ab Urbe condita
‹... kòndita› (lat. «dalla fondazione dell’Urbe»). – Formula con cui è denominata dagli antichi storici ed eruditi romani l’era che muove dall’anno di fondazione di Roma, anno che, da [...] Varrone in poi (e cioè dalla prima metà del 1° sec. a. C.), fu fissato nel 754-753 a. C. Nei testi letterarî ed epigrafici, la formula è comunem. abbreviata in a. U. c.; in contesti italiani, è per lo ...
Leggi Tutto
formigonismo
s. m. Il modello politico di Roberto Formigoni nel governo della Regione Lombardia. ◆ Insomma, l’accerchiamento di [Paolo] Romani prosegue. L’ispiratore si suole indicare in Roberto Formigoni, [...] che per giunta l’anno prossimo dovrà sottoporsi alle urne. E vuole farlo secondo le sue regole. Lo scenario che si prospetta in casa azzurra è quello di un centrodestra che andrà male un po’ dappertutto ...
Leggi Tutto
centurione
centurióne s. m. [dal lat. centurio -onis, der. di centuria «centuria»]. – 1. Presso i Romani, ufficiale subalterno dell’esercito che aveva il comando di una centuria della legione. 2. Appartenente [...] al corpo militare volontario dei centurioni, creato nello Stato Pontificio in seguito ai moti del 1831 con fini repressivi e antiliberali. 3. Durante il regime fascista, comandante di una centuria nella ...
Leggi Tutto
folgoratore
folgoratóre agg. e s. m. (f. -trice) [der. di folgorare; nel sign. 2, dal lat. fulgurator -oris]. – 1. agg., non com. Che colpisce folgorando: fulmine f.; saetta f.; anche attributo di Giove, [...] e come s. m., per antonomasia, Giove stesso. 2. s. m. Presso gli antichi Romani, l’augure che traeva auspici dalla folgore. ...
Leggi Tutto
tinello
tinèllo s. m. [der. di tino1]. – 1. region. a. Nell’Italia centrale, lo stesso che tinaia. b. Nei Castelli Romani, osteria rustica dove l’oste vende vino di sua produzione. 2. a. ant. Stanza [...] dove mangiavano i servitori nelle case signorili, o i cortigiani nei palazzi dei principi: il marchese fece loro una gran festa, li condusse in un bel t., mise a tavola gli sposi (Manzoni). b. Ambiente ...
Leggi Tutto
clàudio agg. [dal lat. Claudius]. – Appartenente o relativo alla gente romana dei Claudî (collettivamente gente Claudia, lat. gens Claudia), o in partic. all’imperatore Claudio (10 a. C
54 d. C.): leggi [...] anche altre leggi, emanate da consoli di nome Claudio). Via Claudia, nome di alcune antiche strade romane; acquedotto C., uno dei più importanti acquedotti romani, iniziato da Caligola e terminato nel 52 d. C. da Claudio, dal quale derivò il nome ...
Leggi Tutto
britannico
britànnico agg. e s. m. (f. -a) [dal lat. Brit-(t)an(n)ĭcus, gr. βρεττανικός] (pl. m. -ci). – 1. Dell’antica Britannia e dei Britanni: le invasioni, le immigrazioni b.; lingue b., nome sotto [...] raggruppano alcune lingue celtiche, cioè il cornico, ormai estinto, il gallese e il bretone. Anche titolo di capitani romani, vincitori dei Britanni (Tiberio Claudio Britannico). 2. Della Gran Bretagna, appartenente alla Gran Bretagna: il governo b ...
Leggi Tutto
infundibolo
infundìbolo (o infundìbulo) s. m. [dal lat. infundibŭlum, der. di infundĕre «versare dentro»]. – 1. Vaso restringentesi verso l’estremità inferiore, munita di foro, usato come imbuto presso [...] gli antichi Greci e Romani: in età micenea era di forma conica, mentre più tardi assunse quella di una tazza larga e poco profonda, munita di tubo. Dai Latini era anche chiamata così la tramoggia, cassetta trapezoidale per immettere il grano nel ...
Leggi Tutto
acaico
acàico agg. [dal lat. Achaĭcus, gr.᾿Αχαϊκός] (pl. m. -ci). – Dell’Acaia, regione settentr. del Peloponneso; degli Achei: guerra a., combattuta tra i Romani e la lega achea nel 146 a. C., e conclusasi [...] con la sconfitta della lega e la distruzione di Corinto ...
Leggi Tutto
ORDINES ROMANI
Nicola Turchi
. Raccolta di rubriche cerimoniali (non di preghiere, le quali invece sono contenute nei sacramentarî, antifonarî, salterî) che descrivono e documentano lo sviluppo della liturgia papale in Roma dai sec. VI al...
Scrittore (Colledara 1855 - Firenze 1910). Insegnante di liceo (dal 1893 a Firenze), si occupò di critica letteraria (soprattutto Dante) e artistica; lasciò, in Colledara (1907), un'affettuosa e vivace descrizione di luoghi e figure a lui cari....