Famiglia di pittori olandesi (sec. 16º-17º). Il più noto è Abraham (Gorinchem 1564 - Utrecht 1651). Fu a Parigi (1580-83), quindi si stabilì a Utrecht, dove creò una fiorente scuola ed eseguì le sue opere [...] più 1mportanti: scene di genere, quadri storici, paesaggi e ritratti, fortemente influenzati dal tardo manierismo italiano. I suoi disegni, incisi dal figlio Frederik, servirono di modello a molti seguaci. Da ricordare anche Cornelis (Utrecht 1603 - ...
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Poeta tedesco, nato a Berlino il 27 novembre 1654, morto il 1° agosto 1699. Fedele seguace della poetica di Boileau, fu assai apprezzato da Federico il Grande, che amava chiamarlo il "Pope della Germania"; [...] e rappresenta un ponte di congiunzione fra il manierismo secentesco della seconda scuola di Slesia e il classicismo formale di Gottsched e della sua scuola. Kammerjunker del principe elettore Federico Guglielmo, che accompagnò nelle guerre di ...
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RICCI, Stefano
Luigi Servolini
Scultore, nato a Firenze il 26 dicembre 1765, morto ivi il 22 novembre 1837. Studiò presso l'Accademia di belle arti della sua città con F. Carradori. Succeduto nell'insegnamento [...] al maestro nel 1802, occupò la cattedra fino all'anno della sua morte. Superò il manierismo del Carradori e dello Spinozzi, ma non seppe liberarsi dal canovismo, che è evidente in certi suoi lavori; fu, tuttavia, artista di eccellente gusto e sicuro ...
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Pittore (Moile, od. S. Lazzaro, Parma, 1500 circa - ivi 1569). Allievo del Parmigianino, divenne suo parente per averne sposata una cugina, aggiungendo al proprio il cognome Mazzola. Sua prima opera databile [...] è la pala (1533) nella pinacoteca di Parma, dove l'influsso del Parmigianino è predominante. In opere successive il suo manierismo, anche nei colori cangianti, si accentua, come nell'Annunciazione di Napoli, in quella dell'Ambrosiana, nella S. Tecla ...
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Architetto, pittore, scultore, nato a Cerano (onde il suo soprannome) intorno al 1576, morto a Milano nel 1632. Abbandonati gli studî letterarî, sembra si sia educato all'arte prima a Venezia e a Roma, [...] donde gli deriva un certo manierismo che non l'abbandonò mai e che si riscontra fin dalle sue prime opere commisto a caratteri prettamente lombardi. Dal 1598 in poi ebbe importantissimi lavori dalla fabbrica del Duomo di Milano: specialmente durante ...
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Pittore e scrittore d'arte (Faenza 1530 - ivi 1609). Studiò a Roma e viaggiò a lungo per l'Italia. Nel 1564 entrò nella carriera ecclesiastica e divenne (1566) rettore della chiesa di S. Tommaso in Faenza. [...] della pittura (1587) dimostra un'ampia conoscenza dell'arte contemporanea, anche al di là della formula del manierismo tosco-romano che tuttavia egli considera sul piano della perfezione. Notevoli le osservazioni sulla tecnica della pittura e ...
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Disegnatore di architetture e ornati (n. Leeuwarden 1527 - m. 1606). Si formò come pittore e collaborò ad architetture effimere, ma furono i suoi disegni (pubblicati ad Anversa dal 1555 in circa 500 incisioni) [...] repertorio di motivi antichi (vasi, grottesche, ecc.). Altrettanto importanti per la formazione e diffusione del manierismo architettonico nordico furono i suoi trattati, più volte ristampati (Artis perspectivae formulae, 1568; Architectura oder ...
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Pittore (n. Firenze - m. Innsbruck 1661). Restano di lui, che fu allievo prima di G. Bilivert e poi di S. Coccapani, due affreschi in una sala terrena di Palazzo Pitti (sulla base dei quali gli è stata [...] attribuita qualche altra opera) e gli studî a sanguigna nel Gabinetto degli Uffizi. Fu artista piacevole, nell'ambito del "secondo manierismo". ...
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ALBERTI
Isa Belli Barsali
Famiglia di artisti, di Borgo Sansepolcro. Ebbe un capostipite pittore in un Giovanni di Borghese, ricordato nel 1275, ma i secoli XVI e XVII ne segnarono la maggiore fioritura. [...] In varia misura, ora accademicamente freddi ora con superficiali accenti devozionali, gli A. si espressero nei limiti del manierismo romano della controriforma. Dei nove figli di Giovanni di Berto di Giuliano detto Liso (nato circa il 1483, morto il ...
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Critico d'arte italiano (n. Caggiano, Salerno, 1939). Dopo gli studi giuridici si è laureato in lettere, partecipando attivamente alla temperie culturale legata al Gruppo 63. Dal 1968 insegna storia dell'arte [...] 80, 1980; Minimalia, 1997, ecc.). Tra i saggi: Il territorio magico (1971); L'ideologia del traditore: arte, maniera, manierismo (1976); L'arte fino al 2000 (1991); Le nuove generazioni (2002); Autocritico/automobile (2002); Lezione di boxe. Dieci ...
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manierismo
s. m. [der. di maniera]. – 1. a. Nella critica d’arte, termine con cui a partire dal sec. 17°, si è indicato, generalm. con intenzioni limitative o spregiative, l’insieme delle manifestazioni artistiche (cioè le diverse maniere)...
maniera
manièra (ant. manèra) s. f. [dal fr. ant. maniere, uso sostantivato dell’agg. manier, propr. «che si fa con le mani»]. – 1. a. Modo particolare di operare, di comportarsi: non tutte le operazioni si svolgeranno alla (o nella) stessa...