s, S
(èsse) s. f. o m. – Diciottesima lettera dell’alfabeto latino; della sua forma originaria nella scrittura si hanno scarse notizie per la fase anteriore al greco, non sapendosi con certezza quale [...] di meno largo uso, tra cui chiesi, chiusi, naso, peso, posa, raso, riso; 4) fuori delle parole già dette e dei loro alterati e derivati, la s tra vocali è sonora. Accenniamo infine brevemente, tra le varietà di articolazione della s, a certe pronunce ...
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sottolemma
sottolèmma s. m. [comp. di sotto- e lemma1] (pl. -i). – Termine convenzionalmente adottato in lessicografia per designare quegli elementi del lessico che, pur avendo una propria autonomia [...] suffissazione di carattere essenzialmente morfologico: sono considerati tali, in linea generale (e con le dovute eccezioni) gli alterati di sostantivi e aggettivi, i participî presenti e passati usati con funzione di aggettivi o sostantivi, gli ...
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stimulina
s. f. [der. del lat. stimŭlus «stimolo»]. – In biologia, nome generico di ipotetiche sostanze speciali che si libererebbero dai tessuti viventi posti in condizioni anormali di vita e che, introdotte [...] in un organismo, sarebbero capaci di stimolare le reazioni vitali e soprattutto di migliorare l’andamento dei processi riparativi (cicatrizzazione, consolidamento di fratture) e il trofismo dei tessuti alterati. ...
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lattuga
(ant. lattuca) s. f. [lat. lactūca, der. di lac lactis «latte» per l’umore che contiene]. – 1. a. In botanica, genere di piante della famiglia composite liguliflore, con un centinaio di specie [...] crispus), della famiglia potamogetonacee. ◆ Dim. lattughina; accr. lattugóna (e anche lattugóne m., nel sign. 2); pegg. lattugàccia. Alcuni di questi alterati, e altri registrati a loro luogo, sono anche nomi di piante diverse dalla lattuga. ...
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citta
città (ant. cittade) s. f. [lat. civĭtas -atis «condizione di civis» e «insieme di cives»; al sign. di «aggregato di abitazioni» la parola giunse per metonimia, sostituendo urbs]. – 1. a. Centro [...] : tutta Milano, mezza Roma, la maggior parte di Napoli, intendendosi i Milanesi, i Romani, i Napoletani. ◆ Gli alterati derivano tutti dalla forma ant. cittade: dim. cittadétta (non com.), cittadina e, con accezioni partic., cittadèlla (v.); spreg ...
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raddoppiamento
raddoppiaménto s. m. [der. di raddoppiare]. – 1. L’atto, il fatto, e l’effetto del raddoppiare, del raddoppiarsi: r. degli sforzi; r. della posta del gioco; in pochi anni si ha il r. del [...] situazioni e condizioni, raddoppiarsi. Così, in ital., tram elettrico 〈tràmm elèttriko〉, un lapis azzurro 〈un làpiss ażżùrro〉 (anche in alcuni alterati e derivati, se il suffisso comincia per vocale: cognacchino da cognac, gassoso da gas, ecc.). ...
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briscale
s. m. [dal sicil. vriscali, der. di vrisca «favo di miele» (v. bresca), con allusione alla porosità della roccia]. – Roccia sedimentaria, presente nei giacimenti solfiferi siciliani, originariamente [...] calcarea e più o meno completamente sostituita da gesso. Per estens., nome dato ai calcari alterati da gas di solfatare. ...
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coniglia2
conìglia2 s. f. [femm. di coniglio]. – La femmina del coniglio. Fig., scherz., (o spreg.), donna molto prolifica (per similitudine con la proverbiale prolificità delle coniglie). ◆ Gli alterati [...] sono gli stessi di coniglio, al femm.: conigliétta (per un’accezione partic., v. la voce), coniglina, ecc ...
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VERBI ALTERATI
Anche i verbi, così come altre parti del discorso, possono essere modificati con suffissi di ➔alterazione
Ci mancava solo che cominciassero a fischiettare, guardando da un’altra parte (G. Carofiglio, Il passato è una terra...
FALSI ALTERATI
I cosiddetti falsi alterati (o alterati lessicalizzati) sono parole che presentano i suffissi tipici dell’➔alterazione, ma hanno un significato proprio, del tutto autonomo e diverso da quello di un alterato. Perciò nel vocabolario...