SPADOLINI, Giovanni
Fulvio Conti
– Nacque a Firenze il 21 giugno 1925 da Guido e da Lionella Batisti.
Il padre, pittore e incisore, allievo di Tito Lessi, insegnò all’Accademia delle arti del disegno [...] riemergere dei contrasti fra DC e PSI portò alla caduta anche di questo secondo governo e fece sì che tali riforme restassero senza attuazione. Due mesi prima, in settembre, era stato assassinato a Palermo il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, che ...
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DE ANGELIS, Pietro
Paolo Scarano
Di flamiglia medio borghese, nacque a Napoli il 20 giugno 1784. Ci è noto il nome del padre, Francesco, ignoriamo quello della madre e quello di una sorella alla quale [...] di smarrimento degli unitari, preoccupato dei progressi dei federalisti, si comportò di conseguenza: cessò di sostenere la politica riformista per impegnarsi in quella autoritaria di J. M. de Rosas. Collaborò alla Gaceta mercantil, fondò nel 1829 il ...
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PANNELLA, Giacinto, detto Marco
Massimo Teodori
Nacque a Teramo il 2 maggio 1930 da Leonardo (1898-1986), ingegnere proveniente da una famiglia della borghesia agraria, e da Andrée Estachon (1900-1983), [...] il divorzio, il giovane leader radicale, insieme a Mauro Mellini, ritenne che i tempi fossero maturi per puntare su una riforma che non era stata mai introdotta in tutta la storia dell’Italia unita. In seguito alle iniziative popolari della Lega ...
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Nacque il 18 aprile 1920 nel rione di San Jacopino a Firenze.
Figlio unico di Ida Poggesi, casalinga, e Carlo Gozzini, ragioniere di banca alla Federico del Vecchio, entrambi di appartenenza cattolica. [...] dei costi della gestazione condotta a termine a carico dello Stato; il ruolo che rivestì nell’approdo alla legge 663 sulla riforma carceraria del 1986 (che porta non a caso il suo nome), andata in porto dopo lunghi anni di soprusi e negazione ...
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COSTA (Costa di Arignano), Vittorio Gaetano
Oreste Favaro
Nacque in Torino il 10 marzo del 1737 da Carlo Maria detto il conte di Arignano deceduto nell'anno 1755 mentre era governatore di Cuneo, e da [...] carità, il lavoro e l'utilità sociale.
L'attenzione del C. ai problemi sociali ebbe pure un riflesso nella riforma religiosa. Nelle visite pastorali delle compagnie e confraternite e negli statuti sinodali che le riguardano egli ridimensiona le spese ...
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Nata a Imola il 2 luglio 1866 da Nicola e da Geltrude Galassi, venne allevata da uno zio materno, prima a Bologna (1873), poi a Piacenza, quindi a Parma (1881), dove studiò legge e frequentò i giovani [...] della F.N.L.T., il 20 ott. 1912, delegava la B. a raccogliere dati. Fu perciò anche nel senso del colpo inferto alle "riforme civili e sociali" che il consiglio nazionale della C.G.d.L. del 2-5 apr. 1912, con l'ordine del giorno D'Aragona, emendato ...
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SARACENO, Pasquale
Leandra D'Antone
SARACENO, Pasquale. – Nacque il 14 giugno 1903 a Morbegno tra i monti della Valtellina, da padre siracusano e madre casertana conosciutisi, per una mobilità legata [...] quelle private. Le sue idee trovarono riscontro nei propositi della Democrazia cristiana e di una parte della cultura riformista laica cresciuta all’IRI, Ugo La Malfa in testa, di assecondare il cambiamento ritenuto ineluttabile del capitalismo verso ...
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PISA, da
Alessandra Veronese
PISA, da. – I da Pisa traggono origine da due banchieri perugini, Matassia di Sabato e suo figlio Vitale, attivi con certezza almeno dal 1393 nella città toscana (dove a [...] ) e nel settore della compravendita di titoli mobiliari; partecipò alla vita politica fiorentina da posizioni vicine al socialismo riformista.
Più significative le vicende dei discendenti di Zaccaria Pisa (sposato a Venturina Finzi), Luigi Israele e ...
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VIVARELLI, Roberto
Roberto Pertici
– Nacque a Siena l’8 dicembre 1929, figlio di Lavinio (1900-1942), avvocato, e di Bianca Margherita Cosci, insegnante; ebbe un fratello maggiore, Piero (v. la voce [...] vincitori dalle urne, quello popolare e, soprattutto, quello socialista. Al cui interno non esisteva alcuna forza genuinamente ‘riformista’, perché anche il socialismo di Filippo Turati non era disposto a farsi carico della gestione e dello sviluppo ...
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SIGHELE, Scipio
Maria Pia Bigaran
SIGHELE, Scipio. – Nacque a Brescia il 24 giugno 1868 da Gualtiero e da Angelica Pedrotti.
La famiglia era di origine trentina, un’appartenenza risalente al capostipite [...] ’ambiente in senso lato come un fattore determinante e, mosso da intenzioni progressiste, ne fece discendere la necessità di riformare il diritto. Osservò come, di fronte ai sempre più frequenti atti criminosi commessi da entità collettive, i giudici ...
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riformista
s. m. e f. e agg. [der. di riforma] (pl. m. -i). – Fautore di riforme; sostenitore o seguace del riformismo: i r. del sec. 19°; prìncipi r.; partiti r.; socialisti r., nel socialismo italiano delle origini (gli appartenenti alla...
riforma
rifórma s. f. [der. di riformare]. – 1. Modificazione sostanziale, ma attuata con metodo non violento, di uno stato di cose, un’istituzione, un ordinamento, ecc., rispondente a varie necessità ma soprattutto a esigenze di rinnovamento...