Filosofo (Tetenbüll, Holstein, 1736 - Copenaghen 1807). Professore di filosofia all'univ. di Kiel dal 1776, nel 1798 si trasferì a Copenaghen, dove occupò alte cariche amministrative. La sua opera principale, i Philosophische Versuche über die menschliche Natur und ihre Entwicklung (2 voll., 1777), ebbe importanza nella cultura tedesca del tempo come il tentativo forse più organico e approfondito di spiegare l'attività psichica prescindendo da premesse dogmatiche e speculative e fondandosi sull'osservazione sperimentale delle sue manifestazioni. T. mette così in luce come la vita psichica dell'uomo proceda da un'unità di fondo, una capacità di sentire perfettibile, diversa dalla semplice sensibilità animale, che si articola in modo diverso nelle cosiddette facoltà (sentimento, intelletto, volontà) realizzando un processo di progressivo perfezionamento e potenziamento. T. polemizza anche contro ogni tendenza a fondare la filosofia e la metafisica esclusivamente sulla matematica e sui suoi metodi, e sottolinea la funzione svolta dall'intelletto nella stessa attività percettiva, come poi farà Kant. Altre opere: Gedanken über einige Ursachen, warum in der Metaphysik nur wenige ausgemachte Wahrheiten sind (1770); Ueber den Ursprung der Sprache und der Schrift (1772); Ueber die allgemeine speculative Philosophie (1775).