MEINI, Giuseppe
Domenico Proietti
– Nacque a Firenze, nel sobborgo di S. Maria al Pignone, il 19 marzo 1810, da Francesco e Maddalena Lazzeri, in una famiglia di umili condizioni (la madre era cantante, [...] accolte le versioni già completate (e rimaste manoscritte, cfr. Lasinio, p. 20) di Protagora, Eutidemo, Teeteto e Sofista.
Per le sue molteplici attività il M. ebbe diversi riconoscimenti: fu professore onorario dell’Università di Siena, membro dell ...
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grammatica
Franco De Renzo
Le norme che regolano una lingua
Nell'opinione di molti la grammatica rappresenta una parte dello studio della lingua, spesso fatta di faticosi esercizi o di regole da imparare [...] , continuata poi con gli studiosi latini. Tra i primi a occuparsi di nozioni grammaticali furono filosofi come il sofista Protagora, che individuò i generi (ne distingueva tre: maschile, femminile e "inanimato") e Aristotele, che distinse due classi ...
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TOSCANELLA, Orazio
Carlo Alberto Girotto
– Nacque attorno al 1520, da Giovanbattista. Il nome della madre non è noto, come non si conosce il luogo di nascita, né quello di origine della famiglia: forse [...] a «stare undici mesi senza guadagnare un soldo, con nove bocche sulle spalle», come scrisse negli Esercitii di Aftonio sofista (1578, p. 7), ebbe il solo sollievo di alcuni donativi da parte della famiglia Foscari.
Rientrato a Venezia, riprese ...
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Gli Arabi, dopo la conquista dell'Egitto (641 d. C.), chiamarono gli abitanti del paese, allora quasi tutti cristiani, passati poi per la stragrande maggioranza all'Islām: Qibṭ, Qubṭ "onde copti", "cofti". [...] monofisita con quella trinitaria si ebbe nel triteismo, dottrina sviluppatasi specialmente in Egitto per opera del sofista alessandrino Giovanni Filòpono, e che, dall'identificazione, stabilita dai monofisiti, tra natura individuale ed ipostasi ...
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Fu già definita (Aristot., Poet., 21; Cicer., Orat, 94; Quintil., IX, 2, 46) una metafora continuata; e veramente, a considerarla nei termini stretti, ha una fondamentale attinenza con l'espressione metaforica [...] solo si poteva spiegare la favola del "ringiovanimento" da lei operato (Stob., Floril., 29, 92). Tale indirizzo continua nella sofistica cinico-stoicizzante del sec. I d. C., e il principale rappresentante ne è Dione Crisostomo (40-130 d. C.) con ...
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Uno dei maggiori rappresentanti della più antica filosofia greca. Nacque, secondo testimonianze quasi unanimi, in Abdera. Però regnano incertezze sia sulla data della nascita (fra il 470 e il 457 a. C.) [...] non è improbabile che l'atomista derivasse quella concezione dal sofista, pure nato in Abdera e più anziano di lui. nel movimento di pensiero che ha per rappresentanti i sofisti e Socrate. L'atomismo, interpretando eleaticamente il pluralismo ...
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L’opera apologetica di Eusebio di Cesarea
Sébastien Morlet
Eusebio è in primo luogo un erudito cristiano e un apologista. La sua opera – composta mentre si giungeva a un punto di svolta nella storia [...] , per semplificare) contro le critiche che Marcello indirizza contro Paolino di Tiro, Eusebio di Nicomedia, Asterio il Sofista, Eusebio stesso.
Le altre opere apologetiche di Eusebio non si presentano come opere polemiche: per quanto l’autore ...
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Tabu
Carmela Pignato
Origini e significati del concetto
Approdato a Tongatapu (isole Tonga) nel corso del suo primo viaggio nel Pacifico (1768), il capitano James Cook si era imbattuto nell'insolito [...] (v. Maranda e Maranda, 1970). Anche i termini 'puro' e 'impuro' si prestano a distorsioni e forzature. Già nel Sofista platonico (226 b-e) la nozione di kàtharsis viene inizialmente utilizzata nel suo significato corporeo ('purga') e successivamente ...
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BONGHI, Ruggiero
Pietro Scoppola
Nacque a Napoli il 21 marzo 1826 da Luigi, avvocato di origine bergamasca, e da Carolina de Curtis. Morto il padre nel 1836, il B. fu educato dal nonno materno Clemente [...] felicissima vena oratoria per cui Francesco D'Ovidio lo avvicinò a Cicerone, ma che lo ha fatto anche giudicare un sofista per la capacità di sostenere tesi opposteuna certa superficialità e volubilità d'interessi che lo portò ad abbandonare i temi ...
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Conoscenza umana tra verità e scetticismo
Massimo Dell’Utri
Nuove idee su un vecchio problema
Che cosa si debba intendere per conoscenza, quali ne siano le fonti e quali i metodi per ottenerla sono [...] è «quello che dice gli enti come sono», mentre il discorso falso è «quello che dice gli enti come non sono»; e così nel Sofista (263b). Aristotele, in un celebre passo della Metafisica (IV, Γ, 1011b), sostiene che «dire che ciò che è non è e ciò che ...
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sofista
s. m. e f. [dal lat. sophista, gr. σοϕιστής, der. di σοϕίξεσϑαι; v. sofisma] (pl. -i). – 1. Filosofo appartenente alla scuola sofistica presocratica (v. sofistica): Gorgia e Protagora furono i più celebri sofisti. Nelle università...
sofistica
sofìstica s. f. [femm. sostantivato dell’agg. sofistico (cfr. lat. tardo sophistĭce, gr. σοϕιστική, sottint. τέχνη «arte, scienza»)]. – 1. Movimento filosofico, e più ampiamente etico e culturale, affermatosi nella Grecia antica,...