lavaggio
lavàggio s. m. [dal fr. lavage, der. di laver «lavare»]. – 1. In genere, l’operazione di lavare, di liberare cioè (facendo uso soprattutto di acqua o altri liquidi e sostanze detergenti) dal sudicio, dal grasso, da sostanze estranee un oggetto, un tessuto, una superficie, un ambiente, o anche una parte del corpo (è quindi sinon. di lavatura, termine ormai poco usato sia nella lingua comune sia in usi tecnici, mentre lavanda è limitato a indicare i lavaggi di alcune parti interne del corpo come pratica terapeutica o d’igiene intima): il l. della biancheria, delle camicie, delle lenzuola, dei panni, a mano o in lavatrice; l. a secco, pulitura di indumenti e tessuti con immersione in sostanze solventi o mediante speciali procedimenti chimici; l. dei capelli (comunem. detto shampoo); il l. dei vetri, di finestre e vetrine; il l. dei pavimenti, del ponte di una nave, delle carrozze ferroviarie e tranviarie; l. delle autovetture, nelle stazioni di servizio, di solito eseguito con appositi impianti di l., o automaticamente nei cosiddetti tunnel di lavaggio. Nell’industria tessile, serie di operazioni meccaniche a cui si sottopongono fibre naturali e artificiali, semilavorati e tessuti per liberarli da grassi e impurità, con impiego di adatte soluzioni saponose e detergenti (per i tessuti, si chiama l. in largo quello che viene eseguito con trattamento a tutta altezza, e l. in corda quello in cui il tessuto viene arrotolato in forma di budello). 2. Con accezioni e usi tecnici partic.: a. Nei trattamenti di materiali sensibili per fotocinematografia (pellicole e lastre), operazione intermedia o finale consistente in un bagno in acqua che ha lo scopo di eliminare dalle emulsioni tutti i composti sensibili che ne pregiudicherebbero la conservazione (soprattutto l’iposolfito di sodio utilizzato nel bagno di fissaggio). b. Nei motori a combustione interna, operazione che avviene durante l’incrocio delle valvole e serve a eliminare dalla cavità del cilindro i gas combusti e a sostituirli con aria pura: può essere effettuata mediante apposite valvole, o mediante luci praticate nella parete del cilindro che vengono aperte e chiuse dal movimento dello stantuffo, oppure con una speciale pompa di lavaggio; con riferimento ai motori a due tempi, l. unidirezionale o l. invertito, a seconda che il deflusso forzato dei gas combusti avvenga nella stessa direzione o in senso opposto alla corrente di lavaggio immessa nel cilindro. Con sign. diverso, l. dei cilindri, inconveniente che si verifica quando una miscela troppo ricca asporta l’olio lubrificante dalle pareti dei cilindri. c. Nella meccanica di precisione, l. con ultrasuoni, operazione di pulimento molto spinto ottenuto dirigendo un getto di ultrasuoni a grande intensità sul pezzo da pulire. d. Nella tecnica mineraria, l. (o lavatura) delle rocce, l’operazione di estrarre con acqua da rocce frantumate i granuli di metallo o le pietre preziose che contengono; l. delle sabbie aurifere, metodo di estrazione delle particelle d’oro più grossolane, consistente nella rimozione delle sabbie con potenti getti d’acqua. e. L. magnetico, procedimento cui si assoggettano campioni di roccia per annullare le meno stabili tra le magnetizzazioni acquisite nello scorrere dei tempi geologici, in modo da restare con la magnetizzazione più stabile, che contiene gli elementi necessarî per datare la roccia, o, alternativamente, per dedurre informazioni sul campo magnetico terrestre al momento della formazione della roccia medesima. f. In chimica, l. dei gas, tecnica di separazione di uno o più componenti di una miscela gassosa per mezzo di adatti liquidi assorbenti nei quali si fanno successivamente gorgogliare i gas stessi. g. In medicina, tecnica diagnostica e terapeutica consistente nel convogliare in una cavità del corpo una corrente di un liquido: l. congiuntivale, l. auricolare, l. bronchiale, l. peritoneale, ecc. 3. fig. L. del cervello (calco dell’espressione ingl. brain washing), trattamento col quale, mediante procedimenti di coercizione fisica e psichica, si cerca di far cambiare radicalmente le convinzioni (soprattutto politiche) di una persona tenuta in stato di soggezione, anche al fine di estorcerne denunce, informazioni, confessioni: fare, subire il, o sottoporre al, l. del cervello. Nel linguaggio com., spesso scherz., fare (meno com. subire) il l. del cervello, togliere (o rispettivam. perdere) l’autonomia del pensiero e delle opinioni: in famiglia gli hanno fatto il l. del cervello; vogliono farci il l. del cervello con tutta questa pubblicità!