῾IRĀQ
Pier Giovanni Donini
Guido Valabrega
Daniela Amaldi
Giorgio Gullini
Giovanni Curatola
Maria Luisa Zaccheo
Angela Prudenzi
(XIX, p. 528; App. I, p. 737; II, II, p. 63; III, I, p. 892; IV, [...] dall'analisi delle tracce delle trasformazioni apportate dall'uomo all'ambiente. Sono passati in secondo piano il a quelle islamiche), e attualizzi un linguaggio artistico universale, moderno e personale. Tale ricerca e la difficoltà che tale percorso ...
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Regia
Teatro
di Antonio Audino
Il termine regia continua a essere centrale nella riflessione contemporanea sul teatro. Per quanto di recente acquisizione (e, peraltro, di uso esclusivamente italiano), [...] tentativo di trascrivere tutto quello che passa sul fisico dell'uomo, come la nascita e la morte, ma anche la guerra l'uso del piano-sequenza (figura espressiva tipica del cinema moderno che fa a meno dei nessi narrativi del montaggio proponendo una ...
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Il problema della c., nei suoi fondamenti teorici, è venuto assumendo nuova importanza, in rapporto sia alla crisi del tradizionale concetto di Stato, sia ai processi di globalizzazione. Come notava Z. [...] società del principio di scelta per un solo uomo, e successivamente della messa in opera di questa nostalgia di una c. che non c'è mai stata e, in esso, la modernità è il progetto di una c. impossibile; di ciò il comunismo è la testimonianza estrema ...
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ILLUMINISMO (ted. Aufklärung)
Federico Chabod
Con questo termine si suol designare quel movimento spirituale che s'inizia già nella prima metà del'sec. XVII, ma che giunge al suo pieno sviluppo nell'Europa [...] della trionfale vita delle scienze cosiddette esatte nel pensiero moderno.
Com'è ovvio, l'influsso non si limitava a a un amico, nel 1766, il signor di Voltaire; non l'uomo della strada, non l'operaio o il contadino dev'essere educato e istruito ...
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RAZZISMO
Alfonso Maria di Nola
(App. II, II, p. 669)
Il termine, entrato nell'uso comune negli ultimi sessant'anni, definisce anzitutto una posizione ideologica che, fondata su una grande varietà di [...] è né Gentile né Ebreo, né barbaro né Scita, né schiavo né uomo libero, ma il Cristo è tutto in tutti" (Paolo, Ai discrimination in Britain, Londra 1986; La teoria della razza nell'età moderna, a cura di G. Gliozzi, Torino 1986; F. Castradori, Le ...
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Il concetto di capitalismo è stato introdotto nelle discussioni economiche dalla critica socialista. Il Sismondi rappresentava l'immiserimento crescente, le crisi, la disoccupazione, quali effetti della [...] il diritto di lavorare è proclamato proprietà d'ogni uomo e proprietà la più sacra e più imprescrittibile di La Morphologie sociale, Bruxelles-Parigi 1905; G. Volpe, Il moderno capitalismo, in Raccolta di scritti storici in onore del prof. Romano ...
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Sotto il nome di biologia in senso estensivo si comprendono tutte le scienze della vita; in senso stretto, con questo nome si è indicata poi la scienza dei costumi degli animali (ecologia) e delle condizioni [...] La morfologia può essere comparata o umana, se tratta dell'uomo singolarmente. La citologia, l'istologia e la organologia sono tre , opera per qualche tempo dimenticata e rimessa in onore dai moderni (v. mendelismo).
Il Nillson, il De Vries e il ...
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. Dopo la promulgazione, da parte del Concilio Vaticano II, del decreto sull'e. Unitatis redintegratio nel 1964, il movimento ecumenico si è trovato a dover affrontare le prove difficili di un periodo [...] effetti che ebbe sulla concezione occidentale, soprattutto protestante, dell'uomo e della società: la frammentazione della Chiesa e della società, nel passaggio dal mondo medievale a quello moderno, anziché ricomporsi, si fece infatti più profonda e ...
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Botanica. - Questa parola fu proposta nel 1866 da E. Haeckel (Gen. Morph. der Organismen, Jena 1866, I, p. 238 e II, p. 286) per indicare la parte della fisiologia che si occupa delle funzioni di relazione [...] andare soggetto a degradazioni e in questo lavorio l'uomo ha forse la parte più importante. In conclusione, le se si vuole, la fitosociologia, della quale il primo trattato moderno è quello di Eugenio Warming (1899), che ebbe parecchie traduzioni ...
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PARTITO
Felice Battaglia
. Un naturale istinto di lotta domina l'umanità pur nel suo stato sociale. Gli uomini si riuniscono in gruppi, si creano dei capi, si dànno una gerarchia, ma, incontrando altri [...] fazioni e partiti. Si dice che solo il mondo moderno conosce i partiti, presupponendo questi un ambiente di libertà partiti dovrebbero rispondere a naturali esigenze, corrispondendo alle età dell'uomo; nonché quella di E.S. Stahl, che vuole spiegare ...
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moderno
modèrno agg. e s. m. [dal lat. tardo modernus, der. dell’avv. modo «or ora, recentemente»]. – 1. a. Che appartiene o si riferisce al nostro tempo o ai tempi più vicini a noi: idee, usi, costumi m.; le m. istituzioni; i m. ritrovati...
uomo
uòmo (ant. o pop. òmo) s. m. [lat. hŏmo hŏmĭnis] (pl. uòmini [lat. hŏmĭnes]). – 1. a. Essere cosciente e responsabile dei proprî atti, capace di distaccarsi dal mondo organico oggettivandolo e servendosene per i proprî fini, e come tale...