aumento
auménto s. m. [dal lat. augmentum, der. di augere «accrescere»]. – 1. L’aumentare, accrescimento: a. del raccolto, delle spese, dei prezzi, del costo della vita; a. di peso, di statura, di volume, [...] al presente λείπω). Nella grammatica scolastica, con riferimento al verbo greco, si distinguono un a. sillabico, quando per esso la parola viene aumentata di una sillaba (gr. ἔ-λειπον), e un a. temporale, quando e si fonde con la vocale iniziale ...
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sequenza
sequènza (ant. o pop. seguènza) s. f. [dal lat. tardo sequentia, der. di sequens -entis, part. pres. di sequi «seguire»; in alcuni sign., come il 2 e il 3, ricalca il fr. séquence]. – Genericam., [...] a due, la stessa lunghezza) è modellata su melodie musicali preesistenti, in modo che a ogni modulazione corrisponda una sillaba del testo poetico che viene aggiunto. S. di santa Eulalia, uno degli esempî più antichi di questo tipo di composizione ...
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postdesinenziale
postdeṡinenziale agg. [comp. di post- e desinenza]. – In linguistica, di elemento (fonema, sillaba) aggiunto a una desinenza. ...
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amputazione
amputazióne s. f. [dal lat. amputatio -onis.]. – 1. Asportazione totale di un arto o di un suo segmento sia mediante intervento chirurgico operato soprattutto in casi di gravi lesioni, di [...] consistente nel ricavare da una parola un’altra, di diverso significato, con la soppressione dell’ultima lettera (per es.: moschea - mosche), o anche, nella cosiddetta a. sillabica, mediante soppressione di una sillaba (per es. lucciola - luccio). ...
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terzultimo
terzùltimo (o terz’ùltimo) agg. – Il terzo, a cominciare dall’ultimo; che precede il penultimo: il t. figlio; le parole sdrucciole hanno l’accento sulla t. sillaba; sostantivato: è il t. della [...] fila; sono la t. nella graduatoria ...
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fa2
fa2 s. m. [prima sillaba della parola famuli con cui ha inizio il 4° emistichio dell’inno di s. Giovanni Battista (v. ut)]. – Nome dato nei paesi latini, dalla riforma di Guido d’Arezzo (sec. 11°) [...] in poi, alla quarta nota della scala musicale fondamentale (cioè la scala di do), per la quale i popoli germanici e anglosassoni conservano invece l’antico nome F: fa naturale, fa diesis; un brano in fa ...
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postonico
postònico agg. [comp. di post- e tonico] (pl. m. -ci). – In linguistica, detto di fonema e sillaba che viene dopo la vocale tonica: consonante p., o in posizione postonica. ...
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disaccentare
diṡaccentare v. tr. [comp. di dis-1 e accentare](io diṡaccènto, ecc.). – Togliere l’accento. ◆ Part. pass. diṡaccentato, anche come agg., privato dell’accento, senza accento tonico (sinon. [...] quindi di atono) o, meno spesso, grafico: vocale, sillaba disaccentata. ...
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ultimo
ùltimo agg. e s. m. (f. -a) [dal lat. ultĭmus, superlativo, der. di ultra «oltre»]. – 1. a. Che è in fondo a una sequenza formata da un numero qualsivoglia di elementi; che in una sequenza ordinata [...] deono essere denominate da l’u. nobilitade de la loro forma (Dante), dalla più alta, dalla somma; somma ed u. qualità è quando ciascuna sillaba ha in sé l’una e l’altra di queste parti (Bembo). 4. a. Con valore di sost. e col sign. fondamentale: Gesù ...
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e, E
〈é〉 s. f. o m. (radd. sint.). – Quinta lettera dell’alfabeto latino, la cui forma deriva dalla lettera E dell’alfabeto greco, che a sua volta, con modificazioni formali e funzionali, risale a un [...] ĭ ed ē del latino classico (es. pélo, lat. pĭlus; crédo, lat. crēdo); 2) la è italiana continua (dittongata in iè se in sillaba libera) la e del tardo latino, ĕ o ae del latino classico (es. liève, lat. lĕvis; lièto, lat. laetus; tènta, lat. tĕmptat ...
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sillaba La minima unità fonica (autonoma e distinta sotto l’aspetto dell’articolazione) in cui si possono considerare divise le parole.
La s. è costituita da un punto vocalico o centro o apice, formato da una vocale o da un dittongo o anche...
sillaba
È in senso proprio in Cv IV II 12, dove D. afferma che ‛ rima '... s'intende pur per quella concordanza che ne l'ultima e penultima sillaba far si suole.
Ha valore più esteso nel passo in cui D. esalta il comento alle canzoni del Convivio,...