trono2
tròno2 s. m. [dal lat. thronus, gr. ϑρόνος]. – 1. Seggio, per lo più grandioso e riccamente decorato, sopraelevato dal suolo e spesso coperto da un baldacchino, sul quale prende posto un sovrano [...] piccolo trono, normalmente riservata per le udienze ai ministri plenipotenziarî); viene anche chiamato tronetto (o trono), nella liturgia cattolica, il tempietto posto nella parte posteriore, più elevata, dell’altare dove viene collocato l’ostensorio ...
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ringraziamento
ringraziaménto s. m. [der. di ringraziare]. – 1. Il fatto di ringraziare o di venire ringraziato: visita, lettera, biglietto di r.; gli scrisse qualche parola, qualche riga di r.; per [...] cui si riconosce che Dio è il datore di ogni bene e perciò gli si esprime la dovuta riconoscenza; nella liturgia della messa, viene raccomandata una pausa di «sacro silenzio» dopo la distribuzione della comunione per consentire a tutta l’assemblea ...
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tropario
tropàrio s. m. [dal gr. tardo τροπάριον, der. di τρόπος «modo»]. – Nella liturgia bizantina, breve preghiera ritmica, di contenuti e forme diversi. ...
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mediocre
mediòcre agg. [dal lat. mediocris, der. di medius «medio»]. – 1. a. In origine, sinon. di medio, riferito a cosa che per grandezza, quantità o qualità è nel mezzo fra i due estremi: fu il nostro [...] statura (Boccaccio); stile m., nella classificazione dantesca degli stili, quello medio tra l’umile e il sublime; inchino m., nella liturgia cattolica, l’inchino fatto abbassando le spalle e il capo, atto di riverenza medio fra l’inchino profondo e l ...
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gregoriano1
gregoriano1 agg. – Relativo a un personaggio storico di nome Gregorio, per lo più con riferimento a pontefici. In partic.: 1. Canto g. (anche s. m., il g.), canto monodico (costituito cioè [...] Gregorio I (540-604), il quale, però, probabilmente non fece che codificare con la sua autorità un tipo di canto liturgico che già si stava imponendo su altri tipi del tempo; influenzato dal canto sinagogale e da quello della chiesa greco-bizantina ...
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armeno
armèno agg. e s. m. (f. -a). – 1. Dell’Armenia, regione e repubblica autonoma dell’Asia Minore; relativo o appartenente agli Armeni (gr. ᾿Αρμένιοι, lat. Armenii), popolo abitante dell’Armenia [...] decennî del 4°, da s. Gregorio l’Illuminatore, differente dalla Chiesa cattolica soprattutto perché monofisita; rito a., la liturgia dei cattolici armeni. Fratelli a., altro nome dei monaci bartolomiti (v. bartolomita). Per il minerale bolo a. (o ...
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avvento
avvènto s. m. [dal lat. adventus -us, der. di advenire «arrivare»]. – 1. Venuta, arrivo: sperare nell’a. di un periodo di pace; io annunzio l’a. d’un’arte novella (D’Annunzio); assunzione ad [...] politico, ecc.). In partic., l’ultimo a., la venuta di Cristo trionfante alla fine dei tempi. 2. Nella liturgia cristiana, la preparazione alla venuta del Signore (Natale), che abbraccia, nel rito romano, un periodo di quattro settimane, dedicato ...
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ministrare
v. tr. [dal lat. ministrare, con gli stessi sign.]. – 1. ant. a. Servire, assistere, aiutare; anche assol.: Quasi ammiraglio che in poppa e in prora Viene a veder la gente che ministra Per [...] come sost. (spec. nell’uso ant.), chi esercita la mansione o la funzione di cui è incaricato; nella liturgia della messa, si distinguono talora, tra i coadiutori del sacerdote celebrante, i ministranti (lettore, cantore, commentatore) dai ministri ...
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presantificato
agg. e s. m. [comp. di pre- e santificato, part. pass. di santificare]. – Consacrato precedentemente: messa dei p. (propriam. dei doni presantificati), nella liturgia cattolica, la messa [...] : consisteva in un semplice rito di comunione fatto con le ostie consacrate il giorno precedente, giovedì santo; dal 1955 il nome è stato abolito, ed è rimasto il rito di comunione inserito più organicamente in tutta la solenne azione liturgica. ...
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purificare
v. tr. [dal lat. purificare, comp. di purus «puro» e -ficare] (io purìfico, tu purìfichi, ecc.). – 1. Rendere pura o più pura una sostanza, togliere ciò che contiene d’impuro, di estraneo; [...] con ciò che è sacro: prima del sacrificio gli antichi purificavano con abluzioni l’altare e le vittime; o, nella liturgia cattolica, per riportare all’uso comune oggetti che sono stati a contatto con le cose sacre: il sacerdote dopo la comunione ...
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Complesso dei riti e delle cerimonie propri di un culto religioso. La formazione della l. è determinata da due motivi: la necessità di fissare in forme adatte la vita e la professione della religione, che per sé non hanno forma né regola per...
Riti e preghiere in uso fino a Carlomagno nelle Gallie, e, più o meno, in tutto l’Occidente. Non se ne conosce la paternità, ma l’origine è certamente orientale, come mostrano parecchi elementi, specialmente della messa. In genere la liturgia...