perversione
perversióne s. f. [dal lat. perversio -onis, der. di pervertĕre «pervertire»]. – 1. Genericam., deviazione, allontanamento dalle norme morali e sociali riconosciute e condivise: p. dei costumi, [...] ritenuto deteriore, patologico, di un processo psichico, di un sentimento o comportamento, di una tendenza istintiva: p. del gusto (anche fisiologico); p. del senso estetico. In partic., p. sessuali, espressione usata, spec. in passato, per indicare ...
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arancio2
aràncio2 s. m. [dal pers. nāranǵ, che è prob. dal sanscr. nāgaranja «gusto degli elefanti»]. – 1. Albero della famiglia rutacee (Citrus aurantium), alto fino a 12 m, con foglie ovate, fiori [...] bianchi, frutto globoso del tipo bacca (propriam. chiamato esperidio) con buccia e polpa di colore caratteristico (aranciato). Si distinguono due varietà, a. dolce e a. amaro: il primo, detto anche semplicem. ...
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pesante
agg. [propr., part. pres. di pesare]. – 1. Che ha peso relativamente grande, che fa notevolmente sentire il suo peso (si oppone a leggero in quasi tutti gli usi): portare una valigia, un pacco [...] confronti; il tuo intervento è stato piuttosto p.; giudizî, espressioni p.; fare p. insinuazioni su qualcuno; di dubbio gusto, o decisamente volgare: battuta p.; rivolgere p. complimenti a una donna. f. Di struttura architettonica o decorativa, che ...
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sottigliezza
sottigliézza s. f. [der. di sottile]. – 1. Qualità di ciò che è sottile: la s. di un filo, di una lama, di un foglio; ha le gambe di un’eccessiva s.; in senso fig., leggerezza: la s. dell’aria [...] perfezione degli scrittori, quanto all’eleganza e s. dell’arte, possa esser quella che vien giudicata tale da uomini di gusto sottile (Alfieri); anche con uso assol.: Lo mastro fu di maggior sottigliezza, Che mai facesse la natura umana (Intelligenza ...
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bellettrista
(o belletterista) s. m. e f. [der. del fr. belles lettres «belle lettere», da cui anche il ted. Belletrist e l’ingl. belletrist] (pl. m. -i), letter. raro. – Chi si diletta di studî letterarî [...] o ne fa professione, con gusto estetizzante e con più presunzione che merito: di tutti questi frati e preti belletteristi niuno emerge (Carducci). ...
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deforme
defórme agg. [dal lat. deformis, der. di forma «aspetto, bellezza», col pref. de-]. – Che è, o appare lontano dalla forma naturale, e quindi brutto, spiacevole a vedersi; si dice spec. di chi [...] ha il corpo, o parte di esso, affetto da alterazioni fisiche, contraffatto, sproporzionato: persona d.; volto d., piedi d.; sostantivato: il gusto del d. nell’arte. In senso fig., non com., vizioso, corrotto, aberrante: animo d.; costumi deformi. ...
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arbitro
àrbitro s. m. [dal lat. arbĭter -tri]. – 1. Chi, o che, ha libertà di fare o non fare una cosa, di decidere o disporre di una cosa secondo la propria volontà: sei a. di fare ciò che vuoi; il [...] a. d’eleganza, o, come traduz. del lat. arbiter elegantiarum (v.), a. delle eleganze, appellativo di persona che per raffinatezza di gusto nel vestire e nel modo di vivere è oggetto di grande ammirazione e d’imitazione. In queste, e nelle precedenti ...
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bello
bèllo agg. [lat. bĕllus «carino, grazioso», da *due-
nŭlus, dim. di duenos, forma ant. di bonus] (sing. m. bèl, pl. m. bèi, davanti a consonante seguita da vocale, e davanti a f, p, t, c, v, b, [...] o d’impazienza. 7. s. m. a. Ciò che è bello e come tale è sentito; in partic. come oggetto dell’attività estetica: il gusto, il sentimento, il culto del b.; il b. nell’arte. b. Tempo bello, sereno: speriamo che domani torni il bello. c. Con valore ...
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vandalismo
s. m. [der. di vandalo, sull’esempio del fr. vandalisme]. – Tendenza a rovinare, distruggere, guastare senza necessità e senza ragione, per gusto perverso o per sciocca e malintesa ostentazione [...] di forza, o anche per incapacità a comprendere la bellezza e l’utilità delle cose che si distruggono: giovinastri che, per v., fracassano vetrine e auto posteggiate; compiere atti di v.; con valore più ...
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Senso specifico per mezzo del quale viene riconosciuto e controllato il sapore delle sostanze introdotte nel cavo orale. Per estensione il termine è adoperato in etica e in estetica per designare la sensibilità del buono e del bello.
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gusto
Senso specifico per mezzo del quale viene riconosciuto e controllato il sapore delle sostanze introdotte nel cavo orale. Le sensazioni destate dagli stimoli gustativi si chiamano sapori.
Anatomia del sistema gustativo
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