tradizione Trasmissione nel tempo, da una generazione a quelle successive, di memorie, notizie, testimonianze; anche le memorie così conservate.
Antropologia
La nozione di t. è molto usata in etnologia [...] Il concetto di t. trova la sua origine e la sua giustificazione nel cristianesimo primitivo, nel mandato agli apostoli di predicare quanto Cristo aveva insegnato a tutti i popoli fino alla fine delmondo: di qui l’importanza dell’insegnamento orale ...
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sincretismo Incontro fra culture diverse che genera mescolanze, interazioni e fusioni fra elementi culturali eterogenei. L’ambito in cui maggiormente è applicato tale concetto è quello religioso e la storia [...] popoli più isolati esistono scambi e compenetrazioni di visioni delmondo e idee religiose: in molte religioni africane, per imposto, conserva solo ai margini del suo sistema elementi di origine indigena.
Nel caso del buddhismo, concentrato più su una ...
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Sostantivo greco (λόγος «parola, discorso, ragione»), variamente usato nel linguaggio filosofico e teologico.
Per il più antico pensiero greco, incline a non distinguere l’aspetto verbale dall’aspetto [...] l’abisso infinito che separa Dio e il mondo, è l’immagine di Dio, l’archetipo delmondo sensibile, la forza vitale che regge gli del l. come verità, luce e vita. Di origine ellenistica, ma carico di elementi orientali, è invece il concetto del ...
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Tendenza di una dottrina (religiosa, politica ecc.) a proporsi come valida per tutti gli uomini. antropologia Nei loro studi sulle differenze culturali tra gli esseri umani, gli antropologi si sono posti [...] loro storia, quali il buddhismo, le religioni misteriche delmondo antico, alcune formazioni settarie dello gnosticismo, vari indirizzi fuori delle terre di origine, sono di fatto rimaste circoscritte nell’ambito etnico-nazionale d’origine. I casi più ...
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In senso ampio, tutto ciò che arreca danno turbando comunque la moralità o il benessere fisico ed è perciò temuto, evitato, oggetto di riprovazione, di condanna o di pietà, di compassione ecc.
Filosofia
Il [...] del valore implica di necessità anche quella del disvalore, la concezione della totale razionalità delmondo sembra rendere inconcepibile l’esistenza del male. La soluzione del problema del ’umanità, al peccato delle origini, che ha lacerato l’ordine ...
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settimana Periodo cronologico di sette giorni, suddivisione in originedel mese lunare, che nei paesi cristiani e anche presso molti altri popoli ha inizio con il lunedì e termina con la domenica successiva [...] calendario, è diffusa in tutte quelle parti delmondo in cui la civiltà giudaico-cristiana o quella islamica di Mercurio, di Giove, di Venere, di Saturno, del Sole. Questa s. astrologica d’origine caldea si diffuse nell’Impero romano intorno al 1° ...
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Fondatore della religione detta dal suo nome manicheismo (Mardinu o Afrunya, Mesopotamia, 216 - Gundēshāhpuhr 277). Nel suo paese natale, crocevia delle più diverse fedi, venne a contatto con i vari elementi [...] la materia, lo spirito demoniaco, Satana. Prima che il mondo sensibile avesse origine, avevano già una loro realtà i due principi della luce e delle tenebre, considerati coeterni. La creazione delmondo fisico e della prima coppia umana è vista come ...
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Veda Complesso di testi sacri da cui prende nome la più antica religione delle popolazioni arie dell’India (vedismo), da cui successivamente si svilupperà l’induismo. I V. sono compresi in 4 raccolte (saṃhitā), [...] raccolta originale, al pari del Ṛgveda, ma pervasa da elementi nuovi che tradiscono un’origine popolare, quali credenze e mezzi ). L’ordine delmondo è difeso al secondo livello, con la forza del combattimento di Indra contro le potenze del caos. Al ...
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Martire e scrittore cristiano (n. Flavia Neapolis, od. Nabulus - m. Roma 165 circa). Ritenuto il maggiore apologista cristiano greco del II sec., fondò una scuola di dottrina cristiana e fu maestro itinerante [...] la dottrina del Logos (ragione-verbo): esso è come "disseminato" (λόγος σπερματικός, termine d'origine stoica) in in Gesù Cristo. Questo Logos fu strumento e mezzo per la creazione delmondo; esso è, accanto a Dio Padre, di cui G. vuole salvare ...
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Comunità religiosa della Mesopotamia meridionale e delle regioni limitrofe dell’Iran; professa e pratica il mandeismo, che può considerarsi l’unica forma ancora vivente di gnosticismo e che perciò presenta [...] e di creare forme di esistenza. Poiché la parte corporea dell’uomo è opera del demiurgo, decaduto dal mondo della Luce, e l’anima trae invece autonomamente origine dal mondo della Luce, si pone il problema della salvezza dell’anima, che deve far ...
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mondo2
móndo2 s. m. [lat. mŭndus (voce d’incerta origine), che designò dapprima la volta celeste e i corpi luminosi che la popolano, poi la Terra e i suoi abitanti, assumendo poi, nel linguaggio della Chiesa, anche un sign. più ristretto,...
mondo1
móndo1 agg. [lat. mŭndus]. – 1. a. non com. Netto, pulito: chi vuol la casa m., non tenga mai colomba (prov. tosc.). Ant., limpido, schietto, puro, che non contiene sostanze eterogenee: Tutte l’acque che son di qua più monde, Parrìeno...