Retribuzione del lavoratore subordinato, in particolare dell’operaio.
Definizione e tipologie
Nel linguaggio economico, a differenza che nel linguaggio giuridico e comune, s. è la remunerazione del lavoro [...] di quel periodo che gli economisti classici formularono le loro pessimistiche teorie del s. e che K. Marx elaborò la sua teoria sul plusvalore (➔). Il s. naturale, per A. Smith e D. Ricardo (o il s. necessario, secondo J.S. Mill), è infatti il minimo ...
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Laura Pagani
Nell’accezione comune, retribuzione del lavoratore subordinato. Nel linguaggio giuridico, il s. è la retribuzione oraria corrisposta agli operai, in contrapposizione allo stipendio, che indica invece la retribuzione mensile di competenza degli impiegati, quadri e dirigenti. Nel linguaggio ... ...
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Nel linguaggio economico s. è la rimunerazione del lavoro in genere, il prezzo del lavoro, subordinato o indipendente, manuale o di concetto. Il termine s. comprende quindi oltre al s. dell’operaio, la paga del bracciante, lo stipendio dell’impiegato, l’onorario del professionista, il compenso per prestazioni ... ...
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Giulia Nunziante
Il compenso per il lavoro
Il salario è il prezzo pagato dall’impresa al lavoratore in cambio del suo lavoro. L’entità del salario dipende da molti fattori, ma in sintesi si può dire che sia determinata dalla domanda e dall’offerta di lavoro. Il salario è quindi il ‘prezzo’ del lavoro; ... ...
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Ester Capuzzo
(XXX, p. 493; App. II, II, p. 771; III, II, p. 648)
Sul piano lessicale è ricorrente la confusione che si registra a diversi livelli, da quello legislativo a quello giurisprudenziale, a quello sindacale, aziendale e contrattuale, circa i termini s. e stipendio, riferibili il primo alla ... ...
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(XXX, p. 493; App. II, 11, p. 771)
Luigi RUSSU
S.
L'azione sindacale e l'intervento dello Stato, intendendo essi determinare una distribuzione della ricchezza diversa da quella posta in essere dal semplice e libero giuoco delle forze individuali, hanno provocato una graduale revisione del concetto ... ...
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(XXX, p. 493)
Dino MARCHETTI
La determinazione del salario e delle altre condizioni di lavoro non avviene più, nell'epoca attuale, su un piano individuale, ma su un piano collettivo: il salario, cioè, viene fissato in stipulazioni che intervengono fra associazioni di lavoratori, da un lato, e associazioni ... ...
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(fr. salaire; sp. salario; ted. Lohn; ingl. wage)
Augusto GRAZIANI
Giovanni MIELE
Il salario è la retribuzione dell'operaio, cioè di chi impiega produttivamente la propria attività e non dispone né della terra, né dei capitali. Egli cede la propria forza di lavoro all'imprenditore, che raccoglie ... ...
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Economia
Definizioni
Capacità di un bene di soddisfare un bisogno, ma anche, nel senso più comune di v. di scambio, il prezzo relativo del bene stesso, cioè la sua capacità di acquistare altri beni. V. [...] del v. dei mezzi di produzione impiegati (capitale costante), del v. della forza lavoro (capitale variabile) e del plusvalore creato nel processo produttivo.
Numerose critiche sono state portate alla teoria classica del v., e in particolare alla ...
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REFERENDUM
Giulio M. Salerno
Ester Capuzzo
(XXVIII, p. 976; App. II, II, p. 674; App. IV, III, p. 185)
Successivamente alla tardiva legge di attuazione della disciplina costituzionale dei r. popolari [...] dev'essere sempre esercitata "nei limiti e nelle forme della Costituzione", il r. abrogativo ha talvolta acquistato un certo plusvalore non solo rispetto alla posizione che il r., per la Costituzione, dovrebbe avere nel sistema delle fonti di diritto ...
