instaurazione
instaurazióne (meno com. istaurazióne) s. f. [dal lat. instauratio -onis]. – 1. Istituzione, creazione di nuovi ordini o sistemi politico-sociali, di nuove tendenze, e sim.: l’i. di un [...] regime assolutista, di un governo di pace; i. di un gusto poetico, artistico, di un nuovo costume di vita. 2. Presso gli antichi Romani, la ripetizione di pubblici giochi, o di una parte di essi, che si dubitava fossero stati fatti senza osservare le ...
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ricamo
s. m. [der. di ricamare]. – 1. a. L’operazione, l’attività, l’arte del ricamare: il r. d’un fazzoletto, d’un parato; imparare il r.; dedicarsi al r.; maestra, scuola di r.; r. a mano, a macchina, [...] , a riporto, ad arazzo). b. Il lavoro stesso eseguito con l’ago sul tessuto, il disegno ricamato: un r. finissimo, semplice, di buon gusto; r. in rilievo; r. in oro, in seta, fatto cioè con filo d’oro o di seta; tovaglia ornata di ricami. 2. fig ...
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malmesso
malmésso (o 'mal mésso') agg. – Di persona dimessa, vestita poveramente o senza eleganza: un uomo silenzioso e m.; di luogo, ambiente e sim., arredato senza cura, senza gusto, in modo sciatto: [...] due camere strette e malmesse. Sempre scritto in grafia staccata quando messo ha il sign. di «posto, collocato» e sim.: libri mal messi ...
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chiassosita
chiassosità s. f. [der. di chiassoso]. – L’essere chiassoso, allegria rumorosa: la sua ch. è segno di buona salute; detto di colori, vivacità, vistosità: la ch. nel vestire è segno di cattivo [...] gusto. ...
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pro2
pro2 〈prò〉 (o prò) s. m. [apocope dell’ant. prode s. m.] (radd. sint.). – 1. Giovamento, vantaggio, utilità. Si usa soltanto in determinate frasi: che pro me ne viene?; a che pro affaticarsi tanto?; [...] . far pro, spec. parlando del cibo, del nutrimento, col senso di «andare in sangue, in buona salute» e sim.: mangia così di gusto che tutto gli fa pro; forse non le aveva fatto pro la cena, aveva mangiato contro stomaco (Cassola); più pro fa il pane ...
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trito
agg. [dal lat. tritus, part. pass. di terĕre «pestare, tritare, logorare»]. – 1. a. Tritato, sminuzzato: carne t.; sale t.; roccia t.; gesso trito. Come s. m., tipo di pezzatura dei combustibili [...] . Riferito a indumenti e tessuti, liso, logoro, consumato per lungo uso. Per estens., riferito a persona, misero, malvestito: Quel gusto cinico Che avea ciascuno Di farsi povero, Trito e digiuno (Giusti); Paulo di Dono era assai t. e parco (Pascoli ...
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essere1
èssere1 v. intr. [lat. esse (volg. *essĕre), pres. sum, da una radice *es-, *s- che ricorre anche nel sanscr. ásti «egli è», gr. ἐστί, osco est, ant. slavo jestŭ, ecc.; il perf. fui da una radice [...] è di mio zio (analogam. con agg. possessivi: è mio, è tuo, ecc.); qualità: e. di buon appetito; è una persona di gusto; il fatto è di natura diversa; o disposizione momentanea: e. di buon umore; l’effetto: e. d’aiuto, di conforto, di guida, di ...
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disposto
dispósto agg. e s. m. [part. pass. di disporre]. – 1. agg. Con funzione più propriam. participiale, collocato in un certo modo; detto in genere di più oggetti e con riguardo all’aspetto offerto [...] dal loro insieme: libri d. ordinatamente; mobili d. con gusto; stanze mal disposte. 2. agg. a. Pronto, propenso, intenzionato a qualche cosa: Puro e d. a salire a le stelle (Dante); essere d. a morire per il proprio ideale; sono d. a crederti; ero ...
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dispotico
dispòtico (raro despòtico) agg. [dal gr. δεσποτικός «del padrone, del signore», der. di δεσπότης: v. despota] (pl. m. -ci). – Di despota, fondato sul dispotismo, tirannico: governo d.; che [...] è proprio d’un despota: modi d., un fare dispotico; gusto di governar paterno e illuminatamente dispotico (Bacchelli). Per estens., di persona rigidamente autoritaria, che vuol imporre su tutto la propria volontà: è un uomo d.; essere padrone d., ...
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su
prep. e avv. [lat. sūsum: v. suso] (radd. sint.). – È, in generale, sinon. di sopra, rispetto a cui è più pop. e più breve, e quindi più usato; ma accanto ai sign. e agli usi che le due parole hanno [...] ecc., arredando gli ambienti con le attrezzature necessarie; una casa messa su bene; un appartamento, uno studio messo su con gusto (con riguardo all’arredamento); mettere su una festa, organizzarla (per lo più si intende in breve tempo e con scarsi ...
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Senso specifico per mezzo del quale viene riconosciuto e controllato il sapore delle sostanze introdotte nel cavo orale. Per estensione il termine è adoperato in etica e in estetica per designare la sensibilità del buono e del bello.
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gusto
Senso specifico per mezzo del quale viene riconosciuto e controllato il sapore delle sostanze introdotte nel cavo orale. Le sensazioni destate dagli stimoli gustativi si chiamano sapori.
Anatomia del sistema gustativo
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