Agnello
F. Nikolasch
G. G. Pani
F. Panvini Rosati
SIMBOLOGIA E ICONOGRAFIA
di F. Nikolasch
L'a., al pari della pecora e dell'ariete, è tra i simboli principali dell'arte cristiana, soprattutto come [...] ariete, figura anche come animale prediletto per il sacrificio nel culto veterotestamentario, come per es. nei sacrifici del mattino e della croce. L'uccisione che ha luogodi sera si riferisce all'istante del trapasso di Cristo, oppure è il simbolo ...
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Formula liturgica, adattamento delle parole evangeliche (Giovanni 1, 29) «Ecce agnus Dei, ecce qui tollit peccatum mundi», pronunciate da Giovanni Battista all’indirizzo di Gesù.
Fu introdotta nella messa solenne dal papa Sergio I (m. 701) per essere cantata durante la frazione del pane eucaristico. ... ...
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Dante Balboni
L'Agnello di Dio è per antonomasia Cristo (Ioann. I, 29 e 36); il paragone è dovuto soprattutto al carattere sacrificale attribuito all'agnello per il suo candore e per la sua mansuetudine; il sangue dell'agnello aveva salvato i figli d'Israele in Egitto al passaggio dell'angelo sterminatore ... ...
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DEI Appartiene alla classe dei "sacramentali" approvati dalla Chiesa, e può definirsi un oggetto di devozione benedetto con rito speciale dal Sommo Pontefice. Da tre secoli almeno l'Agnus Dei ha la forma di un ovale di candida cera, recante sopra una delle facce l'impronta dell'agnello pasquale. L'agnello, ... ...
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SIVIGLIA
C. Delgado Valero
(spagnolo Sevilla; lat. Hispalis, Spalis; arabo Ishbīliya)
Città della Spagna, capoluogo della provincia omonima e della Comunità Autonoma d'Andalusia, situata nella zona [...] patii destinati a usi ufficiali e privati. Il luogo scelto per la sua costruzione aveva come nucleo il . 141; Piquero López, 1984, pp. 331-336).Tra gli oggetti diculto emerge, per il suo valore nella scultura medievale spagnola, l'immagine rivestita ...
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BULGARIA
V. Pencev
Stato dell'Europa sudorientale, posto tra il basso corso del Danubio e la penisola greca, sulle sponde del mar Nero. La B. medievale comprendeva le regioni settentrionali e centrali [...] senza un piano preciso, divisa in quartieri e dominata dalla presenza di molte chiese e monasteri. Il numero elevato dei luoghidiculto, spesso non più grandi di una cappella, è peraltro un elemento tipico del panorama dell'Europa orientale ...
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BURGOS
J. Yarza Luaces
Città della Spagna settentrionale, capoluogo della prov. omonima e compresa nella comunità autonoma di Castiglia e León, B. è situata alla confluenza del piccolo fiume Vena con [...] , dalla pianta molto irregolare, anch'esso adibito a luogodi sepoltura.La chiesa di San Lesmes venne iniziata nel 1380, in un'area all'epoca posta al di fuori delle mura, in relazione al culto del santo francese Adelelmo, vissuto a B. nel sec ...
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AUSTRIA
H. Fillitz
(ted. Österreich; Osterriche nei docc. medievali)
Il territorio dell'attuale A., corrispondente in epoca romana alle regioni del Norico, di parte della Rezia e della Pannonia, venne [...] fondazione immagini per il culto. I rilievi più antichi di data certa sono conservati nella parrocchiale di Gobelsburg (A. Inferiore provvista di matronei; seguiva dunque una tipologia propria dell'Italia settentrionale, cosa che, nel luogodi ...
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TEODORICO
S. Lusuardi Siena
Re degli Ostrogoti, nato intorno al 451-454 da Teodemiro, della stirpe degli Amali, ed Erelieva.
In tenera età T. fu dato in ostaggio a Costantinopoli, dove rimase fino al [...] della quale, forse nel sec. 6°, fu edificata la chiesa di S. Andrea dei Goti: da uno di questi luoghidiculto dovrebbero provenire i capitelli compositi con il monogramma di T., finemente lavorati (in parte reimpiegati nel portico del palazzetto ...
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CUPOLA
E. Galdieri
Tipo di volta a pianta curvilinea (circolare, ellittica, ovoidale) costituita geometricamente dalla superficie generata dalla rotazione di una curva intorno a un asse verticale. La [...] (edifici diculto, sale di palazzo, sale di edifici termali, mausolei). Da queste tradizioni la c. passò all'architettura bizantina, armena, islamica e a quella del Medioevo occidentale, secondo processi di trasmissione culturale che hanno dato luogo ...
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METZ
E. Ponzo
(lat. Divodorum, Civitas Mediomatricorum; Mettis, Metis, Mes nei docc. medievali)
Città del Nord della Francia, situata nella regione della Lorena (dip. Moselle), poco a S della confluenza [...] un centro ricco e potente: una lista stazionale del sec. 8° cita non meno di trentacinque luoghidiculto (Klauser, Bour, 1929).Le origini della cristianizzazione di M. sono in parte oscure a causa della documentazione lacunosa; solo negli atti dello ...
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Andalusia
T. Falcón Márquez
B. Pavón Maldonado
INQUADRAMENTO GENERALE
di T. Falcón Márquez
Regione della Spagna meridionale, coincidente in parte con la prov. romana della Betica. I confini e lo stesso [...] e agli angoli di alcune strade.
Secondo le fonti, anche la città di Cordova possedeva edifici dicultodi grande splendore, ampie cisterne comunicavano tra di loro attraverso canali che intersecandosi davano luogo alla tipica pianta quadripartita del ...
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PARMA
G. Zanichelli
Città dell'Emilia-Romagna, capoluogo di provincia, presso l'omonimo fiume, nell'Emilia occidentale.Sul luogodi un insediamento terramaricolo, continuato dagli Etruschi e dai Galli, [...] diffusione del cristianesimo e la costruzione dei più antichi edifici diculto a P. a causa della appartenenza dei primi vescovi due monasteri femminili, quello di S. Alessandro e quello adiacente di S. Bartolomeo, presso il luogo ove la via Emilia ...
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luogo
luògo (pop. lògo) s. m. [lat. lŏcus] (pl. -ghi; ant. anche le luògora). – 1. a. In senso ampio, una parte dello spazio, idealmente o materialmente circoscritta: Dio è in ogni l.; con limitazione simbolica: l. di salvazione, l. di purificazione,...
tolleranza s. f. [dal lat. tolerantia, der. di tolerare «sopportare, tollerare»]. – 1. La capacità, la disposizione a tollerare, e il fatto stesso di tollerare, senza ricevere danno, qualche cosa che in sé sia o potrebbe essere spiacevole, dannosa,...