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SAZONOV, Sergej Dmitrievič

di Augusto Torre - Enciclopedia Italiana (1936)
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SAZONOV, Sergej Dmitrievič

Augusto Torre

Statista russo, figlio di un proprietario, nacque nella provincia di Riazan′ il 29 luglio 1866, e fu educato al liceo Aleksandrovskij di Pietroburgo, un'alta scuola per i figli dei nobili destinati specialmente agl'impieghi civili. Entrato nella carriera diplomatica, dal 1904 al 1906 fu consigliere d'ambasciata a Londra, e dal 1906 al 1910 agente diplomatico presso il Vaticano. Qui le sue buone maniere, la franchezza e il tatto negli affari ecclesiastici fecero risaltare le sue qualità e lo abituarono ai grandi affari. Quando gl'insuccessi e gli errori di Izvolskij durante la crisi bosniaca resero necessaria la sua sostituzione, S. venne chiamato al Ministero degli esteri (maggio 1900) come coadiutore di Izvolskij, e come ministro nell'ottobre 1910. La nomina, attribuita a suo cognato Stolypin, non spiacque allo zar, e quando il S. dovette prendere un lungo congedo per motivi di salute, non volle sostituirlo.

La sua linea d'azione era fissata dalle condizioni interne e dalla preparazione militare, ancora in arretrato, della Russia; inoltre le riforme di Stolypin richiedevano un lungo periodo di pace. Perciò S. in un primo tempo cercò di riallacciare buoni rapporti con gli Imperi Centrali, servendosi degl'incontri dei sovrani. Tuttavia non abbandonò la tradizionale politica balcanica della Russia, e sotto la sua egida nel 1912 si concluse l'alleanza balcanica (bulgaro-serba, marzo 1912; bulgaro-greca, 29 maggio). Quando scoppiarono le guerre balcaniche, dovette unirsi alle altre potenze europee per esercitare un'azione moderatrice sugli stati della penisola, e durante la crisi che seguì, persuase la Serbia ad accontentarsi di una ferrovia fino all'Adriatico e della segreta promessa di territorî austriaci. Tentò poi di impedire il conflitto serbo-bulgaro, ma inutilmente. In ogni modo le guerre balcaniche spostarono l'equilibrio a favore della Russia, e portarono a un riavvicinamento con la Romania, mentre l'incidente Liman von Sanders metteva il S. in urto con la Germania. Alla fine del 1913 prese in esame la questione degli Stretti, e in un lungo memoriale allo zar concluse che le aspirazioni secolari russe si sarebbero realizzate solo con una guerra europea.

Nel luglio 1914, quando l'ultimatum austriaco aprì la crisi definitiva, S. si orientò subito verso la guerra, e la sua maggiore preoccupazione fu quella di assicurarsi il concorso della Francia e dell'Inghilterra. Delle varie proposte fatte per scongiurare la catastrofe, alcune accettò, altre respinse, altre ne avanzò egli stesso, aumentando così la confusione generale. Fu coerente nel sostenere la necessità delle misure militari. Il 29 luglio, all'annuncio della dichiarazione di guerra dell'Austria alla Serbia, fece decretare la mobilitazione generale, che lo zar in serata, in seguito a un telegramma di Guglielmo II, cambiò in mobilitazione parziale contro l'Austria. Essendo questa impossibile per ragioni tecniche, nel pomeriggio del 30 S. persuase lo zar, riluttante, a ritornare alla mobilitazione generale, che rese inevitabile la guerra.

Durante la guerra si oppose tenacemente a qualsiasi tentativo di pace separata con gl'Imperi Centrali. Nella primavera del 1918 ottenne dagli Alleati la promessa di Costantinopoli e degli Stretti. Contemporaneamente, ignorando affatto la situazione critica dell'esercito russo, contrastò tenacemente le richieste italiane in Adriatico. Non volle, o forse non seppe, scongiurare l'intervento turco e bulgaro, che dovevano rendere difficili e quasi impossibili gli aiuti degli Alleati. Nel 1916 preparò uno schema di autonomia da concedersi alla Polonia, e il 29 giugno lo presentò allo zar. Ma il progetto dispiacque agli ambienti di corte e agli altri ministri, e così nel luglio dovette dare le dimissioni. Nominato ambasciatore a Londra, prima che raggiungesse il suo posto scoppiò la rivoluzione. Ritiratosi in Francia, mori a Nizza nel 1927. Scrisse: Les annéés fatales (1910-16), Parigi 1927.

Bibl.: G. Roloff, Die Memorien Sazonoffs, in Kriegsschuldfrage, nov. 1927: L. von Steinitz, Rings um S., Berlino 1928; M. Taube, La politique russe d'avant guerre et la fin de l'empire des Tsar (1904-17), Parigi 1928.

Vedi anche
Grey, Sir Edward, visconte Grey di Fallodon Uomo politico britannico (Londra 1862 - Fallodon, Northumberland, 1933). Liberale, ministro degli Esteri dal 1905, sostenne l'intervento nella prima guerra mondiale (1914) e fu artefice del trattato segreto con l'Italia (26 apr. 1915) che portò all'alleanza anglo-franco-italiana (Triplice Intesa). Dimessosi ... Prima guerra mondiale Conflitto di dimensioni intercontinentali, combattuto dal 1914 al 1918. Innescata dalle pressioni nazionalistiche e dalle tendenze imperialistiche coltivate dalle potenze europee a partire dalla seconda metà del 19° sec., coinvolse 28 paesi e vide contrapposte le forze dell’Intesa (Francia, Gran Bretagna, ... Berlino (ted. Berlin) Città della Germania (3.552.123 ab. nel 2018), capitale federale e del Land omonimo; posta lungo le rive della Sprea, alla confluenza nel fiume Havel (affluente dell’Elba), in una pianura sabbiosa circondata da colline.  ● La posizione geografica e una fitta rete di canali navigabili – ... Romania Stato dell’Europa orientale; confina a NE con Ucraina e Moldavia, a NO con l’Ungheria, a S con la Bulgaria e a SO con la Serbia; si affaccia per quasi 250 km sul Mar Nero. 1. Caratteristiche fisiche 1.1 Morfologia. Il territorio della Romania costituisce un’entità geografica armonica, malgrado le ...
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    Uomo politico russo (n. nella prov. di Rjazan´ 1861 - m. Nizza 1927). Fu ambasciatore a Londra, Washington e presso la Santa Sede (1904-09). Ministro degli Esteri dal 1910, rafforzò i legami con l'Intesa, pur sforzandosi di mantenere buone relazioni con la Germania. S. perseguì la tradizionale politica ...
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