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Impiegati e funzionari
Martin Baethge
Problemi di definizione e prospettive
Come dimostra la storia dell'espressione 'colletti bianchi', la categoria impiegatizia costituisce un oggetto di studio relativamente [...] che oggi classifichiamo come impiegati svolge, secondo Marx, un lavoro improduttivo, ossia un lavoro che non produce plusvalore; egli li definisce "salariati commerciali del capitale". Dal punto di vista funzionale, si tratta di lavoratori dipendenti ...
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Diritto
Diritto civile
Modo di acquisto della proprietà a titolo originario (art. 923 e s. c.c.). Consiste nella materiale apprensione di una cosa mobile che non sia di proprietà di alcun soggetto (cosiddetta [...] dalla presenza di una disoccupazione mantenuta appositamente dai capitalisti (esercito industriale di riserva) per estrarre il plusvalore dalla classe lavoratrice.
Nel modello neoclassico la sostituibilità dei fattori produttivi (capitale e lavoro) e ...
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Codice dei beni culturali e del paesaggio
Il Codice dei beni culturali e del paesaggio è contenuto nel d. legisl. 22 genn. 2004 nr. 42, emanato in attuazione dell'art. 10 della legge delega 6 luglio 2002 [...] secondo la quale la loro capacità di produrre reddito non sia fine a sé stessa bensì costituisca un plusvalore strumentale al rinvigorimento e alla dilatazione della tutela. La subordinazione della valorizzazione alla tutela è del resto espressamente ...
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Il tema dei d. è stato trattato nella Enciclopedia Italiana, nelle voci dichiarazioni dei diritti (XII, p. 760) firmata da G. Solazzi, e diritti umani nell'App. II (i, p. 786), redatta da G. Capograssi. [...] deboli - al di là di ogni possibile opposizione tra d. concessi e d. rivendicati - abbia dimostrato un plusvalore etico del diritto positivo rispetto al diritto naturale, componendo un'immagine di solidarietà umana assolutamente non raggiungibile a ...
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Giuseppe Corasaniti
Abstract
Tra le operazioni straordinarie, caratterizzate da un’ampia eterogeneità, rientrano fattispecie prevalentemente riorganizzative, e, talvolta, anche realizzative.
Le principali [...] o minusvalenze né conseguimento di ricavi per i soci della società scissa».
Da ciò consegue che l’eventuale plusvalore latente della partecipazione sostituita si trasferisce su quella ricevuta; tale regime conosce l’eccezione del conguaglio in ...
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ARTIGIANI
Bartolomé Bennassar e Mauro Ridolfi
Storia
di Bartolomé Bennassar
Introduzione
Qualunque sia la definizione di artigianato che si voglia considerare, due fatti sembrano innanzitutto incontestabili: [...] che se il lavoro salariato non eccede quello del nucleo familiare dell'imprenditore si ha sì estrazione di plusvalore, ma non in misura caratterizzante e l'impresa resta artigiana.
Una definizione marxista rigorosa dell'impresa artigiana non ...
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Legalità, principio di
Pier Paolo Portinaro
Introduzione
Principio di legalità è un'espressione tecnica del linguaggio giuridico, in base alla quale si designa la subordinazione dei poteri pubblici [...] materiali dall'abuso di un legislatore ordinario che gode, con il controllo dell'apparato statale, di un "plusvalore politico addizionale". Tuttavia né lui né Hauriou appaiono disposti a riconoscere il controllo di costituzionalità delle leggi da ...
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plusvalore
plusvalóre s. m. [comp. del lat. plus «più» e dell’ital. valore, calco del ted. Mehrwert, che è stato tradotto talora anche con più valore]. – 1. Lo stesso che plusvalenza. 2. Nel pensiero marxiano, grandezza che esprime la valorizzazione...
plus
avv., lat. – Latinismo usato talora (anche per imitazione dell’uso ingl. e ted.) invece dell’equivalente ital. più per indicare un’eccedenza, un incremento o sim., o per indicare il segno di +; con funzione aggettivale entra inoltre in...