il 23 apr. 1859 da Alberico ed Amalia Mercato, compì gli studi superiori a Bologna, dove ebbe a maestro G. Carducci; conseguì nel 1883 la libera docenza [...] -Franchetti); di Cortesie da tavola in latino e in provenzale,per nozze Cassin-D'Ancona, Pisa 1893; di frammenti comparativo delle varie redazioni del miracolo. Interessano invece la lirica toscana dugentesca l'edizione delle canzoni "Di sì alta ...
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uccello (augello)
Emilio Pasquini
Come in genere negli scrittori due-trecenteschi, convivono in D. i due allotropi, l'esito monottongato (più schiettamente volgare) di *avicellus attraverso il tardo [...] ‛ augello ' con la sonora per prestito dal provenzale auzel. Non mancano oscillazioni tra forme intere e apocopate la prevalente funzione di similitudine contribuisce a potenziarne la connotazione lirica. Ciò è verificabile sia per il singolare - Rime ...
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CALVO (Calvi, Calbo), Bonifacio
Mario Cacciaglia
Nacque a Genova, da nobile famiglia, nella prima metà del sec. XIII; non esercitò incarichi pubblici in patria, né risulta che ne abbia esercitati durante [...] di essi uno è un sirventese-discordo scritto in tre lingue: in provenzale le strofe I e IV e la "tornada", probabilmente in un cui il C. si limita a ripetere motivi comuni alla lirica trobadorica del tempo: valore e cortesia non sono più pregiati ...
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chiaro
Lucia Onder
Nel senso di " luminoso ", con valore contrario a ‛ oscuro ', cui è contrapposto in Cv IV II 4 una medesima cosa sia dolce e paia amara, o vero sia chiara e paia oscura, l'aggettivo [...] col viso chiaro, / Bellaccoglienza, LXXXVI 5 (c. riferito a ‛ viso ', ‛ visaggio aspetto ', è espressione di ascendenza provenzale topica anche della lirica siciliana e toscana); sempre in relazione con la bellezza femminile, in XLI 14 Se ben mi ...
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FILIPPO da Messina
Margherita Spampinato Beretta
Nulla si conosce di F., cui il codice Laurenziano Rediano 9 attribuisce solo il sonetto "Oi Siri Deo, con forte fu lo punto", B1 412, preceduto dalla [...] un sonetto di stampo tradizionale, per il sapore arcaico-provenzale dei moduli e degli stilemi che riecheggiano il consueto Si come il sol" compare nelle più note antologie della prima lirica italiana, dalle più antiche alle più recenti, per le quali ...
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diastole
Gian Luigi Beccaria
I metricologi chiamano d. l'avanzamento dell'accento che si verifica nel verso per necessità ritmiche (‛ sistole ' il fenomeno contrario): spesso è difficile stabilire se [...] e di pace), insieme ai non danteschi (ma vivi nella lirica delle origini) ‛ lugùbre ', ‛ salùbre ', ‛ funèbre ' (e cfr. Petrarca " celèbro ", " geomètra "), l'imitazione francese e provenzale è aiutata dall'oscillazione già antica tra ‛ pènetra ' e ...
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Peire d'Alvernhe
Fabrizio Beggiato
Trovatore provenzale, nato in Alvernia e probabilmente di origine borghese. La sua attività poetica è documentata dal 1157 al 1170. Fu alla corte di Provenza e in [...] Un rapporto fra l'opera di P. d'Alvernhe e la lirica dantesca può forse istituirsi confrontando Al poco giorno e al gran Orientamenti, IV, Milano 1948, 1 ss.; F.A. Ugolini, La poesia provenzale e l'Italia, Modena 1949; A. Schiaffini, D. e i trovatori, ...
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biasimare (biasmare; blasmare)
Riccardo Ambrosini
L'origine galloromanza della voce è indubbia per la concordanza con l'ambito semantico del provenzale blasmar e francese antico blasmer, oltre che per [...] ' (v.), e dell'aggettivo derivato da questa la sola forma ‛ biasimevole ' (v.). ‛ Blasmare ' (per questa forma gallicizzante, frequente nella lirica, si veda il glossario di Davanzati Rime, a c. di A. Menichetti), si incontra in Vn VIII 8 6 (ma nella ...
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lungamente (lungiamente)
Sebastiano Aglianò
La seconda delle due forme, più vicina al provenzale lonjamen e all'antico francese longement, è stata adottata (cfr. anche Barbi, Introduzione alla Vita Nuova, [...] che hanno la virgola dopo fu'mi, mentre il Casella la sopprime.
Il primo impiego di l. deriva a D. dalla lirica siculo-toscana, che sottolinea spesso con questo avverbio, o con ‛ lontanamente ' (Chiaro Talento aggio 9 " come lontanamente / in voi ho ...
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diserrare
Da espressioni della Scrittura (Is. 22, 22 " Et dabo clavem domus David super umerum eius; et aperiet, et non erit qui claudat; et claudet, et non erit qui aperiat "; Matth. 16,19 " et tibi [...] dabo claves regni caelorum "), ribadite da s. Tommaso e altri, deriva nella lirica amorosa provenzale e sarà cara ancora al Petrarca questa metafora delle chiavi che aprono e chiudono il cuore. In questa tradizione s'inserisce D. in due passi famosi: ...
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senhal
〈sen’àl〉 s. m., provenz. [lo stesso etimo dell’ital. segnale]. – Il nome fittizio con cui nella poesia provenzale era designata la persona, spec. la dama, di cui il trovatore trattava, o quella a cui la lirica era indirizzata. Nel linguaggio...
trovatore2
trovatóre2 (o trovadóre) s. m. [dal provenz. trobador, caso obliquo del nomin. trobaire, der. di trobar «trovare; comporre in versi»]. – Poeta provenzale dei secoli 12° e 13°, rappresentante della nuova lirica d’amore (detta appunto...