LEBER, Thedor
Agostino Palmerini
Oftalmologo, nato a Karlsruhe (Baden) il 29 febbraio 1840, morto a Heidelberg il 17 aprile 1917. Si laureò in Heidelberg nel 1862, proseguì gli studî a Vienna, a Berlino, [...] , nel 1890 a Heidelberg.
Sono molto importanti i suoi studî sulla circolazione dell'occhio, sui caratteri fisio- e anatomopatologici del pigmento retinico; è nota come malattia di Leber l'atrofia dei nervi ottici provocata da lue ereditaria. Fu tra i ...
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Primo elemento di parole composte, derivate dal greco o formate modernamente soprattutto nel linguaggio scientifico, che significa genericamente «verghetta, bastoncino, bacchetta». In termini medici ha [...] Distruzione del tessuto muscolare striato determinata da cause varie; la forma acuta ricorrente è caratterizzata dalla comparsa di pigmento muscolare nelle urine, spesso a seguito di uno sforzo fisico. Rabdomiogenico Si dice di tumore che si origina ...
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L’involucro continuo che riveste tutto il corpo dei Vertebrati e che, in corrispondenza delle aperture naturali di esso, continua nelle membrane mucose che tappezzano le cavità comunicanti con l’esterno. [...] : ha cellule di forma prismatica e, frammiste a queste, altre rotondeggianti od ovalari, ricche di pigmento (cellule melanogene). Il pigmento può trovarsi anche in cellule di forma diversa: cellule dendritiche e spinose. Nel derma si distinguono ...
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zinco Elemento chimico, metallo di colore bianco azzurrastro, che all’aria si ricopre di uno strato sottile di carbonato basico.
Chimica
Caratteri generali
Lo z. appartiene al gruppo II B del sistema [...] in acqua. Si ottiene per riscaldamento di una miscela di fosfato ammonico e di un sale di zinco. Si usa come pigmento.
Sali di z. con acidi grassi I più noti sono l’oleato, il linoleato, il palmitato, lo stearato. Generalmente cristallini, bianchi ...
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MALATTIA (probabilmente astratto da malehabitus "malato"; fr. maladie; sp. enfermedad; ted. Krankheit; ingl. disease)
Guido Vernoni
Occorre delimitare il concetto di "malato", da quello più esteso di [...] anomala, costituiscono "deformità", ma non necessariamente malattie; lo strabismo, la ptosi, le dita soprannumerarie, anomalie del pigmento (come l'albinismo), della crescita (come il nanismo) e una quantità di altre affezioni ereditarie non ...
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Si dà il nome di cloasma a una chiazza di color bruno più o meno estesa, permanente, della pelle, più frequentemente del viso. È frequente nella malaria, nel carcinoma, in individui cachettici. Ma il più [...] dello strato malpighiano dell'epidermide. Rapidamente scompare dopo il parto; è più spiccato nelle donne a tipo bruno. La pigmentazione si verifica anche sulle mammelle, la linea alba, la cicatrice ombelicale, e i genitali esterni. Sembra sia in ...
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Liquido giallo più o meno scuro, vischio;so e filante, secreto dal fegato, indispensabile per la digestione e l’assorbimento intestinale dei grassi e per l’eliminazione dei prodotti di degradazione dell’emoglobina. [...] un prodotto di ossidazione della biliverdina. Da calcoli biliari, e anche da feci e urine patologiche, viene isolato un pigmento scuro, la bilifuscina.
La bilicoltura è un metodo di studio batteriologico della b., rivolto a rilevare la presenza di ...
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Genere di Sporozoi Emosporidi parassiti endocellulari del sangue di diversi Vertebrati, tra cui l’uomo. Comprende circa 50 specie, parassite di Uccelli e trasmesse dalle zanzare dei generi Anopheles o [...] terzana benigna limitata a certe località dell’Africa e dell’Asia. Queste specie utilizzano l’emoglobina trasformandola nel pigmento emozoina. La schizogonia avviene nel sangue periferico ma anche, specialmente nelle fasi iniziali dell’infezione, nei ...
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Genetista statunitense (Wahoo, Nebraska, 1903 - Pomona 1989); prof. dal 1936 al 1946, nelle univ. Harvard e Stanford; dal 1946 al 1961 prof. di biologia e direttore della divisione di biologia dell'Institute [...] questo insetto operino attraverso la sintesi di enzimi catalizzatori delle reazioni chimiche che portano alla formazione del pigmento oculare. È stato l'iniziatore delle ricerche genetiche e biochimiche sulla muffa Neurospora, scoprendo, insieme con ...
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Ente fisico cui è dovuta l’eccitazione nell’occhio delle sensazioni visive, cioè la possibilità, da parte dell’occhio, di vedere gli oggetti. Si distingue generalmente la l. naturale, emessa da una sorgente [...] dei geni. I fenomeni di fotomorfogenesi dipendono da reazioni fotochimiche e comportano l’esistenza di una sostanza colorata (pigmento) che assorbe le radiazioni luminose di lunghezza d’onda efficace per essi; tali fenomeni comportano anche relazioni ...
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pigmento
pigménto s. m. [dal lat. pigmentum, der. del tema di pingĕre «tingere, dipingere»]. – 1. Nome generico di sostanze colorate insolubili che, disperse in mezzi acquosi o oleosi, sono capaci di colorare per sovrapposizione, cioè di ricoprire...
pigmentare
v. tr. [der. di pigmento] (io pigménto, ecc.). – Conferire una colorazione mediante pigmenti (o come opera dei pigmenti); più com. l’intr. pron. pigmentarsi, assumere una particolare colorazione per effetto di un pigmento.