sillabazionesillabazióne s. f. [der. di sillabare]. – L’atto e il modo di sillabare: la s. delle parole; con accezione partic., lo stesso che divisione in sillabe (v., per questa, la voce sillaba). ...
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gogo /go'go/ s. m., fr. [da un raddoppiamento scherz. della sillaba iniziale dell'ant. gogue "divertimento, piacere"]
Voce espressiva usata solo nella locuz. prep. a gogo, a profusione, in abbondanza: [...] bere a gogo ...
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piano1
piano1 agg. e avv. [lat. planus «di superficie uguale; facile, chiaro, intelligibile»]. – 1. agg. a. Che presenta una superficie di andamento uniforme, senza avvallamenti o rilievi: via p., senza [...] fare ugual forza. g. Parola p., nella terminologia grammaticale, parola perispomena, che ha cioè l’accento sulla penultima sillaba (come ammirare, base, brulichìo); per estens., pronuncia p. (di una parola), cadenza, clausola p. (di una frase), verso ...
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occlusivo
occluṡivo agg. [der. di occludere]. – Che si riferisce a un’occlusione, che comporta una occlusione. In partic.: a. In meteorologia, ciclone in fase o., nella fase in cui, avendo l’aria fredda [...] sono di solito intese come voci sinonimiche, specialmente se ci si riferisce all’italiano, in cui le occlusive (che sono le sei citate più su) sono di norma seguite da vocale nella stessa sillaba e giungono quindi effettivamente all’esplosione. ...
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anaptissi
s. f. [dal gr. ἀνάπτυξις «apertura», der. di ἀναπτύσσω «svolgere, aprire»]. – In fonetica, epentesi vocalica, l’inserzione cioè di una vocale fra due consonanti (di solito fra occlusiva e liquida [...] o viceversa), in modo che si determini una nuova sillaba; serve per lo più ad alleggerire il gruppo ai fini della pronuncia: così nel fiorentino inghilese per inglese, nell’ant. e pop. aliga per alga, nel tosc. fantasima per fantasma (qui anche con ...
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tempo
tèmpo s. m. [lat. tĕmpus -pŏris, voce d’incerta origine, che aveva solo il sign. cronologico, mentre quello atmosferico (cfr. al n. 8) era significato da tempestas -atis]. – 1. L’intuizione e la [...] ), e in genere derivati per estens. da quelli: a. Nella metrica classica, misura equivalente al valore di una vocale breve: la sillaba lunga ha due tempi; t. forte e t. debole, le parti del piede corrispondenti rispettivam. all’arsi e alla tesi (in ...
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gorgheggiare
v. intr. [der. di gorga] (io gorghéggio, ecc.; aus. avere). – Modulare la voce agilmente, con rapidi passaggi su una stessa sillaba; anche trans.: g. un’aria, una romanza. Per estens., riferito [...] al canto di alcuni uccelli: tra i rami gorgheggiava l’usignolo. ◆ Part. pass. gorgheggiato, anche come agg., eseguito con gorgheggio: note gorgheggiate ...
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gorgheggio
gorghéggio s. m. [der. di gorgheggiare]. – Nel canto, rapido passaggio di suoni eseguito dalla voce sopra una stessa sillaba, talvolta anche su una stessa nota ribattuta, con effetto ornamentale [...] caratteristico soprattutto del «bel canto»: g. eseguiti con molta naturalezza; la giovane cantante riempiva la casa dei suoi gorgheggi. Per analogia, il canto modulato di alcuni uccelli: i g. dell’usignolo, ...
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galloromanzo
galloromanżo agg. e s. m. [comp. di gallo1 e romanzo1]. – In linguistica, denominazione dei dialetti romanzi della Francia e dell’Italia settentr. (a eccezione del veneto), formatisi nella [...] Gallia Transalpina e Cisalpina, e dei fenomeni fonetici dialettali dovuti a influsso del sostrato linguistico gallico (per es., la palatalizzazione di ca, ga, il passaggio di u latina a ü e di a tonica in sillaba aperta a e, ecc.). ...
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tetrametro
tetràmetro agg. e s. m. [dal lat. tardo tetramĕter o tetramĕtrus, gr. τετράμετρος, comp. di τετρα- «tetra-» e μέτρον «misura, metro»]. – Nella metrica classica, successione di quattro metri [...] conchiusa da sillaba ancipite a formare un verso: t. giambico, t. trocaico catalettico, t. anapestico. ...
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sillaba La minima unità fonica (autonoma e distinta sotto l’aspetto dell’articolazione) in cui si possono considerare divise le parole.
La s. è costituita da un punto vocalico o centro o apice, formato da una vocale o da un dittongo o anche...
sillaba
È in senso proprio in Cv IV II 12, dove D. afferma che ‛ rima '... s'intende pur per quella concordanza che ne l'ultima e penultima sillaba far si suole.
Ha valore più esteso nel passo in cui D. esalta il comento alle canzoni del Convivio,...