conservare
v. tr. [dal lat. conservare, comp. di con- e servare «serbare, custodire, mantenere»] (io consèrvo, ecc.). – 1. a. Tenere una cosa in modo che duri a lungo, che non si guasti, non si sciupi: [...] con cura questo denaro; ho conservato tutte le sue lettere; sono documenti che vanno conservati gelosamente; anche fig., riferito a sentimenti, a condizioni e qualità morali o intellettuali, e sim.: c. la pace nel mondo; c. la salute, la propria ...
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fonostilistica
fonostilìstica s. f. [comp. di fono- e stilistica]. – In linguistica, settore della fonologia che studia gli elementi fonici aventi nell’enunciato orale una funzione non rappresentativa [...] di determinati fonemi in classi sociali diverse o in persone dello stesso ambiente ma di differente età, l’uso artificiale della r moscia, il prolungamento di certi suoni per esprimere sentimenti varî o per fare maggior presa sull’uditore, ecc.). ...
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equivicino
agg. Che si preoccupa di recepire e comporre con equanimità istanze contrapposte. ◆ Equivicino per vocazione (politicamente si definisce nel punto centrale di una immaginaria linea che va [...] equivicino al soldato rapito dai miliziani di Hamas e auspico che il nostro esecutivo esprima i suoi sentimenti di equivicinanza al governo di Israele». Poi il governo di Israele muove i carri armati, e l’equivicinanza si oscura, non è facile essere ...
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ipotecare
v. tr. [der. di ipoteca] (io ipotèco, tu ipotèchi, ecc.). – 1. Assoggettare a ipoteca, detto sia del titolare di un bene che consente l’iscrizione dell’ipoteca sul bene stesso (ha dovuto i. [...] , un impiego; battendo il forte avversario, ha ipotecato il titolo di campione del mondo; pretendere di i. il cuore, i sentimenti di una persona; non si può consentire ad alcun partito di condizionare la sua partecipazione al governo ipotecando i ...
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albergare
v. tr. e intr. [lat. mediev. albergare; v. albergo] (io albèrgo, tu albèrghi, ecc.). – 1. tr. Dare albergo, ospitare: il palazzo Medici albergò gli uomini più illustri del tempo; fig., accogliere [...] con la particella si intensiva: se de’ nostri affanni Cosa veruna ... nell’aprica Terra s’alberga o nell’equoreo seno (Leopardi). Fig., in senso spirituale: sentimenti così vili non albergano nel mio petto; il dolor che deve albergar meco (Foscolo). ...
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esternismo
s. m. Tendenza a mostrare sé stessi all’esterno. ◆ «Viviamo sotto il segno dell’extimità - sostiene l’autore [Willy Pasini] - il contrario dell’intimità, che si esprime attraverso un’ininterrotta [...] esternazione di sentimenti e sessualità, un po’ come indossare una sottoveste sopra gli abiti. Una forma di “outing” forzato, equivalente a ciò che - a livello corporeo - chiamiamo “esternismo” (farsi fotografare nude col pancione, stile Moore, ...
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eterodeterminazione
s. f. Determinazione indotta da altri. ◆ L’uguaglianza, ad esempio, va dialettizzata con la pratica della differenza e va indagato come essa si coniughi con la libertà, intesa come [...] bisogni, come autodeterminazione dei soggetti e sottrazione dal peso della tecnica e della scienza che colonizza i corpi, i sentimenti, gli affetti: un capitalismo che oggi occupa lo spazio della produzione e della riproduzione fino a manipolare i ...
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armonia
armonìa s. f. [dal lat. harmonĭa, gr. ἁρμονία, affine a ἁρμόζω «comporre, accordare»]. – 1. a. Consonanza di voci o di strumenti; combinazione di accordi, cioè di suoni simultanei (per estens., [...] che possono andare dalla rielaborazione letteraria a un vero e proprio lavoro d’intarsio di frasi e di parole. 4. fig. Concordia di sentimenti e di opinioni tra più persone: essere, stare, vivere in a. o in buona a., in pace, in perfetto accordo; tra ...
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minimo
mìnimo agg. e s. m. (f. -a) [dal lat. minĭmus, superl. di minor «minore»; v. meno]. – Piccolissimo, il più piccolo. Funge da superlativo di piccolo (come il lat. minĭmus rispetto a parvus) e si [...] di tempo (giorno, stagione, anno), anche sostantivato: le m. e massime della giornata; nel linguaggio anatomico, dito m., il mignolo. Di sentimenti e sim.: non avere il m. sospetto, il m. dubbio; senza la m. esitazione; non ne ho la m. idea. Un m ...
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rivolgere
rivòlgere v. tr. [lat. revolvĕre, comp. di re- e volvĕre «volgere»] (coniug. come volgere). – 1. a. Volgere di nuovo: sentendosi chiamare di nuovo, rivolse gli occhi verso di lui. b. Volgere [...] , una preghiera, una supplica, una raccomandazione, una lode, un’osservazione, una critica a qualcuno; di pensieri, affetti e sentimenti, facoltà intellettuali: ha rivolto i suoi ultimi pensieri a Dio; dopo la morte del padre rivolse tutto il suo ...
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Processo interiore suscitato da un evento-stimolo rilevante per gli interessi dell’individuo. La presenza di un’e. si accompagna a esperienze soggettive (sentimenti), cambiamenti fisiologici (risposte periferiche regolate dal sistema nervoso...