È un glicoside (C37H56O18) che costituisce insieme con l'elleborina il principio attivo degli ellebori, piante appartenenti alla famiglia delle Ranunculacee. Due sono le specie officinali, l'Helleborus [...] e anche contro la pazzia: rinomato era l'elleboro dell'isola d'Anticira. L'elleboreina, che è un forte veleno cardiaco d'azione simile a quella della digitale, è contenuta nel rizoma della pianta. Negl'istituti scientifici l'elleboreina viene ...
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VIGANI, Giovanni Francesco
Antonio Clericuzio
– Nacque a Verona intorno al 1650. Nulla è noto della sua famiglia e della sua educazione.
Si può supporre che non abbia seguito un regolare corso di studi, [...] miniere, raccolse erbe e minerali e acquisì competenze chimiche e mediche. Nel 1671, a Parma, vide un ciarlatano ingoiare del veleno di vipera e, in un non meglio definito laboratorio, osservò l’estrazione di acqua e olio dal residuo fisso della ...
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Figlio primogenito (n. 1389 - m. Milano 1412) di Gian Galeazzo, successe al padre a quattordici anni, sotto la reggenza della madre Caterina, nelle più drammatiche condizioni del suo stato, minacciato [...] con l'aiuto di F. Barbavara, assunse personalmente il potere (1404) imprigionando la madre che morì dopo poco, pare per veleno, senza per questo porre rimedio all'anarchia. Si appoggiò allora alla fazione ghibellina creando governatore di Milano il ...
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GIOVANNA II d'Angiò, regina di Napoli
Romolo Caggese
Nacque da Carlo III e da Margherita di Durazzo nel 1371. Sorella di Ladislao, sposò, giovanissima, Guglielmo d'Asburgo, e quando, nel 1406, ne rimase [...] viveva in letizia di facili amori quando, morto in Perugia Ladislao, il 6 agosto 1414, non senza sospetto di veleno che gli sarebbe stato propinato dagli agenti della Repubblica fiorentina, G. venne chiamata a prendere il posto così fortemente tenuto ...
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NOGUCHI Hydeyo
Agostino Palmerini
Patologo e batteriologo giapponese, nato a Okinamura (Fukushima) il 24 novembre 1876, morto ad Accra (Africa, Costa d'Oro) il 21 maggio 1928. Si laureò nel 1897 a Tōkyō [...] nella commissione per la peste in Cina e in Manciuria. Successivamente a Filadelfia, assistente di S. Weir Mitchell, studiò il veleno dei serpenti, poi lavorò nell'Istituto sierologico di Copenaghen diretto da S. Weir Mitchell, da ultimo in quello di ...
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Serpenti della famiglia dei Colubridi, sprovvisti di denti solcati, e ritenuti, in passato, del tutto innocui. L'esistenza di ghiandole boccali velenose è stata però, di recente, riscontrata in numerose [...] Aglifi. Queste, pur non possedendo denti differenziati e funzionanti da veri apparecchi inoculatori, come quelli dei serpenti velenosi tipici, possono attraverso le ferite multiple prodotte dai comuni denti, far penetrare nei tessuti della vittima il ...
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Canonico (m. 1154) e tesoriere del capitolo della cattedrale di York (1130); la sua elezione (1142) ad arcivescovo, approvata da Innocenzo II, fu contrastata, sotto l'accusa di simonia e d'ingerenza del [...] i suoi autorevoli avversarî, dal ritiro penitente di Winchester fu riportato in sede (1154) da Anastasio IV; gli oppositori furono accusati d'averne provocata la morte con il veleno due mesi dopo. Onorio III lo dichiarò (1226) santo. Festa, 8 giugno. ...
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Poeta greco, vissuto verso la fine del sec. II a. C. Non abbiamo dirette notizie della sua vita, ma probabilmente ha valore cronologico la serie canonica dei bucolici, nella quale si trova per ultimo. [...] , e la predilezione che il poeta dimostra per la leggenda di Galatea, tanto cara ai Siciliani. Che sia morto di veleno pare accennato in alcuni versi dell'Epitafio (116 segg.). Si dedicò particolarmente al genere bucolico e le sue poesie furono ...
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Conte (n. 1220 circa - m. Roma 1258) di Casalecchio, appartenente a una nobile famiglia bolognese, per la sua fama di equità fu chiamato a Roma e nominato senatore; nel triennio della sua carica (1252-55) [...] nuovo pontefice Alessandro IV e dei nobili, che lo imprigionarono. Liberato (1256), ritornò a Roma dopo un'insurrezione popolare, riprendendo con decisione anche maggiore la propria politica antinobiliare (1257). Morì l'anno dopo, forse per veleno. ...
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PHISALIX, Césaire
Edoardo Zavattari
Nato a Mouthier (Doubs), l'8 ottobre 1852, morto a Parigi il 16 marzo 1906. Medico militare, nel 1884 lasciò l'esercito per assumere la carica di professore supplente [...] , anatomia e fisiologia comparata, patologia, microbiopatologia; ma la sua fama è dovuta soprattutto ai numerosissimi studî sul veleno degli animali, in particolare dei serpenti, alla conoscenza del quale diede un vasto contributo di alto valore ...
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veleno
veléno (poet. venéno) s. m. [lat. venēnum, prob. affine a Venus «Venere», e quindi con il senso originario di «filtro amoroso»]. – 1. a. Sostanza di origine esogena che, introdotta per qualsiasi via, anche in dosi relativamente piccole,...
velenoso
velenóso (letter. ant. venenóso) agg. [dal lat. tardo venenosus, der. di venenum «veleno», rifatto su veleno]. – 1. Che agisce come veleno, che contiene o elabora o inietta sostanze tossiche: sostanza v.; un liquido v., una pozione...