terminale
agg. e s. m. [dal lat. tardo terminalis, der. di terminus (v. termine)]. – 1. agg. Che segna il termine, cioè il confine: pietra t., cippo t.; che è al termine, che rappresenta la parte finale, [...] (contrapp. a ascellari). Con usi specifici: a. In anatomia, corpuscolo t., organo di senso tattile costituito da una rete di fibre nervose sensitive, oltre che da un apparato di sostegno connettivale e da una rete vasale; lamina t., strato di cellule ...
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terminazione
terminazióne s. f. [dal lat. terminatio -onis, der. di terminare «terminare»]. – 1. L’azione e il fatto di terminare, in alcune accezioni: a. non com. Ultimazione, completamento: fino alla [...] elettrica, ecc. In partic.: a. In anatomia, t. nervose, le arborizzazioni terminali delle cellule nervose le cui fibre, in numero, spessore e decorso estremamente variabili, si dividono ripetutamente in esili rami destinati a percepire le sensazioni ...
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panno
s. m. [lat. pannus]. – 1. a. Nome generico di ogni tipo di tessuto; con questo sign., comunissimo un tempo, è oggi raro, ed è sostituito da stoffa o da termini specifici (lana, tela, cotone, ecc.); [...] per fare qualche cosa, esserci modo, mezzo o spazio, quantità, grandezza sufficiente. b. Tessuto di lana, pura o unita ad altre fibre, foliato e poi pressato, oppure garzato e lucidato, usato per capi d’abbigliamento o per coperture di vario tipo: un ...
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marcire
v. intr. [lat. marcēre] (io marcisco, tu marcisci, ecc.; aus. essere). – 1. a. Diventare marcio, detto di materia organica che si decompone: frutti che marciscono perché nessuno li mangia; cavoli, [...] , e quindi disgregarsi, detto soprattutto del legname, per l’azione dell’acqua o di organismi che ne decompongono le fibre: pali, travi, infissi che marciscono, che sono tutti marciti. Talora trans., con valore causativo: l’umidità corrode e marcisce ...
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urena
urèna s. f. [lat. scient. urena, da una voce malayalam]. – Genere di piante della famiglia malvacee con poche specie, tra cui Urena lobata, diffusa nelle regioni tropicali di tutto il mondo; è [...] coltivata per la produzione di fibre, ed è anche utilizzata per le giovani foglie e i germogli, mangiati come verdura. ...
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scavezzare1
scavezzare1 v. tr. [variante, di origine settentr., di scapezzare] (io scavézzo, ecc.). – 1. a. Tagliare o rompere la cima di alberi, rami, arbusti, meno com. di costruzioni o edifici elevati: [...] , o slogare: gli torse il braccio con tanta forza, che quasi glielo scavezzò; nella caduta, mi sono quasi scavezzata una spalla, o la caviglia. 2. Nella lavorazione della canapa, del lino, ecc., rompere gli steli già macerati per staccarne le fibre. ...
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stabilizzazione
stabiliżżazióne s. f. [der. di stabilizzare; cfr. fr. stabilisation]. – 1. L’operazione di stabilizzare, il fatto di stabilizzarsi o di venire stabilizzato, con riferimento a strutture, [...] stabilità dimensionale (decatissaggio per tessuti di lana o misti, sanforizzazione per tessuti di cotone o anche di fibre sintetiche). i. In enotecnica, s. dei vini, complesso di operazioni, effettuate durante la vinificazione o la conservazione ...
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ciliare
(o cigliare) agg. [dal lat. mediev. ciliaris, der. del lat. class. cilium «palpebra, ciglio»]. – Del ciglio, delle ciglia o anche, spesso, dei sopraccigli: l’arco ciliare. In anatomia: arterie [...] è situata dietro l’iride e anteriormente alla coroide; muscolo c., la parte muscolare del corpo ciliare, costituita da fibre lisce (in parte a disposizione raggiata, in parte circolare), che hanno la funzione di regolare l’accomodazione; nervi c ...
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kraft
agg. e s. m. [dal s. f. ted. Kraft «forza»]. – Denominazione (carta kraft, o assol. kraft) di una carta molto resistente, fatta con cellulosa ottenuta col processo al solfato, che presenta le fibre [...] non completamente disincrostate, di colore grezzo e dotata di ottime proprietà meccaniche; è di largo impiego nel settore del confezionamento, spec. per la produzione di sacchi, in quanto molto resistente ...
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cilindratrice
s. f. [der. di cilindrare]. – Macchina usata nella prima lavorazione delle fibre di canapa greggia per la cosiddetta ammorbidatura. ...
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fibre
Giorgio Nebbia
Vestire gli ignudi con la natura e con la chimica
Le fibre tessili sono sottili filamenti di origine vegetale, animale, minerale, oppure artificiali o sintetiche ottenute con polimeri. L'importanza delle fibre è dovuta...
In biologia, fibre del tessuto connettivo di vario calibro, presenti in quantità preponderante sulle altre fibre nel tessuto elastico, di cui tipici esempi sono i legamenti gialli delle vertebre, le corde vocali, le tuniche delle arterie ecc.
Le...