hamiltoniana
hamiltoniana [s.f. Der. dell'agg. hamiltoniano] [MCC] Denomin. usuale della funzione h., funzione delle coordinate lagrangiane e dei rispettivi momenti coniugati di un sistema che è legata [...] H. d'interazione fra cariche e campo elettromagnetico: v. raggi gamma: IV 731 a. ◆ [MCQ] H. d'interazione fra elettroni e nucleo: v. struttura iperfine: V 689 a. ◆ [MCQ] H. di spin: in generale, h. che regola le dinamiche collegate alle variabili di ...
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magnetostrittivo
magnetostrittivo [agg. Der. di magnetostrizione] [EMG] [FSD] Allungamento m.: lo stesso che magnetostrizione. ◆ [EMG] [FSD] Costanti m.: quelle che legano l'allungamento m. al tensore [...] elettrico a reazione, frequenza acustica o ultraacustica, nel quale l'accoppiamento reattivo tra entrata e uscita avviene in un nucleo di materiale dotato di magnetostrizione. Il nichel è spesso usato in questo tipo di oscillatore (v. fig.). Un ...
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Perseidi
Persèidi [Lat. scient. Perseides, der. del nome della costellazione del Perseo] [ASF] Sciame periodico di stelle cadenti il cui radiante è nella costellazione del Perseo, presso la stella η [...] Persei, visibile nei giorni intorno al 10 agosto (il popolo le chiama lacrime di S. Lorenzo), quando la Terra incrocia l'orbita della cometa di Tempel, apparsa per l'ultima volta nel 1862, dalla dissoluzione del nucleo della quale lo sciame deriva. ...
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Fisico inglese (Manchester 1891 - Cambridge 1974); allievo di E. Rutherford. Nel 1935 prof. a Liverpool; dal 1948 a Cambridge. Membro della Società reale inglese e direttore del laboratorio Cavendish di [...] della radiazione β emessa nei decadimenti radioattivi è continuo ed avere collaborato con E. Rutherford a ricerche sulla fisica del nucleo, scoprì nel 1932 una nuova particella elementare priva di carica elettrica, di massa circa uguale a quella del ...
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dimostrazione
dimostrazióne [Der. del lat. demonstratio -onis, dal part. pass. demonstratus di demonstrare "rendere manifesto", comp. di de- e monstrare "mostrare"] [FAF] (a) Argomentazione attraverso [...] proposizioni primitive. ◆ [FAF] D. a posteriori: in una teoria fisica, procedimento consistente nell'articolare opportunamente il nucleo delle proposizioni primitive in modo da ottenere una proposizione in accordo con determinate emergenze fattuali. ...
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Biochimica
Nome dei composti capaci di fissare un raggruppamento chimico che viene trasferito con reazione enzimatica da una molecola all’altra. In senso restrittivo si riferisce ai composti che funzionano [...] ; il FMN (flavinmononucleotide) e il FAD (flavinadenindinucleotide), nei quali il gruppo che funziona da a. di idrogeno è il nucleo della riboflavina; l’acido lipoico, in cui funziona da a. il ponte bisolfuro che viene ridotto. Essi costituiscono a ...
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Fisico (Berlino 1907 - Oxford, Oxfordshire, 1995); prof. di matematica applicata a Birmingham (1937-63), poi di fisica teorica a Oxford (1963-74) e infine (1974-77) a Seattle (univ. dello stato di Washington); [...] Hall anomalo, conduzione del calore nei cristalli non metallici, interazioni fononiche, diamagnetismo dei metalli), del nucleo (sistema neutrone-protone, reazioni e risonanze nucleari), della diffusione di particelle, delle interazioni "non locali ...
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Terra e spazio circumterrestre
Marcello Coradini
Maurizio Fea
Con la locuzione Terra e spazio circumterrestre ci si riferisce alla regione dello spazio che racchiude la Terra e in cui si risentono [...]
Le ipotesi sull'origine del campo magnetico sono quelle di una dinamo ad autoeccitazione. Questa dinamo sarebbe costituita dal nucleo terrestre, ricco di ferro fluido per il calore provocato da processi di decadimento radioattivo che ivi hanno luogo ...
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spettroscopia Settore della scienza che ha per oggetto lo studio degli spettri delle radiazioni elettromagnetiche e corpuscolari. Anche, più specificatamente, il metodo relativo alla produzione e all’analisi [...] . Così come la s. atomica ha indicato la presenza nell’atomo di una struttura (costituita dagli elettroni e dal nucleo) e la s. nucleare nel nucleo (costituita da protoni e neutroni), la s. adronica ha suggerito che il nucleone e più in generale gli ...
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Radiazione elettromagnetica di elevatissima frequenza (maggiore di circa 3‧1018 Hz, e quindi lunghezza d’onda inferiore a 10−10 m), i cui fotoni hanno energie maggiori di circa 10 keV. I raggi γ possono [...] livelli energetici nucleari; si accompagnano spesso alla radioattività naturale di tipo α e β e si manifestano in molte reazioni nucleari (➔ nucleo). I raggi γ di questo tipo, cioè di origine nucleare, hanno energie tra 10 keV e 10 MeV circa. Raggi ...
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nucleo
nùcleo s. m. [dal lat. nucleus, der. di nux nucis «noce»; propr. «gheriglio della noce, nòcciolo di un frutto»]. – 1. Genericam., la parte centrale di qualche cosa, in quanto appaia più compatta, e spesso anche differenziata strutturalmente,...
Active Galactic Nuclei
‹ä′ktiv ġëlä′ktik ni̯ùkliai› locuz. ingl. (propr. «nuclei galattici attivi»), usata in ital. come s. m. pl. – In astronomia, denominazione, di uso internazionale, dei nuclei galattici attivi, più comunem. indicati con...