sconoscere
sconóscere v. tr. [der. di conoscere, col pref. s- (nel sign. 1)] (coniug. come conoscere), non com. – 1. Non voler riconoscere: nella nostra mente sono certe eterne verità che non possiamo [...] s. o riniegare (Vico); voi ... sconoscete affatto le leggi dell’eterna repubblica naturale, sconoscete i diritti dell’intera nazione (Pisacane). S. un beneficio, mostrare d’ignorarlo col non avere per ...
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certezza
certézza s. f. [der. di certo1]. – 1. In senso soggettivo, e più com., conoscenza sicura di un fatto, convinzione, persuasione ferma: avere (la) c. di riuscire; raggiungere la c.; possedere [...] 2. In senso oggettivo, il fatto di essere certo, sicuro, cioè pienamente rispondente al vero, oppure immancabile, garantito: la c. delle verità assolute; la c. della fede; dubitare della c. di un’opinione, di una teoria; avere, dare, raggiungere la c ...
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certificato
s. m. [dal fr. certificat, che è dal lat. mediev. certificatum, part. pass. neutro sostantivato del lat. certificare: v. certificare]. – Dichiarazione scritta, rilasciata da una pubblica [...] autorità o anche, in casi specifici, da un privato, con cui si manifesta la conoscenza dell’esistenza o della verità di un fatto o si esprime il risultato di una valutazione: c. del medico o c. medico; c. del sindaco, del ministero, dell’Ufficio ...
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verdetto2
verdétto2 s. m. [dall’ingl. verdict, che a sua volta è dal fr. ant. veirdit (mod. verdict), dalla locuz. lat. mediev. vere dictum (propr. «detto con verità»)]. – 1. Nel vecchio ordinamento [...] della Corte d’assise, giudizio dei giurati sulle questioni di fatto proposte dal presidente, d’ufficio, o a richiesta delle parti, e formulate in modo che a ciascuna di esse si potesse rispondere semplicemente ...
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democrisia
s. f. (iron. spreg.) Democrazia ipocrita, priva di ogni trasparenza. ◆ [tit.] «Democrisia», scheletro nell’armadio dell’Occidente [testo] […] in Occidente sembra imperare la «democrisia», [...] come scrive [Massimo] Nava, una democrazia che si fonda sempre di più sull’ipocrisia, sull’occultamento e inquinamento della verità, non solo nascosta ma spesso svisata in modo tale da non essere più distinguibile e forse alla fine nemmeno esistente. ...
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magma
s. m. e f. [dal lat. magma, gr. μάγμα «impasto», affine a μάσσω «impastare»] (pl. m. -i). – 1. a. In geologia, massa incandescente costituita da una miscela totalmente o parzialmente fusa di silice, [...] meno spesso, di persone; insieme caotico e disordinato (di situazioni, esperienze, idee, pensieri, ecc.): non è facile far emergere la verità dal m. delle supposizioni; il m. dei sentimenti produceva una gran confusione nel suo animo. 2. non com. In ...
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innalzare
(letter. inalzare) v. tr. [comp. di in-1 e alzare]. – 1. a. Levare in alto o più in alto, spingere o tirare verso l’alto: i. un peso; i. il piano di sostegno; i. un’insegna; in queste accezioni, [...] , edificare: i. un monumento, una chiesa, un palazzo; anche in senso fig.: con quell’opera ha innalzato un monumento alla verità. Come intr. pron., elevarsi da terra: montagne che si innalzano al cielo, che s’innalzano oltre i 4000 metri; la strada ...
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cervellotico
cervellòtico agg. [der. di cervello] (pl. m. -ci). – Di persona, bizzarro, strambo, che opera a capriccio; più com. di cosa, arbitrario, fantastico, non rispondente a verità o non fondato [...] sulla ragione: idee c.; un racconto c.; una filosofia tra soggettiva ed empirica e tutta c. (Carducci). ◆ Avv. cervelloticaménte, in modo cervellotico, senza criterio: bisogna ragionare secondo la logica, ...
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derivare1
derivare1 v. intr. e tr. [dal lat. derivare tr., propr. «trarre l’acqua da un ruscello», der. di rivus «ruscello, corso d’acqua»]. – 1. intr. (aus. essere) Scaturire, aver origine, provenire [...] deriva (Petrarca). 2. intr., fig. a. Discendere, trarre principio, provenire: d. da nobile famiglia; da Dio deriva ogni verità; ogni vizio e peccato grave dalla superbia si deriva e nasce (Passavanti); essere causato: tutti questi guai sono derivati ...
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presente1
preṡènte1 agg. e s. m. e f. [dal lat. praesens -entis, comp. di prae- «pre-» e ens entis part. pres. di esse «essere», con inserzione di -s- eufonica prob. per attrazione di absens «assente» [...] (domani è il mio compleanno); il presente è usato inoltre con funzione atemporale (p. atemporale) per enunciare constatazioni e verità considerate sempre vere, valevoli in ogni tempo (per es., nel Foscolo: «Anche la Speme, / ultima Dea, fugge i ...
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verità Conformità o coerenza a principi dati o a una realtà obiettiva.
Filosofia
Definizione e criterio di verità
Nella storia della filosofia il concetto di v. è stato concepito in almeno due diverse prospettive, l’una ontologica, l’altra...
verità (veritade; veritate)
Alfonso Maierù
Il termine designa la struttura ontologica delle cose considerata in rapporto all'ordinamento generale dell'universo; insieme, designa la conoscenza che attua l'intelletto umano, del quale costituisce...