Fino alla metà del Novecento il concetto di B. applicato al campo letterario appariva in modo saltuario e sporadico, poiché era un termine usato per indicare più genericamente l'intero periodo storico [...] diverse da quelle selettive derivate dall'impresa settecentesca di Diderot e D'Alembert, i testi di oratoria sacra e profana, i repertori sull'arte della memoria e quelli di iconologia, che hanno dato nuovo impulso alle riflessioni su imprese ed ...
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Di questo singolare scrittore latino, che fu il più versatile e fecondo del secolo degli Antonini (II d. C.), i dati biografici si ricavano pressoché per intero dalle sue stesse opere, più o meno copiosi [...] coturno; e inoltre satire ed enigmi, storie varie, discorsi oratorî, dialoghi filosofici, egualmente in greco e in latino (Flor dato d'incontrare qualche modesto prodromo alle squisite opere d'arte di Raffaello e dei suoi discepoli (nei 32 affreschi ...
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Storico e retore greco del secolo di Augusto. Della sua vita abbiamo poche notizie sicure, riferiteci da lui stesso: che era figlio di un tale di nome Alessandro; che venne a Roma appena terminata la guerra [...] ciò è falso e dopo varie argomentazioni conclude che in genere non l'oratore deriva la sua arte dai precetti retorici, bensì derivano questi dallo studio degli oratori. Questo scritto fu e rimane un contributo notevole alla cronologia delle orazioni ...
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Scrittore inglese, nato il 4 dicembre 1795 a Ecclefechan (Dumfriesshire), morto a Londra il 4 febbraio 1881: personalità complessa, internamente agitata e discorde, ma di elementare potenza, tale che nemmeno [...] . Come poeta non seppe sempre salvarsi dall'enfasi oratoria; e come oratore amò spesso deviare, "con estrosi slanci", verso , un non so che di manuale che è nella stessa tecnica dell'arte, nel procedere sommario, per cui non c'è via di mezzo, tutto ...
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SIMBOLISMO
Venceslao IVANOV
Nel 1885 Jean Moréas in una replica (sul XIXme Siècle, 11 agosto) a P. Bourde, collaboratore del Temps, il quale aveva tacciato Verlaine, Mallarmé e i loro seguaci di "decadentismo" [...] manierismo romantico che si era esaurito nella verbosità oratoria di Victor Hugo, soprattutto la negazione radicale d'un'epoca in cui, col pretesto di naturalismo, l'arte era stata ridotta all'imitazione dei lineamenti esteriori (contours extérieurs) ...
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La retorica tradizionale iscriveva la poesia drammatica tra i varî generi letterarî (epica, lirica, oratoria, ecc.). L'estetica moderna ha negato, come si sa, una reale autonomia di cotesti generi, riducendoli [...] storia del dramma non può non comprendere anche una storia del teatro.
In senso ristretto, si chiama dramma una forma d'arte drammatica indipendente da modelli classici, che nasce a mezzo il Settecento con Le fils naturel di Diderot (1757) e prende ...
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PULPITO (pulpĭtum)
Carlo CECCHELLI
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È in generale presso i Romani ogni piattaforma elevata su cui ci si posa per farsi vedere o udire: quindi in particolare il luogo dove siede il magistrato quando [...] voce pulpito a quella sorta di palco che serve ai sacri oratori e che è la filiazione diretta dell'ambone (v.).
'Italia che ha il più grande sviluppo il pulpito nel periodo dell'arte gotica. In Francia, dove se ne ammirano straordinarî esempî, non si ...
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, Cardinale e dottore della Chiesa. Nacque nel 1221 o 1222 in Bagnorea (Bagnoregio), fra Viterbo e Orvieto. Non sappiamo dove B. abbia ricevuto la prima istruzione; Francesco da Fabriano (morto nel 1322) [...] , quanto in Germania, Spagna ed Italia; la sua oratoria, di forma semplicissima, si distingueva per l'abbondanza di negli affreschi di Assisi. Altra opera di B. ch'ebbe riflessi nell'arte è il già citato Lignum vitae. L'albero santo, formato da 12 ...
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Scrittore francese, nato il 25 ottobre 1767 a Losanna e morto a Parigi l'8 dicembre 1830. Come la famiglia paterna (v. sopra), quella materna era di origine francese, trapiantata in Svizzera a causa delle [...] particolarmente attiva dal 1827 al 1830. La guerriglia polemica, giornalistica e oratoria, non lo distoglie dai lavori di maggior lena. Nel 1824 esce , ha fatto, con la sua perfezione d'arte e di stile, dimenticare la lucida, eloquente ...
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1. A. di Ramnunte. - Oratore e uomo politico ateniese, nato al tempo della guerra contro i Persiani (primo quarto del sec. V a. C.), in anno non determinabile esattamente. I primi rudimenti dell'eloquenza [...] dall'accusa di aver ucciso il suo compagno. Processo indiziario e tortuoso, in cui meglio si rivelarono l'arte e l'esperienza dell'oratore. Arte che, per le qualità stilistiche, risente dell'influsso di Gorgia, il primo maestro di stile nell'età ...
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oratoria
oratòria s. f. [dal lat. oratoria, femm. sostantivato (sottint. ars «arte») dell’agg. oratorius «oratorio»]. – 1. a. L’arte del parlare in pubblico, a un’adunanza, a un’assemblea, soprattutto in quanto essa sia studiata nella sua...
oratorio1
oratòrio1 agg. [dal lat. oratorius, der. di orator -oris «oratore»]. – 1. a. Che concerne l’oratore o le orazioni (nel sign. classico di questa parola, cioè i pubblici discorsi): stile o.; declamazione o.; l’arte o. (o, assol., l’oratoria);...