Trier, Lars von (propr. Trier, Lars)
Bruno Fornara
Regista cinematografico danese, nato a Copenaghen il 30 aprile 1956. Cineasta tra i più discussi, accusato di ambiguità, indicato come uno dei rappresentanti [...] sono emerse un anno dopo, quando T. ha sottoscritto e lanciato, con il regista Thomas Vinterberg, l'austero manifesto programmatico detto Dogme 95, che sostiene la necessità di opporsi alla "cosmetizzazione" del cinema contemporaneo sulla base di un ...
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Kawalerowicz, Jerzy
Giuseppe Gariazzo
Regista e sceneggiatore cinematografico polacco, nato a Gwóźdźiec (od. Gvozdec, in Ucraina) il 19 gennaio 1922. Negli anni Cinquanta e Sessanta fu un esponente [...] con la Storia è invece rappresentato da Śmierć prezydenta e Austeria (1983, La locanda). Nel 1983 ha firmato un manifesto in cui venivano attaccati i cineasti favorevoli al sindacato (allora clandestino) Solidarność: tale scelta lo ha portato alla ...
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Stato dell’Europa meridionale, comprendente la parte inferiore della Penisola Balcanica, gli arcipelaghi delle Ionie e dell’Egeo e l’isola di Creta. Confina a NO con l’Albania, a N con Repubblica della [...] delle masse, non va sottovalutata una tendenza alla riflessività e all’interiorizzarsi che sin dal 6° sec. a.C. si manifesta nella coscienza greca.
La filosofia, ponendosi da un punto di vista razionalistico e moralistico di fronte al mito e al culto ...
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Teorie del cinema
di Francesco Casetti
Fin dalla sua prima apparizione, tra il marzo e il dicembre del 1895, il cinematografo sollecitò numerosi interventi. Vi furono presentazioni della nuova invenzione, [...] il colore ecc. E il c. si offre come arte proprio in quanto è imperfetta riproduzione del mondo: la creatività può manifestarsi grazie allo scarto con il reale. La radicalità di questo assunto piacque ai crociani (pur non essendo Arnheim un crociano ...
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Teorie del cinema
di Francesco Casetti
Fin dalla sua prima apparizione, tra il marzo e il dicembre del 1895, il cinematografo sollecitò numerosi interventi. Vi furono presentazioni della nuova invenzione, [...] il colore ecc. E il c. si offre come arte proprio in quanto è imperfetta riproduzione del mondo: la creatività può manifestarsi grazie allo scarto con il reale. La radicalità di questo assunto piacque ai crociani (pur non essendo Arnheim un crociano ...
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PIZZI, Pier Luigi
Biancamaria Mazzoleni
Regista, scenografo e costumista, nato a Milano il 15 giugno 1930. Nel 1951 ha debuttato come scenografo allo Stabile di Genova con Léocadia di J. Anouilh, per [...] 'opera barocca, esperienza di recupero e insieme di reinvenzione: la mirabile barca delle illusioni di Alcina pare quasi il manifesto della nuova scoperta dell'antico, della fantasia spericolata e cosciente.
Negli anni Ottanta P., con una serie di ...
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Russia
Ornella Calvarese
Cinematografia
di Ornella Calvarese
Pochi mesi dopo la sua prima apparizione al Grand Café di Parigi, il cinema dei fratelli Lumière fece il suo ingresso nella capitale dell'Impero [...] . Pežemskij, che parodiava il Valerij Čkalov (1941) di Michail K. Kalatozov, film culto dell'epoca stalinista. Il film-manifesto della corrente uscì nel 1992, Sady skorpiona (I giardini dello scorpione) di Oleg A. Kovalov: un collage surrealistico di ...
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Cannes, Festival di
Ettore Zocaro
Bruno Roberti
Il Festival international du film di Cannes, uno dei festival cinematografici più famosi nel mondo, è riuscito negli anni ad affermare il proprio prestigio [...] d'oro nel 1960, quando presidente della giuria era lo scrittore Georges Simenon. Sophia Loren si mise in luce spesso alla manifestazione, come migliore attrice del 1961 per La ciociara (1960) di V. De Sica, e fu presidente della giuria che nel 1966 ...
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Surrealismo
Gianni Rondolino
Rapporti con il cinema: il cinema surrealista
Il primo Manifeste du Surréalisme fu pubblicato a Parigi, presso le Éditions du Sagittaire, nell'ottobre 1924. Fra le molte [...] non è difficile riscontrare elementi che si possono ascrivere alla poetica e all'estetica surrealiste, o almeno alle loro manifestazioni più esteriori ed evidenti. Si pensi soltanto, per fare l'esempio più noto, alla sequenza del sogno in Spellbound ...
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Il deserto rosso
Bill Krohn
(Italia/Francia 1964, colore, 120m); regia: Michelangelo Antonioni; produzione: Antonio Cervi per Film Duemila/Cinematografica Federiz/Francoriz; sceneggiatura: Michelangelo [...] di vista di una donna psicologicamente instabile. La vicenda, che Antonioni comprensibilmente non intende trattare come un manifesto politico, consiste in una serie di situazioni melodrammatiche che potrebbero tranquillamente trovar posto tanto in un ...
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manifesto1
manifèsto1 agg. [dal lat. manifestus, manufestus, voce di formazione oscura, forse un comp. di manus «mano»]. – 1. Palese, chiaro, evidente, offerto apertamente alla vista o all’intelletto altrui: gioia, invidia, esultanza m.; colpa,...
manifesto2
manifèsto2 s. m. [uso sostantivato dell’agg. prec.]. – 1. Foglio di carta, più o meno ampio, che si affigge sui muri delle strade, o su sostegni fissi appositamente collocati, per rendere noto a tutti ciò che vi è stampato (avvisi,...