mostra-evento
loc. s.le f. Mostra che costituisce un grande evento culturale e mondano. ◆ Ma il fiore all’occhiello di questa edizione è la mostra-evento alla Rotonda della Besana di Milano «Stanze e [...] 56, Rapporti-Mobile e design) • [tit.] Nobel, tutti i segreti dei «beautiful mind» / A Firenze la mostra-evento (Tempo, 19 luglio 2004, p. da «mostre-evento» così simili a grandi bluff, il Tiziano esposto acasa sua, a Venezia, colpisce come un pugno ...
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parola
paròla s. f. [lat. tardo parabŏla (v. parabola1), lat. pop. *paraula; l’evoluzione di sign. da «parabola» a «discorso, parola» si ha già nella Vulgata, in quanto le parabole di Gesù sono le parole [...] , trovare la p. adatta, le p. più efficaci; p. ambigue, a doppio senso; in tutto il senso, nel vero senso, nel senso più ampio della p.; non bisogno d’essere acasa, ebbe la p. dall’officiale della guardia (Sacchetti). 9. a. Assicurazione formale, ...
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cencio
céncio s. m. [forse affine al lat. cento -onis «centone, insieme di pezzi disparati»]. – 1. Sinon. di straccio in quasi tutti i suoi sign., di uso soprattutto tosc. ma largamente noto anche altrove. [...] c. di vestito, un abito decente da mettere indosso; è stato tutto l’inverno con quel c. di vestito indosso, con quell’unico abito di casa propria; sono i c. che vanno all’aria, son sempre i poveri, i deboli a buscarle; c. dice mal di straccio, a ...
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seccare
v. tr. [lat. sĭccare «rendere secco, inaridire»] (io sécco, tu sécchi, ecc.). – 1. a. Rendere secco, asciutto, privare degli umori o dell’umidità normalmente esistenti, riferito soprattutto (come [...] ispirazione; lo stato di depressione ha seccato all’improvviso tutte le sue energie. Frequente l’intr. pron. seccarsi: sono seccato di sentirvi litigare dalla mattina alla sera!; proverò a telefonargli acasa, ma ho paura che si secchi; mi secco ad ...
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stordito
agg. [part. pass. di stordire]. – 1. Con valore e sign. vicino a quello verbale, che è in uno stato di momentaneo stordimento o sbalordimento: essere, restare, sembrare stordito (dal rumore, [...] , sbadato, distratto; che, in una determinata occasione o abitualmente, non è del tutto presente a sé stesso o cosciente di ciò che fa: che stordito!, ho lasciato acasa gli occhiali; ha promesso di portarmi quel catalogo, ma non lo spero: è ...
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quieto
quièto (letter. quèto) agg. [dal lat. quietus, der. di quies -etis «quiete»]. – 1. a. Che è in uno stato di quiete, assoluta (e quindi con sign. prossimo a fermo, immobile) e più spesso relativa [...] situazioni o in particolari momenti (come sinon., ma non in tutti i casi, di calmo): stare q., mantenersi q. (stia non mi sento q., o non sono q., finché i figli non tornano acasa; non si può mai vivere q., c’è sempre qualche preoccupazione o ansia ...
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arrivare
v. intr. e tr. [lat. *arripare, der. di ripa, propr. «giungere a riva»] (aus. essere). – 1. a. Raggiungere il luogo stabilito, toccare il termine di un viaggio o di un cammino, il traguardo [...] a. in porto, alla stazione, acasa, all’ufficio; a. alla meta, al traguardo; a. a qualcuno, riuscire a interessarlo a favore è già arrivato; è arrivato il momento di parlare; arriverà per tutti il momento della verità; è arrivato il caldo, il freddo, ...
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guardare
v. tr. e intr. [dal germ. wardōn] (come intr., aus. avere). – 1. Dirigere gli occhi, fissare lo sguardo su qualche oggetto (non include necessariamente l’idea del vedere, in quanto si può guardare [...] gioie ..., le quali tutte diligentemente la contessa guardava (Boccaccio). Quest’uso è rimasto al francese; e vecchi gallicismi, ormai ant., sono g. il letto, g. la camera, essere costretto a letto, a rimanere in camera o in casa, per malattia. c ...
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oicopleura
oicoplèura s. f. [lat. scient. Oikopleura, comp. del gr. οἶκος «casa» e πλευρόν «fianco»]. – Genere di tunicati della classe delle appendicolarie, con poche specie, tutte marine, planctoniche [...] tutti i rappresentanti della classe sono privi di una vera tunica, e vivono in un involucro gelatinoso (nicchio o casa ), secreto dall’epitelio ghiandolare, che viene rinnovato frequentemente e nel quale il corpo dell’animale, di aspetto simile a ...
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ricevere
ricévere v. tr. [lat. recĭpĕre, comp. di re- e capĕre «prendere»]. – 1. Prendere ciò che viene dato (oppure consegnato, mandato, recapitato, somministrato, trasmesso) o che si porge da sé; è [...] fa entrare e sostare la persona: l’ha ricevuto in casa, nel salotto, nel suo studio, in ufficio; e precisando il modo: r. a braccia aperte, con molte feste, familiarmente, con cordialità, alla buona, con tutti gli onori; con il sign. più specifico di ...
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Tutti a casa
Jean A. Gili
(Italia/Francia 1960, bianco e nero, 120m); regia: Luigi Comencini; produzione: Dino De Laurentiis per Dino De Laurentiis/Orsay; soggetto: Age e Scarpelli; sceneggiatura: Age e Scarpelli, Luigi Comencini, Marcello...
Regista cinematografico italiano (Salò 1916 - Roma 2007), con A. Lattuada e M. Ferreri gettò le basi della fondazione, a Milano, della Cineteca italiana. Il suo primo lungometraggio fu Proibito rubare (1948), seguito da un breve periodo di cinema...