sapere2
sapére2 (ant. o dial. savére) v. tr. [lat. volg. *sapēre, per il lat. class. sapĕre «aver sapore; esser saggio, capire», che in epoca tarda ha sostituito nel sign. il lat. class. e letter. scire] [...] . c. Sai, sa, sapete, forme che a volte hanno un tono interrogativo, a volte intonazione esclamativa, o anche lievemente imperativa, e che, poste all’inizio di una frase o usate come inciso, hanno funzione prevalentemente esornativa, o servono a ...
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pure
avv. e cong. [lat. pūre «puramente», avv. di purus «puro»]. – Ha oggi fondamentalmente funzione di particella aggiuntiva o di cong. avversativa concessiva. Anticam. aveva anche valore avverbiale, [...] e sia pure!, formule con cui ci si arrende alle insistenze altrui o davanti a forza maggiore. In unione a un imperativo o a un congiuntivo esortativo, serve anche a esprimere una concessione fatta nel modo più ampio e senza alcuna limitazione: faccia ...
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to'
to’ 〈tò〉 interiez. – Troncamento di togli, imperativo del v. togliere. 1. Con valore verbale, equivale a togli!, prendi!, tieni!, e si dice, ma solo in tono molto confidenziale, porgendo ad altri [...] qualche cosa: to’ un cioccolatino!, to’, assaggia un goccetto! (con altro tono: to’!, piglia anche questa!, accompagnando con le parole uno scappellotto, uno schiaffo o un colpo, ecc.); o nel dare qualche ...
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ire
v. intr. [lat. īre] (aus. essere). – Verbo difettivo, di uso region. solo nelle forme dell’infinito ire, del part. pass. ito (e quindi anche nei tempi composti), della 2a pers. plur. ite (indic. [...] pres. e imperativo); nella lingua ant. e nell’uso poet. s’incontrano anche le forme iva, ìvano dell’imperf., irémo, iréte del futuro, isti, ìrono del pass. rem., ea «vada» del cong. (v. anche gire). È sinon. di andare, nel sign. più generico del ...
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togliere
tògliere (ant. o letter. tòllere; pop. o letter. tòrre) v. tr. [lat. tŏllere «levare, alzare, sollevare»] (pres. indic. tòlgo [ant. tòglio], tògli [poet. ant. tòi], tòglie [poet. ant. tò, tòe], [...] gran fiasco (Boccaccio); di lacrime sparso ambe le guance,... Toglieasi in man la lira (Leopardi); tolse il bambino in braccio. Nell’imperativo, è comune spec. la forma apocopata to’ (v.), più raram. togli, che nella lingua ant. era spesso usata per ...
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ne1
ne1 ‹né› avv. e pron. [lat. inde «di lì»]. – 1. a. Come avv. di moto da luogo, di lì, da quel luogo: ne ripartì l’indomani; se ne andò tutto adirato; entrato nel labirinto non era più capace d’uscirne; [...] enclitica a ecco (vuoi un po’ di noci? eccone una dozzina), o a verbi di modo infinito, a participî, gerundî, imperativi (anche in congiunzione con forme atone di altri pronomi): andarsene; partitone; prendendone; vattene; si antepone di regola all ...
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ottativo
agg. e s. m. [dal lat. tardo optativus (modus) «modo del desiderio», traduz. del gr. εὐκτική (ἔγκλισις)]. – Modo che nel sistema verbale di alcune lingue ha la funzione di esprimere il desiderio [...] in tocario e in greco, e in parte nel baltico, sotto la forma del permissivo, e in slavo, in alcuni tipi di imperativo: in altre lingue invece è stato assimilato dal congiuntivo, che ne continua le funzioni (per es. in latino, dove il congiuntivo può ...
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esortativo
eṡortativo agg. [dal lat. exhortativus]. – Che tende o è atto a esortare: parole e.; discorso e., parenetico. Nella sintassi latina, congiuntivo e., il congiuntivo indipendente usato per esprimere [...] esortazione, invito, consiglio, o anche comando nelle persone verbali mancanti all’imperativo (cioè la 3a sing. e plur., e la 1a plur.); per es.: exeat, exeant, exeamus «esca, escano, usciamo». ...
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mandatario
mandatàrio s. m. (f. -a) [dal lat. mediev. mandatarius, der. di mandatum «mandato»]. – 1. a. Nel diritto privato, persona che in base a un contratto di mandato si obbliga a compiere uno o [...] persona, detta mandante; anche con riferimento ad azioni delittuose. 2. Nel diritto costituzionale, secondo la dottrina del mandato imperativo (ora abbandonata: cfr. mandato, n. 2 b), il deputato, in quanto obbligato dalla volontà del mandante (cioè ...
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mo
‹mò›, region. ‹mó› (o mo’) avv. [lat. mŏdo, con gli stessi sign.] (radd. sint.), ant. o region. – Ora, adesso, o poco fa: questi spirti che mo t’appariro (Dante). Anche preceduto da pure (pur mo, [...] ; fam., da mo, da molto, da un bel pezzo: è da mo che glielo dico; «Sei già arrivato?»«Da mo!». Unito a un imperativo, e per lo più posposto, acquista valore interiettivo (simile a quello dell’espressione un po’), in frasi come: senti mo che pretese ...
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Nel linguaggio filosofico, proposizione che esprime un comando o una norma di azione. I. Kant distingue tra i. categorico e i. ipotetico: il primo indica un comando assoluto e incondizionato, mentre nel secondo il comando si fonda su un'ipotesi...
IMPERATIVO
Guido Calogero
Filosofia. - Termine designante la formula a cui si obbedisce nell'agire pratico, entrato nel linguaggio filosofico principalmente per opera di E. Kant, che la distinzione della "morale autonoma" dalla "morale eteronoma",...