KOLBE, Johann Kasimir conte di Wartemberg, barone di
Walter Platzhoff
Uomo politico, nato a Wetterau il 6 febbraio 1643, morto a Francoforte sul Meno il 4 luglio 1712. Cominciò la sua carriera alla [...] miseria generale del 1710 e l'intromissione del principe ereditario fecero luce sul vero stato delle cose. La caduta del suo amico Wittgenstein preparò la fine al regime dei favoriti. Il 31 dicembre 1710 il re licenziò K. molto di mala voglia, ma non ...
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rappresentazione
Il processo mediante il quale un contenuto di percezioni, immaginazioni, giudizi e concetti, si presenta alla coscienza, e quanto viene così rappresentato. Per quanto se ne possano trovare [...] influenti del 20° sec., vanno soprattutto ricordate quelle elaborate da Heidegger dopo la cosiddetta Kehre, e da Wittgenstein nell’ultima fase della sua ricerca. Il primo, ricollegandosi alla linea Schopenhauer-Nietzsche, scorge infatti nel concetto ...
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Hintikka
Hintikka Jaakko (Helsinki 1929 - Porvoo 2015) logico e filosofo finlandese. Allievo di G.H. von Wright, dopo aver insegnato a Helsinki, Stanford e all’università statale della Florida, dal 1990 [...] di gioco linguistico nel contesto della teoria matematica dei giochi, in contrapposizione alla teoria «raffigurativa» del linguaggio proposta da Wittgenstein nel Tractatus e all’olismo semantico di W.V.O. Quine. Nello stesso testo egli propone le sue ...
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Filosofo (Berlino 1882 - Vienna 1936). Si addottorò con M. Planck a Berlino nel 1904. Insegnò poi nelle univ. di Rostock (1911-17) e di Kiel (1921) e nel 1922 ottenne la cattedra di filosofia delle scienze [...] formazioni linguistiche in contraddizione con le regole del linguaggio, visto come rispecchiamento del reale. Il contatto con L. J. Wittgenstein e con R. Carnap condusse più tardi S. a concepire come compito della filosofia non più l'acquisizione di ...
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inferenzialismo semantico
inferenzialismo semàntico locuz. sost. m. – Teoria del filosofo R. Brandom, definita semantic inferentialism, secondo la quale i contenuti di un enunciato sono definiti dalle [...] Lepore nel 2001). Mediante l’i. s. Brandom realizza una costruzione sistematica in cui, integrando le tesi di Wittgenstein e di Frege, e rimodulando prospettive kantiane e hegeliane, analizza l’oggettività e la struttura normativa della razionalità. ...
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GOUVION-SAINT-CYR, Laurent, marchese
Pompilio Schiarini
Maresciallo di Francia e uomo di stato, nato a Toul il 13 aprile 1764, morto il 10 marzo 1830 a Hyères. Fu per oltre due anni a Roma a studiare [...] al 1812, ma solo dopo la campagna di Russia ottenne il bastone di maresciallo per la vittoria riportata a Polotsk sul Wittgenstein. Nel seguente anno, per mancanza di munizioni e viveri, fu costretto, dopo validissima difesa, a capitolare a Dresda: e ...
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regola
Termine usato in senso prescrittivo, sia in ambito teorico sia in ambito morale. Nel lessico medievale il termine viene impiegato in matematica e in logica (r. di attribuzione, di conversione [...] del Novecento, in ambito filosofico, linguistico e analitico, si è privilegiata la concezione convenzionalistica della r. esposta da Wittgenstein (Ricerche filosofiche, I, 54) e legata alla teoria dei sistemi semiotici come ‘giochi’ in cui le regole ...
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SGAMBATI, Giovanni
Antonio Rostagno
SGAMBATI, Giovanni. – Nacque a Roma il 28 maggio 1841, figlio di Filesio Antonio (Roma 1810-1849, avvocato procuratore) e di Mary Anne (Anna) Gott (Londra 1821-Roma [...] subentrò a Liszt come membre correspondant dell’Académie des beaux-arts di Parigi. Il 9 marzo 1887 morì anche la Wittgenstein; al funerale officiato dal cardinale Hohenlohe il 12 marzo in S. Maria del Popolo, Sgambati diresse il Requiem S12 (R448 ...
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demondanizzato
p. pass. e agg. Privato dei caratteri mondani.
• Secondo [Joseph] Ratzinger, anche per reagire alla «diminuzione della pratica religiosa», al «crescente distanziarsi di una parte notevole [...] si è secolarizzata in un sapere di tipo teoretico, con le eccezioni che conosciamo ‒ da Marx a Nietzsche, da Rousseau a Wittgenstein. (Roberto Esposito, Repubblica, 23 luglio 2012, p. 33, Cultura).
- Derivato dal p. pass. e agg. mondanizzato con l ...
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Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco (2014)
Metafisica e ontologia antica e contemporanea: un dialogo possibile
Enrico Berti e Andrea Bottani
Il contributo è tratto da Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco, edizione in 75 ebook
Metafisica [...] realtà, non è mai stato una “bestia strana” nella tradizione analitica ed è centrale in autori come Frege, Russell e Wittgenstein, che di quella tradizione sono i fondatori.
In questi autori, però, l’interesse metafisico è ancillare rispetto a quello ...
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forma
fórma s. f. [lat. fōrma]. – 1. a. L’aspetto esteriore con cui si configura ogni oggetto corporeo o fantastico, o una sua rappresentazione: f. circolare, quadrata, ovale, sferica, regolare, irregolare; la f. di una bottiglia, di un mobile,...