latino
agg. e s. m. (f. -a) [lat. Latīnus]. – 1. a. Relativo o appartenente all’antico popolo di origine indoeuropea che in età storica abitava il Lazio; del Lazio antico, o di Roma, dei Romani: i popoli [...] ). 3. Usi estens., come s. m.: a. Linguaggio, discorso, modo di esprimersi: per chiare parole e con preciso Latin rispuose (Dante); anche di animali: E canta ogni augelletto in suo l. (Poliziano); scherz., capire, intendere il l., capire quello che è ...
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vapore
vapóre s. m. [lat. vapor -ōris «esalazione»]. – 1. a. Lo stato gassoso di una sostanza; più propriam., si parla di vapore quando la temperatura a cui si trova la fase gassosa è inferiore alla [...] lumi o fiamme, formanti il trionfo di Cristo: In sù vid’io così l’etera addorno Farsi e fioccar di vapor trïunfanti. Ancora in Dante, col sign. di emanazione, ma in senso fig.: Laudato sia ’l tuo nome e ’l tuo valore Da ogne creatura, com’è degno Di ...
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varco
s. m. [der. di varcare] (pl. -chi). – 1. Valico montano: i v. delle Alpi, degli Appennini. Con questo sign. è raro; com. invece con il sign. più generico di passaggio, luogo o apertura per dove [...] ), e prendere o cogliere al v., cogliere di sorpresa, al passaggio: tendiam le reti, sì ch’io pigli La leonessa e ’ leoncini al v. (Dante); fig.: non ti glorïar se col tuo arco Per donna sì gentil m’hai preso al v. (Pulci), al dio Amore; in senso fig ...
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partire
v. tr. e intr. [lat. partire o partiri «dividere», der. di pars partis «parte»] (io parto, ecc.; nel sign. di «dividere» e «spartire» anche io partisco, tu partisci, ecc.). – 1. tr., ant. o letter. [...] armare, n. 1 b. Più raram., allontanarsi da qualcuno (col sign. quindi che aveva partirsi): I0 era già da quell’ombre partito (Dante). Con uso assol., con riferimento più preciso al momento in cui ha inizio il viaggio: li ho visti p.; è giunta l’ora ...
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fare2
fare2 (ant. fàcere) v. tr. [lat. facĕre] (pres. fo 〈fò〉 [radd. sint.] o fàccio, fai [ant. faci], fa [radd. sint.; ant. e poet. face], facciamo, fate, fanno; imperf. facévo, ecc. [ant. e poet., [...] è smanioso di fare; o un operare attivo, in contrapp. al subire: L’un disposto a patire, e l’altro a fare (Dante). 2. Più in partic.: a. Comporre, costruire, fabbricare, mettere insieme, e sim.: f. un armadio, un vestito, un libro, una canzone; Colui ...
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ritrarre
(non com. retrarre) v. tr. [lat. retrahĕre «tirare indietro», comp. di re- e trahĕre «trarre, tirare»] (coniug. come trarre). – 1. a. Trarre indietro o tirare via: ritrasse lo sguardo da quell’atroce [...] rifl. Farsi, tirarsi indietro: l’ombra sorrise e si ritrasse (Dante); se non si fosse ritratto in tempo, l’autocarro lo avrebbe color che vi mandaro Che ’l corpo di costui è vera carne (Dante). 4. intr. (aus. avere), non com. Trarre somiglianza, ...
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veltro
vèltro s. m. [dal fr. e provenz. ant. veltre, che è il lat. gallico vertrăgus]. – Nome, dell’uso letter., con cui già nell’antichità venivano indicati cani da inseguimento e da presa, che univano [...] infatti usato a volte ancora oggi): era la selva piena Di nere cagne, bramose e correnti Come veltri ch’uscisser di catena (Dante); de’ v. perpetuo l’ululato Tutta l’isola udia (Foscolo); E lo sbandarsi, e il rapido Redir dei v. ansanti (Manzoni); Ma ...
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restare
v. intr. [lat. restare, der. di stare] (io rèsto, ecc.; aus. essere). – 1. letter. a. Fermarsi, arrestarsi, non procedere oltre: Perch’io sia giunto forse alquanto tardo, Non t’incresca restare [...] ). b. Cessare, smettere, con uso assol. o seguito da un infinito con di o da: La bufera infernal, che mai non resta (Dante); Non resterò già mai di lacrimare, Poi che sol pianto disia el mio core (Poliziano); una volta restò dal remare (Fogazzaro). 2 ...
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passo3
passo3 s. m. [deverbale di passare]. – 1. a. L’atto, il movimento di passare; passaggio: permettere, consentire, o negare, impedire, vietare, proibire il p. (a qualcuno, oppure in un luogo, per [...] tra i nemici con la forza delle armi, ecc.; se non fosse che ’n sul passo d’Arno Rimane ancor di lui alcuna vista (Dante), sul Ponte Vecchio a Firenze. Nella cavalleria medievale, p. d’arme, denominazione di un duello in campo chiuso, provocato da un ...
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leggero
leggèro (o leggièro; ant. leggière o leggère, e leggièri o leggèri) agg. [dal fr. ant. legier, che è il lat. *leviarius, der. di lĕvis «lieve»]. – 1. Che pesa relativamente poco, che fa sentir [...] sacrificio per te. Letter., agevole, facile: Ché ’l velo è ora ben tanto sottile, Certo che ’l trapassar dentro è leggero (Dante); leggier cosa vi fia comprendere il mio disio (Boccaccio). b. Di poca importanza o gravità: colpa, mancanza l.; l. danno ...
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Poeta (Firenze, tra il maggio e il giugno 1265 - Ravenna, notte dal 13 al 14 settembre 1321). Della madre, che dovette morire presto, non sappiamo che il nome, Bella; il padre, Alighiero di Bellincione di Alighiero, morto intorno al 1283, apparteneva...
Dante
In tutta l'opera sua D. nomina sé stesso (e per la forma del nome, v. DURANTE) solo in Rime XCIII 1 (Io Dante a te che m'hai così chiamato, in un sonetto di risposta a un amico), e in Pg XXX 55, dove si fa rimproverare da Beatrice: Dante,...