porzionatura
s. f. Suddivisione o preparazione di qualcosa in porzioni. ◆ i 1900 macelli «minori» [...] non sono autorizzati a compiere l’intero processo di lavorazione della carne dopo la macellazione, [...] a una preparazione prettamente espressa e una cura nella composizione del piatto molto attenta. I piatti sono di buon gusto e di sufficiente porzionatura». (Stampa, 11 agosto 2006, Novara, p. 53).
Derivato dal v. tr. porzionare con l’aggiunta ...
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rifare
v. tr. [comp. di ri- e fare] (io rifò o rifàccio, tu rifài, egli rifà, ecc.; coniug. come fare). – 1. Fare di nuovo, in quasi tutti gli usi di fare. In partic.: a. Di cose distrutte, deteriorate, [...] bocca, lo stomaco, mangiando o bevendo qualcosa di buono, spec. dopo cibi o bevande poco appetitosi, o sgradevoli al gusto, come per es. medicine (anche in senso spirituale, provando qualche impressione buona o piacevole); rifarsi l’occhio, vedendo ...
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ruzzo
rużżo s. m. (raro rużża s. f.) [der. di ruzzare]. – 1. Il ruzzare, la voglia di ruzzare: avere il r., essere in r., avere voglia di ruzzare, di scherzare. 2. Voglia, capriccio in genere, spec. [...] il r., levargli i capricci dalla testa, farlo stare a freno; gli è uscito, gli è passato il r. (dal capo), gli è passato il capriccio, ha perso il gusto. 3. ant. o raro. Puntiglio, ostinazione caparbia; in questo sign. ruzza è più com. di ruzzo. ...
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sfacciato1
sfacciato1 agg. [der. di faccia, col pref. s- (nel sign. 2)]. – 1. Riferito a persone, troppo ardito e disinvolto, che eccede i limiti di un doveroso rispetto, ritegno o pudore: un ragazzo [...] notevole, tale da sembrare eccessiva, immeritata. b. estens. e fig. Troppo vivace e vistoso, tale da offendere il buon gusto: un vestito di un rosso s.; vorrei un bel giallo, non troppo sfacciato. ◆ Dim. sfacciatèllo; accr. sfacciatóne (f. -a ...
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metafisica
metafìṡica s. f. [dal lat. mediev. metaphysica, e questo dal gr. μετὰ τὰ ϕυσικά (v. oltre)]. – 1. a. In Aristotele, è la dottrina, da lui chiamata «filosofia prima» (πρώτη ϕιλοσοϕία) e definita [...] Fondamenti metafisici della dottrina della virtù». 3. fig. Concezione, teoria, dottrina o affermazione estremamente cerebrali e astruse; gusto per le considerazioni astratte e i ragionamenti oscuri (spesso iron. o spreg.); anche al plur.: temiamo che ...
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cassettone
cassettóne s. m. [propr. accr. di cassetto]. – 1. Mobile a cassetti sovrapposti che, a partire dal sec. 17°, in forme varie secondo lo stile e il gusto decorativo delle diverse epoche, divenne [...] ed è tuttora comune nell’arredamento della camera da letto; è chiamato anche comò, canterano. 2. In architettura, ciascuno dei riquadri geometrici ricavati nei soffitti piani e nelle volte in muratura ...
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bocca
bócca s. f. [lat. bŭcca «guancia, gota», poi «bocca»]. – 1. Cavità rivestita di mucosa, che nell’uomo e negli animali costituisce la parte iniziale del canale alimentare e, nei vertebrati, anche [...] cui si attua la respirazione (v.) artificiale; storcere la b., fig., non mostrare gradimento per qualche cosa. 2. Come sede del gusto: lasciare, avere b. cattiva, per cibi di cattivo sapore o anche per cattiva digestione; avere la b. dolce, per aver ...
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world music
〈u̯ë′ëld mi̯ù∫ik〉 locuz. ingl. (propr. «musica del mondo»), usata in ital. come s. f. – Genere di musica pop, sviluppatosi nel corso degli anni Ottanta del 20° secolo, che, utilizzando raffinate [...] elettroniche insieme a strumenti e stilemi musicali proprî delle culture tradizionali di popoli diversi, intende adattare le varie tradizioni musicali al gusto e alle esigenze del mercato occidentale e proporre una sorta di musica senza frontiere. ...
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sugo
s. m. [lat. sūcus; v. succo] (pl. -ghi). – 1. a. Il liquido contenuto nella polpa di frutti o altri elementi vegetali acquosi (sinon. più com., ma con usi più limitati o più specifici, di succo): [...] che dice; non c’è nessun s. in ciò che tu proponi; non c’è s. a fare affari con lui, non si conclude nulla. c. Soddisfazione, gusto, piacere che si trae da ciò che si fa o dice, o che da altri è detto o fatto; per lo più in frasi negative: che sugo ...
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sadismo
s. m. [dal fr. sadisme, termine che lo psichiatra ted. R. von Krafft-Ebing coniò nel 1869 per designare questa anomalia psicosessuale, derivandolo dal nome del marchese D.-A.-F. de Sade (1740-1814), [...] con stati di dolore, umiliazione e sim., del partner. 2. Per estens., crudeltà mentale fine a sé stessa, consistente nel gusto sottile di fare e vedere soffrire gli altri, di punzecchiarli e tormentarli con parole o azioni che irritino o comunque ...
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Senso specifico per mezzo del quale viene riconosciuto e controllato il sapore delle sostanze introdotte nel cavo orale. Per estensione il termine è adoperato in etica e in estetica per designare la sensibilità del buono e del bello.
Anatomia
Gli...
gusto
Senso specifico per mezzo del quale viene riconosciuto e controllato il sapore delle sostanze introdotte nel cavo orale. Le sensazioni destate dagli stimoli gustativi si chiamano sapori.
Anatomia del sistema gustativo
Gli organi del...