iferesi
ifèreṡi s. f. [dal gr. ὑϕαίρεσις, comp. di ὑπό «sotto» e αἱρέω «prendere, togliere»]. – Nella terminologia dei grammatici classici, sottrazione, sparizione di una lettera in una parola, affine [...] ma distinta dalla sincope, che indica invece la perdita di una sillaba. ...
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senario
senàrio agg. e s. m. [dal lat. senarius «formato da sei», der. di seni «a sei a sei, sei per volta», distributivo di sex «sei»]. – 1. Verso composto di sei sillabe (o, più propriam., di sei «posizioni [...] dialefe e sinalefe, dieresi e sineresi, e della finale tronca o sdrucciola), con due accenti fondamentali sulla seconda e quinta sillaba: un inno in versi s.; gli agili s. del Metastasio. S. doppio o accoppiato, verso costituito da due emistichi di ...
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aferesi
afèreṡi s. f. [dal lat. tardo aphaerĕsis, gr. ἀϕαίρεσις «sottrazione», der. di ἀϕαιρέω «togliere»]. – 1. In linguistica e stilistica, soppressione di una vocale o sillaba iniziale; è frequente [...] quando una vocale iniziale viene a trovarsi dopo la vocale finale della parola precedente (gr. πο ῦ ᾿στιν per πο ῦ ἐστιν; ingl. I’m per I am; ital. E ’l sol montava ’n su, in Dante), oppure quando si tratta ...
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decapitazione
decapitazióne s. f. [der. di decapitare]. – 1. Il decapitare, l’essere decapitato: condannare alla decapitazione. 2. In chirurgia, asportazione, con taglio netto, della porzione sporgente [...] grammaticale, secondo il quale da una parola se ne ricava un’altra di diverso significato, con la soppressione della prima lettera: O-maggio; P-ortolano; G-astronomia. Se la trasformazione è fatta con la soppressione di una sillaba, si ha la d ...
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perispomeno
perispòmeno agg. [dal gr. περισπώμενος, part. pres. passivo di περισπάω «segnare con l’accento circonflesso», comp. di περι- «peri-» e σπάω «tirare»]. – Nella grammatica greca, detto di parola [...] con l’accento circonflesso sull’ultima sillaba (per es.: ἀρετῆς, καλοῦ, ἀγαϑοῖς); verbi p., secondo gli antichi grammatici greci, i verbi terminanti in -άω, -έω, -όω e, nella forma contratta, in -ῶ. ...
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appoggiare
v. tr. [lat. *appodiare, der. di podium «piedistallo»] (io appòggio, ecc.). – 1. a. Accostare una cosa a un’altra che le serva di sostegno: a. la scala al muro; a. la testa sul guanciale; [...] iron. o scherz.), darli, affibbiarli; appoggiar quattro bastonate a un mascalzone (Manzoni); a. la voce (sopra una parola, una sillaba, una nota), elevarne il tono; in musica, a. una nota, farla precedere dall’appoggiatura. b. Nel rifl., sostenersi ...
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ut
s. m. – Nome che dal sec. 11° al 17° indicò la prima nota della scala musicale fondamentale, cui il musicologo G. B. Doni, nella prima metà del Seicento, sostituì la sillaba do meglio atta al solfeggio [...] e quindi rimasta vittoriosa in Italia (mentre in altre nazioni, per es. in Francia, in Germania, ut è tuttora in uso). Il nome di ut venne tratto, come quelli delle altre note musicali, dall’inno a s. ...
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re1
re1 〈rè〉 s. m. [prima sillaba di resonare con cui ha inizio il 2° emistichio dell’inno di s. Giovanni Battista; v. nota, n. 2 a, e ut]. – Nome dato nei paesi latini, dalla riforma di Guido d’Arezzo [...] (sec. 11°) in poi, alla seconda nota della scala di do maggiore, nei paesi germanici e anglosassoni detta ancora D come nell’antico alfabeto musicale: re naturale, re bemolle, re diesis; un valzer in re ...
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mi1
mi1 pron. pers. [lat. me, accus., mi (= mihi), dativo]. – 1. Forma atona che concorre alla declinazione del pron. pers. io, sia come compl. oggetto (non mi ha visto = non ha visto me), sia come compl. [...] non è rara la posizione enclitica con le forme finite del verbo (dissemi, veggomi, ecc.); in questo secondo caso, se la sillaba finale del verbo è -no o -ne, subisce il troncamento della vocale, con assimilazione di -nm- in -mm- nella pronuncia (non ...
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mi2
mi2 s. m. [prima sillaba della parola mira con cui ha inizio il terzo emistichio dell’inno di s. Giovanni (v. ut)]. – In musica, nome dato nei paesi latini, dalla riforma di Guido d’Arezzo (sec. [...] 11°) in poi, alla terza nota della scala naturale di do, alla quale nei paesi germanici e anglosassoni è conservato il nome E, tratto dall’antica notazione alfabetica: una composizione in mi maggiore, ...
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sillaba La minima unità fonica (autonoma e distinta sotto l’aspetto dell’articolazione) in cui si possono considerare divise le parole.
La s. è costituita da un punto vocalico o centro o apice, formato da una vocale o da un dittongo o anche...
sillaba
È in senso proprio in Cv IV II 12, dove D. afferma che ‛ rima '... s'intende pur per quella concordanza che ne l'ultima e penultima sillaba far si suole.
Ha valore più esteso nel passo in cui D. esalta il comento alle canzoni del Convivio,...